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Elezioni Usa, il New York Times promuove i blog-politici

NEW YORK - Una nuova voce del panorama dell'informazione a fianco di tv e giornali sono i cosiddetti "blog", ovvero siti web gestiti da volti noti del giornalismo o del mondo della cultura in generale, ma anche da illusti sconosciuti che hanno voglia di dire la loro.
Una forma di opinionismo un po' selvaggia insomma, perchè priva di qualsiasi controllo istituzionale, che si è guadagnata però un certo status istituzionale che oggi il "New York Times" ha avallato pubblicando il parere dei "diari on-line" più "cliccati" del Web sul momento più significativo delle elezioni americane. Ecco un'antologia di pareri:
MICKEY KAUS, www.kausfiles.com - «E' stato quando, nel primo dibattito, il presidente Bush non ha approfittato del voto di Kerry contro la guerra in Iraq del 1991».
LORIE BYRD, www.polipundit.com - «La convention democratica di luglio. Kerry ha messo troppa enfasi sul Vietnam, considerando che i veterani gli sono contro, e non ha dato risalto alla sua carriera ventennale di senatore: gli è costato punti di svantaggio su Bush fino al dibattito del 30 settembre, che lo ha rimesso in gioco».
JOHN HINDERAKER e SCOTT JOHNSON, www.powerlineblog.com - «L'evento di maggiore rilevanza di tutta la campagna è stato quando abbiamo dimostrato che erano falsi i documenti usati dalla Cbs per accusare Bush per il servizio militare nella Guardia Nazionale. Il giorno dopo la trasmissione, milioni di persone erano al corrente della falsità delle informazioni trasmesse dalla Cbs. I grandi media non potranno più influenzare l'opinione pubblica a loro piacimento».
ANA MARIE COX, www.wonkette.com - «Ero pronta a votare per Bush anche dopo aver scoperto che non mi avrebbe fatto sposare Mary Cheney (la figlia lesbica del vice presidente Dick Cheney contrario, come Bush, ai matrimoni tra omosessuali, ndr). Ma alla fine seguirò Kerry, l'uomo che ha ammesso che condannare a morte migliaia di soldati americani e civili iracheni è stato un errore».
JOANNE JACOBS, www.joannejacobs.com - «Il massacro della scuola di Beslan è stato un modo brutale per ricordarmi la mancanza di principi del terrorismo del 21esimo secolo. Con terroristi in giro che uccidono bambini sparandogli alle spalle, voglio un presidente testardo che dichiari guerra a queste menti diaboliche. Loro l'hanno dichiarata a noi».
DAVID ADESNIK, www.oxblog.com - «Bush è diventato estrmamente vulnerabile nel momento in cui la Cia ha reso pubblico il rapporto che afferma come in Iraq non sono state trovate armi di distruzione di massa. Se però ci fossero state, oggi voterei Bush e non Kerry».
GREG DJEREJIAN, www.belgraviadispatch.com - «Nonostante parteggi per i repubblicani, ero aperto alla possibilità di votare Kerry. Almeno fino alla visita del primo ministro iracheno Ayad Allawi. Il modo in cui Kerry ha gestito la situazione è stato poco dignitoso: invece di dargli del "fantoccio" pubblicamente, avrebbe potuto organizare un incontro privato per garantire che qualsiasi cosa succeda il 2 novembre, l'America sarà sempre a fianco dell'Iraq».
ANN ALTHOUSE, www.althouse.blogspot.com - «In passato ho votato per Al Gore e Bill Clinton, quindi pensavo che questa volta il mio candidato sarebbe stato Kerry. Ho cambiato idea quando durante il discorso al City College di New York, un uomo gli ha chiesto in cosa differisse il suo piano per l'Iraq da quello di Bush e la risposta è stata «Allora lei non mi sta ascoltando: chi non sa dare una risposta ad una domanda così importante, dovrebbe almeno essere più educato. Voterò Bush».
KEVIN DRUM, www.washingtonmonthly.com - «Il dibattito del 30 settembre: Bush ha fatto un errore che gli è costato i sette punti di vantaggio, dando inizio all'ascesa di Kerry fino, forse, alla vittoria: si è mostrato annoiato, ha alzato gli occhi al cielo invece di mantenersi calmo come l'avversario».
TOM BURKA, www.tomburka.com - «Bush ha sbagliato prima dell'inizio della campagna elettorale. In gennaio, nell'arco di poco tempo, ha annunciato e cancellato il progetto di una missione spaziale su Marte. Così facendo ha perso il voto di tutti coloro la cui più grande aspirazione è andarsene da questo pianeta».
J.BRADFORD DELONG, www.j-bradford-delong.net - «Lo scorso inverno un gruppo di repubblicani moderati ha cercato di sostituire il vice presidente Dick Cheney, probabilmente con l'intento di mettere Colin Powell al suo posto. Già negli anni '80 l'amministrazione Regan aveva cambiato volto, con successo, nel corso della legislatura. Adesso il tentativo è fallito, e con lui la speranza di trascinare l'amministrazione Bush fuori dalla sua incompetenza».
GLENN REYNOLDS,www.instapundit.com - «Quando in luglio Evan Thomas, vice direttore di Newsweek, disse candidamente che «la stampa voleva Kerry vincitore», aveva ragione. Fu chiaro a tutti però solo in secondo momento, cioè con lo scandalo dei falsi documenti della Cbs e più recentemente con la vicenda degli esplosivi spariti dall'Iraq. I politici vanno e vengono, ma il "Quarto Potere" è come un governo permanente non eletto, spesso più potente dei politici nel gestire il paese».

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