Sabato 15 Dicembre 2018 | 23:58

GDM.TV

Ma la Procura barese sta valutando un ricorso sull'inchiesta

BARI - La Procura presso il Tribunale di Bari sta valutando se impugnare il provvedimento del Tribunale del Riesame che il 18 ottobre scorso ha annullato il divieto di espatrio imposto dal giudice per le indagini preliminari (gip) Giuseppe De Benedictis a Giampiero Spinelli, il trentenne di Sammichele di Bari (Bari) indagato in concorso con altri per «arruolamenti o armamenti non autorizzati a servizio di uno Stato estero».
La vicenda è quella relativa all'arruolamento - secondo l'accusa compiuto a Sammichele di Bari da Spinelli per conto della "Presidium Corporation" di Salvatore Stefio - di tre cittadini italiani due dei quali, Umberto Cupertino e Maurizio Agliana, furono sequestrati in Iraq nell'aprile scorso e liberati assieme a Stefio dopo 56 giorni. Durante la prigionia fu invece ucciso Fabrizio Quattrocchi.
Nelle motivazioni depositate il 29 ottobre scorso i giudici del Riesame spiegano perché non condividono il provvedimento del gip, chiesto dal Procuratore aggiunto Giovanni Colangelo, e affermano in sostanza che coloro che furono arruolati da Spinelli «erano guardie private che in Iraq tutelavano imprese e uomini d'affari» e, quindi, che «l'attività portata in Iraq dagli operatori è da reputare comunque estranea al concetto di militanza al servizio o in favore dello straniero».
Tesi sicuramente vicina a quella del difensore di Spinelli, avv. Carlo Taormina, e opposta a quella avanzata dalla Procura e dal gip De Benedictis che, nel provvedimento coercitivo a carico di Spinelli, aveva definito gli ex ostaggi «mercenari» e «veri e propri fiancheggiatori delle forze della coalizione», aggiungendo che ciò «spiega, se non giustifica, l'atteggiamento dei sequestratori nei loro confronti».
Nell'ordinanza i giudici ripercorrono il contratto firmato dai cosiddetti «arruolati» con la "Presidium", che fece da tramite per una società americana, e affermano che l'impegno sottoscritto dagli italiani era finalizzato «alla prestazione di servizio di vigilanza» per «la sicurezza dei dipendenti di una società di capitali estera impegnata nella ricostruzione in territorio iracheno». Compiti che in realtà gli italiani svolsero solo in parte per «difficoltà sopraggiunte». Infatti, gli operatori di sicurezza svolsero il loro ruolo dedicandosi esclusivamente alla sorveglianza all'interno dell'hotel "Babylon" di Baghdad, dove si trovavano dipendenti della società statunitense "Bearing Point".
Per quanto riguarda poi la disponibilità di particolari tipi di armi da guerra in uso ai bodyguard, i giudici ritengono che questa fosse «adeguata a fronteggiare la situazione di effettivo pericolo a Baghdad».

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

MULTIMEDIA

Nuovo video per BandAdriatica, Elisa canta con Calcutta, il progetto Party Hard racconta Taranto

Nuovo video per BandAdriatica, Elisa canta con Calcutta, il progetto Party Hard racconta Taranto

 
Rotonda - Bari:  il punto con La Voce Biancorossa, segui la diretta

Rotonda - Bari: il punto con La Voce Biancorossa Rivedi la diretta

 
Torre Guaceto: masseria rurale trasformata in resort, sequestri

Torre Guaceto: masseria rurale trasformata in resort, sequestri

 
Decennale della Regia Aeronauticail Re passa in rassegna 4mila piloti

Decennale della Regia Aeronautica
il Re passa in rassegna 4mila piloti

 
Il bimotore Savoia Marchetti S 55uno dei simboli del progresso italiano

Il bimotore Savoia Marchetti S 55
uno dei simboli del progresso italiano

 
Inaugurazione aeroporto di Bariintitolato a Umberto di Savoia

Inaugurazione aeroporto di Bari
intitolato a Umberto di Savoia

 
Kosovo, l'attività del 5° Reggimento alpini

Kosovo, l'attività del 5° Reggimento alpini

 
Calendario, l'uomo e la tecnologia

Calendario, l'uomo e la tecnologia

 
Calendario, storie e immagini

Calendario, storie e immagini