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I nove dello Skylab

Dal maggio 1973 al febbraio 1974, sullo "Skylab" si alternarono tre equipaggi in tre diverse missioni. In origine i voli vennero battezzati, a rigor di logica, come "Skylab 1", "Skylab 2", e "Skylab 3", tanto che anche lo stemma delle tre missioni, applicato sulle tute spaziali degli equipaggi, mentenne questa dicitura.
In seguito però, la Nasa fece avanzare di una unità il numero delle missioni, battezzando con "Skylab 1" il lancio del laboratorio spaziale vero e proprio, e successivamente, con i numeri 2, 3 e 4, le tre missioni con equipaggio umano.
Ma vediamo brevemente chi sono i nove protagonisti, delle prime, lunghe permanenze dell'uomo in orbita, su una stazione orbitante: ogni missione aveva un comandante, un pilota della capsula-navetta Apollo, e un astronauta-ricercatore.

Skylab 2: un pioniere, un asso del volo e un medico
Charles Conrad, detto "Pete", era il comandante della prima spedizione di uomini sullo Skylab. Era già noto al grande pubblico, poiché si apprestava alla sua quarta missione in soli otto anni, ma soprattutto perché era stato protagonista del secondo sbarco lunare. Pete era nato a Philadelphia il 2 giugno 1930, e si era laureato in ingegneria aeronautica alla Princeton University nel 1953, poco prima di entrare nella Marina statunitense, dove ben presto divenne pilota collaudatore di velivoli sperimentali presso la celebre base di Patuxent River, nel Maryland. Sempre a "Pax River" diventerà poi istruttore per le nuove leve tra i piloti della "Navy"; lavorò a progetti di nuovi caccia e a nuovi metodi per migliorare la sicurezza in volo presso varie sezioni della Us Navy, prima di candidarsi come astronauta con un curriculum che comprendeva migliaia di ore d'esperienza di volo.
Si era candidato già per il primo gruppo di astronauti,quelli del "Progetto Mercury", nel 1959, ma non riuscì in quell'occasione a far parte dei sette "eletti". Verrà selezionato con il successivo team, nel 1962, di astronauti candidati per i voli "Gemini". Pete infatti sarà protagonista delle missioni "Gemini 5" come copilota (agosto 1965) al fianco di Gordon Cooper. Poi fece da riserva per "Gemini 8", e come comandante di "Gemini 11" (settembre 1966), avendo come "secondo" Richard Gordon, tornò in orbita per una missione di quattro giorni alla quota record di 1.300 chilometri dalla Terra.
Sempre con Gordon, e con Alan Bean, sarà poi comandante nel novembre 1969 della missione Apollo 12, che gli consentirà di sbarcare sulla Luna (terzo uomo sulla superficie selenica dopo Armstrong e Aldrin), assieme a Bean. Subito dopo la missione lunare verrà nominato comandante per la prima missione "Skylab".
Ritiratosi dalla Nasa e dalla Us Navy nel 1974, divenne subito dopo Vicepresidente della Sezione Marketing della Mc Donnell Douglas, e in seguito, sempre per il colosso aeronautico americano, responsabile dell'ufficio che si occupava del progetto della stazione spaziale. A fine anni novanta si era candidato a compiere un volo sullo shuttle, un po' come fece l'anziano pioniere John Glenn nel 1998, ma nel luglio 1969, a 69 anni, Conrad perse la vita in California, in un incidente stradale dopo una caduta con la sua moto. Pete, resta ancora oggi uno dei personaggi più rappresentativi dell '"epoca d'oro" dei voli spaziali americani.
Paul Weitz, con la missione verso lo Skylab, era al suo "battesimo nello spazio", come pilota del modulo di comando Apollo che doveva agganciare il grande laboratorio orbitante americano. Pilota collaudatore della Us Navy, dove era entrato nel 1954, Weitz è nato a Eire, in Pennsylvania, il 25 giugno 1932: aveva quindi 41 anni al momento di partire in "direzione Skylab". Laureatosi in ingegneria aeronautica, entrò in Marina e accumulò grande esperienza come pilota, partecipando anche a voli di combattimento durante la guerra del Vietnam.
Entrò a far parte degli astronauti Nasa con il team del 1966, fece parte dell'equipaggio di "supporto" per l'«Apollo 12», e nel 1971 fu candidato al volo numero 1 di Skylab.
Weitz tornerà in orbita nel 1983, come comandante del sesto volo di uno shuttle (il primo della navetta "Challenger"), per poi lasciare le attività spaziali.
Joseph Kerwin, era l'astronauta-scienziato della prima missione sullo Skylab. Joe infatti, era medico di professione, e per molti anni era stato ufficiale medico nella Us Navy, tanto che già all'epoca gli fu conferito il grado di "Capitano di Fregata". Nato il 19 febbraio 1932 a Oak Hill, nell'Illinois, si laureò in filosofia, e successivamente in medicina, diventando poco tempo dopo medico chirurgo del General Hospital di Washington. Poi Joe Kerwin decise di entrare in Marina, frequentando la , che gli consentì nell'anno 1962, di ricevere le "ali da pilota".
Due anni dopo, Kerwin lesse che la Nasa cercava scienziati per formare il primo gruppo di astronauti-ricercatori. Si candidò e divenne uno dei cinque prescelti. Nel 1971 verrà chiamato a far parte del primo equipaggio "Skylab", che resterà anche la sua unica missione spaziale.

Skylab 3: un pedone lunare, un marine e un biologo
Alan Lavern Bean, comandante della seconda spedizione su Skylab, all' epoca del lancio era noto quanto Pete Conrad, proprio perché assieme al suo amico di lunga data Pete, era sceso sulla Luna durante il volo dell'Apollo 12, nel novembre 1969. Una missione straordinaria alla quale Bean non avrebbe dovuto partecipare, poiché già nel 1967-68 egli lavorava al progetto Nasa di un grande laboratorio orbitante: proprio ciò che verrà concretizzato negli anni settanta con lo Skylab.
Ma l'improvvisa morte di Clifton Williams, già destinato alla Luna con l'equipaggio di Pete Conrad, portò ad una revisione degli equipaggi, e Pete Conrad andò subito a chiedere la disponibilità per il viaggio verso la Luna all'amico Bean, il quale, come lui stesso ammetterà, dopo quella proposta impiegò un bel po' a riprendersi....
Alan Bean, quarto uomo a mettere piede sulla Luna e comandante del secondo volo su Skylab, è nato a Wheeler, in Texas, il 15 marzo 1932. Laureatosi in ingegneria aeronautica, entrò nella Us Navy, diventando poi pilota collaudatore. Diventerà poi astronauta Nasa con il team selezionato dall'ente spaziale nel 1963. Fu poi assegnato come riserva alla missione "Gemini 10", e pertanto il viaggio lunare con Apollo 12 del 1969 fu il suo esordio nello spazio. Dopo i 59 giorni trascorsi sullo Skylab restò ancora in servizio, alla Nasa, fino al 1981, per poi ritirarsi e dedicarsi all'altra sua grande passione: la pittura. Da molti anni ha un laboratorio a Houston, città dove vive tuttora, e ha realizzato molti dipinti e sculture legate, soprattutto, alle missioni spaziali e alle sue esperienze di astronauta.
Jack Lousma, era uno dei pochissimi astronauti Nasa provenienti dal corpo dei Marines, e fu solo il secondo a volare dopo il "pioniere" John Glenn, che nel 1962 era stato il primo americano in orbita su una capsula "Mercury". Jack è nato a Grand Rapids, nel Michigan, il 29 febbraio 1936. Anch'egli laureato in ingegneria aeronautica, entrò subito dopo nei Marines, e nel 1959 divenne pilota. Appartenente alla "classe 1966" degli astronauti Nasa, partecipò, come "support" o come "riserva" a varie missioni, prima e dopo l'assegnazione allo Skylab. Fece parte degli equipaggi di supporto a terra per le missioni "Apollo 9" e "Apollo 13", e fu proprio lui a comunicare con James Lovell, quando quest'ultimo, dallo spazio pronunciò la famosa frase "Abbiamo un problema" da bordo dell'Apollo 13.
Dopo essere stato "riserva" per il volo congiunto tra Apollo e Sojuz del 1975, verrà nominato copilota per la missione di uno shuttle che avrebbe dovuto agganciare e sollevare l'orbita dello Skylab; ma i ritardi nel programma shuttle e l'anticipata caduta verso la Terra del laboratorio orbitante, fecero cancellare questa missione, che Lousma avrebbe dovuto compiere assieme a Fred Haise. Lousma tornerà comunque in orbita nel 1982, ai comandi della navetta "Columbia", in una missione di collaudo dello shuttle durata otto giorni. Lascerà poi la Nasa nel 1983.
Owen Garriott era lo scienziato di bordo, e fu il terzo, tra il gruppo dei primi scienziati selezionati al volo spaziale nel 1964, a partecipare ad una missione. Il primo fu Harrison Schmitt, geologo e planetologo, che fu inviato sulla Luna con l'Apollo 17, nel dicembre 1972, e il secondo fu Joe Kerwin, con la prima missione sullo Skylab. Owen si era laureato in ingegneria elettrica, e successivamente conseguirà master e "bachelor" nel 1953, 1957 e 1960. Con questo formidabile curriculum come ricercatore, che comprendeva anche anni di studi nei campi dell'informatica (ai primordi), della fisica e dell'elettromagnetismo, fu scelto come astronauta-scienziato nel 1964, per poi venire assegnato al volo numero 2 dello Skylab.
Garriott tornerà poi in orbita, all'età di 53 anni (è nato il 22 novembre 1930 a Enid, in Oklahoma) sullo shuttle Columbia, come "specialista di missione" del volo che nel novembre e dicembre 1983 portò in orbita per la prima volta il laboratorio spaziale europeo "Spacelab".

Skylab 4: tre "novellini" dello spazio
Per la terza e ultima missione verso lo Skylab fu scelto un equipaggio di tre astronauti tutti alla loro prima missione spaziale.
Gerald Carr, ne era il comandante. Nato a Denver, in Colorado, il 22 agosto 1932, si era laureato sia in ingegneria meccanica, che in ingegneria aerospaziale. Entrò nella Us Navy nel 1949, e subitro dopo iniziò l'addestramento come pilota, ma per il corpo dei Marines. Fu selezionato come astronauta nel 1966, e al momento di entrare alla Nasa stava collaudando nuovi sistemi tattici di volo. Diventato astronauta, verrà assegnato come "support crewmember" per le missioni dell'Apollo 8 (1968) e dell'Apollo 12 (1969), prima di essere trasferito, nel 1970, all'ufficio astronauti destinati ai voli sullo Skylab.
Quella missione record, di 84 giorni sul grande laboratorio orbitante americano, resta la sua unica impresa spaziale. Suo figlio Jeffrey, lavora alla Nasa da alcuni anni, e fa parte dei team di volo che seguono i voli degli shuttle dal centro di Houston. Jeffrey, uno dei sei figli di Gerald Carr, si è già candidato anch'egli come astronauta.
William Pogue, soprannominato "Bill", era il pilota dell'Apollo, navetta da e per lo Skylab. Nato a Okemah, in Oklahoma, il 23 gennaio 1923, ha ottenuto master e lauree scientifiche prima di partecipare, come pilota, a voli di combattimento durante la guerra in Corea. Pilota di grande esperienza, per due anni fu anche pilota per il Primo Ministro Britannico dell'Aviazione, dopo aver ottenuto i "galloni" presso la prestigiosa «Empire School» di Farnborough, non molto lontano da Londra. Astronauta dal 1966, fu assegnato come membro di supporto a terra per le missioni "Apollo 7" (1968), "Apollo 11" (1969), e "Apollo 14" (1971), prima dell'assegnazione alla terza spedizione sullo Skylab.
Edward Gibson, l'astronauta-scienziato della terza e ultima missione Skylab, restò in servizio attivo anche negli anni ottanta, durante il programma dei voli shuttle, ma anche per lui la terza missione sul laboratorio orbitante americano resta la sua unica esperienza spaziale. Dottore in scienze fisiche e anatomia, Gibson fu inviato su Skylab soprattutto per studiare il comportamento dell'uomo in lunghi periodi in asenza di peso. Nato a Buffalo, nello stato di New York, l'8 novembre 1936, divenne astronauta con il primo gruppo di scienziati scelti dalla Nasa nel 1964. Prima di passare al programma dello Skylab, era stato membro di supporto da terra, per la missione "Apollo 12", nel 1969.
Ha partecipato, agli inzi degli anni novanta, a svariate sessioni di prova di "passeggiate spaziali" presso il centro di addestramento astronauti dell'Esa (Agenzia Spaziale Europea) di Colonia, in Germania.

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