Mercoledì 12 Dicembre 2018 | 19:26

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4 novembre: Ciampi e Martino a Redipuglia, Pera a Roma

Ciampi, Fini e Martino a Redipuglia REDIPUGLIA (GORIZIA) - Si è concluso con un richiamo alla Costituzione Europea da poco firmata, quale suggello della fine delle ostilità nel Vecchio Continente, il discorso svolto questa mattina dal Ministro della Difesa, Antonio Martino, al sacrario di Redipuglia (Gorizia), presenti il Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, e il Vicepresidente del Consiglio, Gianfranco Fini. «Pochi giorni or sono, a Roma - ha affermato Martino, rivolto al Capo dello Stato - i membri dell'Unione hanno firmato la nuova Costituzione Europea. Il Vecchio Continente, causa di due guerre mondiali, si ricompone nella pace, nella libertà, nella democrazia. Che questi poveri morti non abbiano potuto vedere la luce che oggi brilla sull' Europa - ha aggiunto il Ministro - accresce la nostra già grande tristezza, oggi, qui a Redipuglia».
Il discorso di Martino ha concluso, poco dopo le dieci, una breve ma intensa cerimonia, cominciata circa un'ora prima con gli onori resi da Ciampi e dai rappresentanti del Governo alle spoglie dei soldati morti in Russia nella Seconda Guerra Mondiale, cinque delle quali esposte oggi nel sacrario di Redipuglia che custodisce in tutto i resti di 100.187 caduti in guerra. «Il novembre 1918 - ha ricordato Martino - chiude la terribile Prima Guerra Mondiale, vissuta su diversi fronti da milioni di combattenti e sofferta da tutti i popoli d' Europa. Le ragioni e i meccanismi che condussero al devastante conflitto - ha osservato il Ministro - forse appaiono sorprendenti agli occhi degli europei d' oggi, in pace con se stessi in un' unione politica appena consacrata dalla nuova Costituzione».
«La coesione tra combattenti e popoli avvenne sull'idea di patria - ha proseguito il ministro - ancora fragile a pochi decenni dall' unificazione del 1860. Eppure l'Italia resse l'urto violento. Superò momenti terribili e stupì il mondo intero con immani sacrifici nelle trincee, sul Grappa, sul Pasubio, sul Carso. Con pari valore si batterono in ardimentose azioni i Mas e tutte le unità della Marina e gli uomini della nascente aviazione militare nei primi audaci e cavallereschi duelli aerei. Il 4 novembre del 1918 - ha detto ancora Martino - resta uno spartiacque nella storia dell' Italia e a distanza di tanti lustri, celebrare il 4 novembre significa far festa alle Forze Armate nel giorno della vittoria per antonomasia. Per fortuna - ha aggiunto - l'Europa ha definitivamente voltato le spalle al 20° secolo, nel corso del quale incubò e propagò le più devastanti ideologie, e ridusse in schiavitù milioni di concittadini».
«Qui a Redipuglia - ha concluso Martino - riposano migliaia di italiani, affiancati anche da caduti delle forze austroungariche, allora nemiche. Abbracciamoli tutti, senza distinguerne la nazionalità - ha esortato il Ministro - ce lo impone non solo l' umana pietà verso i defunti, ma anche la considerazione che comunque non lottavano per imporre gli uni agli altri una bieca sottomissione politica».
Il Presidente della Repubblica e il vicepresidente del Consiglio Fini non hanno svolto discorsi ufficiali. Nel corso della cerimonia, oltre agli onori ai caduti c'è stata una esibizione delle Frecce Tricolori ed è stata celebrata una messa da parte dell' ordinario militare, Angelo Bagnasco.

Il presidente del Senato Marcello Pera si è recato questa mattina all'Altare della Patria a Roma per deporre una corona di alloro in rappresentanza del presidente della Repubblica. E' la prima volta che un presidente del Senato sostituisce il capo dello Stato in questa cerimonia. Tornato a Palazzo Madama, Pera ha deposto un'altra corona di alloro davanti al monumento, all'ingresso del Senato che ricorda i caduti del Senato nella Grande Guerra.

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