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Stefano Lorenzi: «mi vergogno di essere italiano»

RIPOLI (BOLOGNA) - «Noi più di un mese fa abbiamo presentato un' autodenuncia per fare chiarezza sulle falsità che continuamente vengono dette. Questa denuncia ha avuto corso, è presso la Procura di Torino e la Procura, siccome ci siamo autodenunciati, è normale che abbia indagato me, i periti e quelli che hanno firmato l'autodenuncia». Lo ha detto in una intervista televisiva Stefano Lorenzi, marito di Annamaria Franzoni.
«Come al solito questa notizia è stata di nuovo esposta male, dicendo cose non vere - ha aggiunto - E' frutto della nostra autodenuncia che abbiamo presentato all'autorità inquirente a Roma, che d'ufficio l'ha inviata alla Procura della Repubblica di Torino. A quanto pare ci dicono che abbiamo contraffatto le prove, che le abbiamo create ad hoc. Se è vero, ma penso che sia vero perchè se ne parlano in questo modo è senz'altro vero io non posso che essere indignato e deluso dalla giustizia italiana, da chi si occupa di questo caso», ha detto aggiungendo poi che «le notizie non escono a caso in questo Paese, ma escono da un'attenta regia».
«Arrivare anche solo a pensare - ha detto Lorenzi - che noi possiamo fare cose di questo genere di fronte all' omicidio del nostro piccolo Samuele è una cosa a dir poco incredibile, che non merita nessuna comprensione. Inizio proprio a vergognarmi di essere un cittadino italiano. Questo non è un Paese civile, non è un Paese dove si fanno le cose seriamente».

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