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Le aspettative dei nuovi membri

VIENNA - Per la firma della Costituzione europea domani a Roma saranno presenti anche i rappresentanti dei nuovi Paesi membri dell'Ue dell'Europa centrale e orientale, ma anche i massimi esponenti di Bulgaria e Romania che sperano di entrare nel 2007. Gli umori, alla vigilia, variano dall' entusiasmo allo scetticismo all'indifferenza.
POLONIA. Per questo Paese, uno di quelli che avevano fatto fallire il vertice sulla costituzione europea nel dicembre scorso, ci sarà il premier Marek Belka, nonostante Varsavia sia scossa dalla notizia del rapimento di una donna polacca in Iraq e il governo sia costretto a lavorare per trovare una risposta alla richiesta dei sequestratori di ritirare le truppe. Belka, anche se rammaricato per il mancato riferimento alle radici cristiane nel testo, ha accettato il compromesso raggiunto a giugno scorso, lanciando però subito dopo l'idea di un referendum nazionale per la ratifica.
UNGHERIA. Il trattato sulla Costituzione europea, è accettabile perchè «equo e ragionevole», ha detto oggi un portavoce del ministero degli Esteri. Budapest ritiene che la Costituzione renderà più funzionanti le istituzioni europee, e l'Unione potrà nel futuro concentrarsi di più sulle politiche comuni, sulle questioni del bilancio e sulla politica regionale e della coesione, molto importanti per l'Ungheria, o anche sulla cooperazione nel campo della Giustizia e degli Affari Interni. A rendere più delicato il viaggio a Roma del nuovo premier ungherese Ferenc Gyurcsany sarà sicuramente il fatto che ad accompagnarlo sarà il ministro degli Esteri Laszco Kovac, designato commissario per l'Energia nella nuova Commissione europea e uno dei candidati a rischio di eliminazione.
REPUBBLICA CECA. La firma della costituzione europea non sembra essere un argomento di grande interesse pubblico. Il governo ieri ha deciso ufficialmente che a firmare la Costituzione europea a Roma saranno il premier Stanislav Gross (Cssd) e il ministro degli Esteri Cyril Svoboda (Kdu-Csl), ma nessuno di loro ha rilasciato dichiarazioni. Il presidente Vaclav Klaus, euroscettico e leader d'onore dei Democratici civici (Ods) di opposizione, ha invece ribadito la sua opposizione alla Magna Charta rifiutandosi di firmarla.
SLOVACCHIA non si discute tanto della firma della Costituzione europea quanto di come ratificare il documento a livello nazionale. Su autorizzazione del presidente Ivan Gasparovic, per la Slovacchia firmeranno venerdì a Roma il premier Mikulas Dzurinda (Sdku) e il ministro degli Esteri Eduard Kukan. La maggior parte dei partiti della coalizione governativa di centro destra e dell'opposizione è convinta che sarà sufficiente il consenso del parlamento. Ma il partito di governo dei cristiani democratici (Kdh), contrari alla Costituzione europea, sostiene che la legge europea deve essere approvata sia dal Parlamento sia in un referendum, affermando che con la Costituzione europea si crea un'unità statuale. Secondo i sondaggi, negli ultimi tre mesi la percentuale degli slovacchi favorevoli al referendum è cresciuta dal 34% al 43%.
ROMANIA. Anche se Bucarest non fa ancora parte dell' Ue, il presidente Ion Iliescu insieme al ministro degli Esteri Mircea Geoana parteciperà alla cerimonia della firma del Trattato e dell'Atto Finale che stabiliscono una Costituzione per l'Europa. Iliescu comunque firmerà, insieme ai suoi colleghi dell'Unione europea, ma anche ai presidenti degli altri paesi candidati Bulgaria e Turchia, soltanto l'Atto Finale e non la Costituzione. «Si tratta di una nuova tappa nella storia dell'Unione europea. La nuova Costituzione significa dare sostanza allo sviluppo futuro dell'Unione», ha detto oggi il presidente Iliescu.
BULGARIA. L'atto storico dell'imminente approvazione a Roma della Costituzione europea non ha suscitato un interesse particolare tra i bulgari, anche se i mass media del Paese balcanico danno spazio in questi ultimi giorni ai preparativi per la cerimonia. All'avvenimento sembrano essere sensibili soltanto gli ambienti politici in Bulgaria che cercano di trarne vantaggio in vista delle elezioni parlamentari che si svolgeranno nell'estate del 2005. La Bulgaria ha concluso quest'anno i negoziati per la sua adesione all'Ue, prevista per il 2007. Il Premier del Paese balcanico Simeone di Sassonia Coburgo-Gotha e il ministro degli Esteri Solomon Passy saranno presenti a Roma per la cerimonia della firma della Costituzione europea e firmeranno l'atto finale della Conferenza intergovernativa dell'Unione Europea.

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