Lunedì 17 Dicembre 2018 | 01:14

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Bush e Kerry continuano a far campagna elettorale, tra stress e riti scaramantici

NEW YORK - La corsa alla Casa Bianca è finita, gli elettori sono in fila per votare, ma i due candidati George W. Bush e John Kerry hanno continuato a correre come coniglietti della Duracell.
Non contenti del tour de force a cui li hanno costretti gli ultimi giorni di campagna elettorale i due rivali hanno continuato ancora oggi a tenere comizi, stringere mani, fare telefonate e apparizioni in tv nel corso della marcia di avvicinamento verso il momento della verità che li aspetta rispettivamente a Washington e a Boston.
Abito scuro, cravatta blu, Bush ha cominciato la giornata di buon'ora nel ranch di Crawford in Texas: con lui e con la First Lady Laura, hanno votato anche le figlie Barbara e Jenna in un seggio allestito nella sede dei pompieri della cittadina dove il presidente ha il suo ranch.
«Penso che vincerò», ha detto Bush dopo il voto: «Ho messo il massimo dell'energia in questa campagna. Mi sono divertito. A Kerry faccio i miei auguri». Poi il presidente è partito per l'Ohio per un ultimo giro «a ringraziare gli elettori». A Columbus Bush si è attaccato al telefono, ma ha trovato difficile convincere un cittadino scettico che all'altro capo del filo era davvero lui: «Glielo prometto», lo si è visto dire in televisione, mezzo divertito.
KERRY IN WISCONSIN CON GIACCA PORTAFORTUNA - In quelle stesse ore Kerry era in Wisconsin, uno stato cruciale perchè permette agli elettori di registrarsi in extremis prima di entrare al seggio: fin dalle prime luci dell'alba, con addosso il giaccone giallo Timberland portafortuna che indossa da quando è "nato" come candidato in Iowa, il senatore del Massachusetts ha aiutato i volontari del suo partito a La Crosse a reclutare all'ultimo momento potenziali elettori.
Poi Kerry è salito sul Boeing 757 della campagna verniciato di bianco rosso e blu e ha raccolto la moglie Teresa che aveva votato da sola a Pittsburgh: assieme sono tornati a Boston, dove il senatore ha votato alla Massachusetts Statehouse: «Questa campagna è stata un magnifico viaggio. Qualunque sarà il risultato l'America andrà avanti», ha detto con al fianco la consorte e le figlie Vanessa e Alexandra.
Nel pomeriggio, tutti a casa: Bush alla Casa Bianca, Kerry nella magione di Beacon Hill, lo storico quartiere delle elite di Boston che il senatore aveva ipotecato all'inizio della campagna per continuare a restare in pista.
NERVOSISMI IN CASA BUSH, SCARAMANZIE KERRY - Entrambi, il candidato repubblicano e il rivale democratico, si sono messi al telefono, per non lasciare nulla di intentato fino alla chiusura dei seggi. Entrambi si sono stretti alle famiglie: per Bush sono arrivati alla Casa Bianca i genitori, sull'orlo di una crisi di nervi.
«Avrò un collasso nervoso», aveva pronosticato per le ultime ore della competizione più importante del globo la ex First Lady Barbara Bush. «Mio suocero - ha detto dell'ex presidente George Bush la nuora Laura - è in questo momento l'uomo più nervoso del mondo».
Nervosismo in casa Bush, superstizioni in casa Kerry. Il senatore del Massachusetts - si è scoperto in questa campagna elettorale - gira con un carnet di amuleti e talismani che vanno dalla medaglietta di San Cristoforo regalata dalla mamma, alle piastrine del Vietnam, il rosario, la castagna dell'Ohio regalatagli da un ragazzino e lo stelo di grano dono di uno stregone Navajo tifoso della sua stessa squadra di baseball, i Red Sox, che hanno appena vinto il campionato.
OSTRICHE PORTA-FORTUNA - Per non smentire il personaggio nel giorno più importante della sua vita Kerry è concessa una pausa scaramatica a base di ostriche e "clam chowder" (la zuppa di pesce del New England) alla Union Oyster House, il ristorante più antico d'America dove cenava John F. Kennedy e dove il J.F.K. della corsa alla Casa Bianca 2004 tradizionalmente pranza ogni volta che è candidato.
Alla fine della corsa, di due candidati sembravano visibilmente emozionati, maratoneti della politica ancora increduli all'idea di aver finalmente tagliato il traguardo.
«Non credo che nessuno possa capire prima cosa significa vedere il proprio nome sulla scheda per l'elezione del presidente», ha detto Kerry, l'ex ragazzo di buona famiglia che i compagni di collegio della St. Paul in Massachusetts già salutavano presidenzialmente con un "Hail to the Chief".
Per entrambi l'adrenalina era ancora alle stelle. Meno alle stelle per le rispettive mogli: Laura è arrivata alla Casa Bianca col volto segnato dalla stanchezza. Teresa uscendo dalla cabina a Pittsburg aveva indosso un paio di occhiali neri e ha confidato ai giornalisti «Ho passato una notte terribile».
Alessandra Baldini

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