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Tappe e modalità nell'elezione del Presidente

WASHINGTON - La Costituzione americana prevede che le elezioni si svolgano il martedì che segue il primo lunedì di novembre: quest'anno, il 2 novembre è l'Election Day.

2 NOVEMBRE - Si vota per il presidente e il vicepresidente, ma anche per rinnovare parzialmente il Congresso (tutta la Camera, 435 seggi, e un terzo del Senato, 34 seggi su 100), oltre che per designare alcuni governatori.
Ci sono, inoltre, migliaia di consultazioni statali e locali e 160 referendum in 34 Stati.
Nei singoli Stati e nel Distretto di Colombia, dove sorge Washington, i votanti non eleggono direttamente il presidente, ma un collegio di Grandi Elettori pari, per ogni Stato, alla somma del numero dei senatori, due per ciascuno, e dei deputati, che variano in funzione della popolazione.
Il collegio elettorale si compone di 538 Grandi Elettori.
Il numero minimo di Grandi Elettori per uno Stato è tre: Alaska, Delaware, Montana, Nebraska, North e South Dakota, Vermont, Wyoming e Distretto di Columbia. Il numero massimo è 55 (California), davanti a Texas 34 e New York 31.

13 DICEMBRE 2004 - I collegi dei Grandi Elettori eletti si riuniscono in ogni Stato il primo lunedì dopo il secondo mercoledì di dicembre: quest'anno, il 13 dicembre.
I Grandi Elettori procedono a votazioni separate per il presidente e il vicepresidente. La norma vuole che, in tutti gli Stati, a eccezione di Maine e Nebraska, tutti i voti dei Grandi Elettori vadano ai candidati che hanno ottenuto più voti popolari in quello Stato.
Nel Maine e nel Nebraska, i voti vengono distribuiti tenendo conto dei dati nei singoli distretti elettorali. In Colorado, un referendum deve decidere se attribuire in modo proporzionale i Grandi Elettori dello Stato.

FINE DICEMBRE 2004 - I risultati delle votazioni del 13 vengono trasmessi all'Ufficio del Registro federale, dove il Congresso li verifica entro fine dicembre.

6 GENNAIO 2005 - Il nuovo Congresso si riunisce in sessione plenaria congiunta alle 13 del 6 gennaio 2005, per il computo ufficiale dei voti elettorali.
Il presidente del Senato annuncia il risultato delle elezioni e proclama il presidente eletto, se è stata raggiunta la maggioranza necessaria (270 voti di Grandi Elettori su 538).
Se così non sarà, toccherà alla Camera eleggere il presidente a maggioranza, votando per delegazioni di Stati, fra i tre candidati che hanno ottenuto più voti, e al Senato eleggere il vicepresidente, scegliendo fra i due candidati che hanno avuto più voti.

20 GENNAIO 2005 - Il presidente e il vicepresidente prestano giuramento ed entrano nel pieno delle loro funzioni.

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