Domenica 16 Dicembre 2018 | 09:34

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Il testo del messaggio

DOHA (QATAR) - Il testo del messaggio di Bin Laden diffuso ieri sera dalla televisione «Al Jazira», dalla trascrizione in inglese dall'arabo, della France Presse.
«O popolo americano, questo è quanto voglio dirvi sulle cause e i risultati (degli attacchi dell'11 settembre 2001) e su come evitare un'altra Manhattan.
«Vi dico che la sicurezza è il pilastro principale della vita umana. Gli uomini liberi non rinunciano alla loro sicurezza, nonostante Bush vada dicendo che noi odiamo la libertà.
«Allora ci spieghi (Bush) perché noi non abbiamo attaccato la Svezia, per esempio. E' ovvio che coloro che odiano la libertà non possono avere l'orgoglio dei 19 (i dirottatori suicidi dell'11 settembre, n.d.r.). Che Allah dia riposo alle loro anime. Se vi combattiamo è perché siamo uomini liberi che non ignorano i valori, vogliamo restituire libertà alla nostra nazione. Se voi distruggete la nostra sicurezza, noi distruggiamo la vostra.
«Voi mi stupite. Nonostante siano trascorsi quattro anni dall'11 settembre, Bush vi sta ancora ingannando e nascondendo la vera ragione; questo significa che restano tutti i motivi per ripetere quanto è accaduto».
«Vi racconterò le ragioni di questi eventi e del momento in cui fu presa la decisione di attaccare, così potrete giudicare. Giuro che non avevamo mai pensato di attaccare le torri, fino a quando vedemmo l'ingiustizia e l'arbitrio dell'alleanza Usa-Israele contro i nostri fratelli in Palestina e in Libano. Fu troppo e fu così che mi venne l'idea.
«Gli eventi che mi riguardano personalmente risalgono al 1982... quando l'America dette agli israeliani luce verde per invadere il Libano, assicurando l'appoggio della Sesta Flotta.
E' difficile descrivere cosa provai in quei momenti dolorosi, ma provocarono un sentimento travolgente di rifiuto dell'ingiustizia e un'irresistibile determinazione a punire l'ingiusto.
«Mentre guardavo le torri distrutte in Libano, pensai che l'ingiusto avrebbe dovuto patire la stessa cosa, (pensai) che anche le torri in America dovessero essere distrutte così che l'America potesse provare ciò che avevano passato noi e cessasse di uccidere i nostri bambini e le nostre donne.
«Non è stato difficile per noi avere a che fare con Bush e la sua amministrazione, vista la somiglianza con i regimi nei nostri Paesi, la metà dei quali è governata da militari e l'altra metà da discendenti di re e di presidenti. Ne abbiamo una lunga esperienza. Ambedue le categorie vantano gente arrogante e avida e malversatori di fondi (pubblici)».
«Le analogie cominciarono al tempo della visita di Bush padre nella regione. Mentre alcuni del nostro parentado restavano impressionati dall'America e speravano che quelle visite avrebbero avuto un qualche impatto sui nostri Paesi, fu invece lui (Bush padre, n.d.r.) a essere influenzato da questi regimi monarchici e militari e a invidiarli per il fatto di riuscire a restare al potere per decine di anni, ad appropriarsi di danaro pubblico senza doverne rispondere o essere controllati.
«Così trasmise la tirannia e la repressione della libertà a suoi figli e la chiamò legge nazionale (introduzione della Legge patriottica statunitense, n.d.r.) con il pretesto di combattere il terrorismo.
«Bush padre pensò che fosse una bene che i suoi figli fossero governatori di Stati. E non dimenticò di trasferire le capacità di manipolare (le elezioni) dai presidenti della regione alla Florida per farli entrare in azione nei momenti critici.
«Concordammo con Mohammad Atta (il capo dell'operazione suicida dell'11 settembre, n.d.r.), che la sua anima riposi in Dio, di portare a termine tutte le operazioni in 20 minuti, prima che Bush e la sua amministrazione avessero il tempo di accorgersene.
«Ma non avremmo mai immaginato che il comandante in capo delle forze armate statunitensi avrebbe abbandonato 50mila dei sui connazionali nelle due torri ad affrontare da soli questi orrori, proprio quando avrebbero avuto più bisogno di lui.
«Lui ritenne che fosse più importante continuare a conversare con una ragazzina che raccontava della sua capretta... piuttosto che occuparsi della vicenda degli aerei e degli attacchi ai grattacieli e questo ci dette tre volte il tempo necessario per concludere le operazioni, grazie a Dio.
«La vostra sicurezza non è nelle mani di Kerry (il candidato democratico, n.d.r.) né di Bush né di al Qaeda. La vostra sicurezza è nelle vostre mani. Qualsiasi (mandato) presidenziale che non distrugga la nostra sicurezza automaticamente garantirà la vostra».

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