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Stato di salute di Arafat, fiato sospeso in Palestina

RAMALLAH (CISGIORDANIA) - La popolazione palestinese in Cisgiordania e Gaza ha seguito oggi con sgomento l'accavallarsi delle notizie contrastanti circa l'asserita morte a Parigi del presidente Yasser Arafat. Decine di persone sono scese in strada invocando il suo nome, altre si sono avviate verso le moschee per pregare. Molti piangono e affermano di non riuscire a credere che il presidente sia effettivamente deceduto in Francia.
«Guardo in continuazione la tv sperando che non sia vero. Mi dispiace per Abu Ammar (il nome di battaglia di Arafat, ndr) per noi è stato un padre. Se è vero che non c'è più, ci sentiamo tutti orfani», ha detto Maher Tawill, un autista di autobus residente ad Abu Dis (Gerusalemme).
Nisrin Awad, una casalinga di Ramallah, ha detto di credere alle parole del premier Abu Ala (Ahmad Qurea), che ha negato la notizia riferita dai media israeliani, secondo i quali Arafat sarebbe morto.
«Il presidente ha una fibra molto forte, è uscito fuori da situazioni difficili. Prego Allah che lo salvi e lo riporti nella nostra terra sano e salvo», ha affermato senza ombra di dubbio.
Oggi gli apparecchi televisivi in ogni casa ed edificio pubblico palestinese sono rimasti sintonizzati sulle rete satellitari arabe che trasmettono aggiornamenti continui dalla Francia. Coloro che sono al lavoro o non hanno a disposizione una televisione, ascoltano i notiziari di radio 'Voce della Palestinà.
La situazione tuttavia appare sotto controllo in Cisgiordania e Gaza. Secondo indiscrezioni le varie fazioni palestinesi, incluse quelle dell'opposizione islamica Hamas e Jihad, avrebbero deciso di fare il possibile per mantenere la calma nei Territori allo scopo di favorire la successione temporanea di Arafat ed aprire la strada alle elezioni per il nuovo presidente.
Da questo pomeriggio sono riuniti a Ramallah (Cisgiordania) in modo permanente gli organi esecutivi dell'Organizzazione per la liberazione della Palestina (Olp) e di Al Fatah, la principale componente politica dell'Olp, per fare il punto della situazione e preparare il dopo-Arafat.
Secondo fonti informate palestinesi, il Comitato esecutivo dell'Olp ha approvato nel pomeriggio il trasferimento di parte dei poteri sui servizi di sicurezza e sulle finanze nelle mani del premier Abu Ala (Ahmed Qrea).
Consultazioni sono in corso anche tra i comandanti della polizia e dei vari servizi di sicurezza dell'Anp che hanno messo in stato di allerta migliaia di agenti incaricati di mantenere l'ordine pubblico.
Il premier, durante una conferenza stampa tenuta al termine dei lavori del consiglio dei ministri, ha invitato i palestinesi a continuare le normali attività.
Appelli alla calma sono giunti anche da responsabili del ministero delle finanze che, attraverso i mezzi d'informazione, hanno rassicurato i circa 130.000 dipendenti dell'Autorità nazionale palestinese che i salari verranno pagati regolarmente.
Parole che, ad avviso di molti, servono a guadagnare ore preziose, necessarie a preparare la successione temporanea ad Arafat che, sulla base degli incarichi ai vertici delle istituzioni palestinesi, spetta al segretario generale dell'Olp ed ex primo ministro Mahmud Abbas (Abu Mazen).
I palestinesi comunque tendono ad escludere incidenti e disordini in conseguenza della morte del presidente. «La situazione è stabile nonostante le tensioni di questi ultimi tempi - ha detto all'Ansa l'analista Ali Jirbawi, dell' università cisgiordana di Bir Zeit - i dirigenti dell'Olp e dell'Anp stanno mostrando un forte senso di responsabilità che lascia ben sperare per il futuro».
Roberto Ferri

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