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LECCE - I sogni son desideri che a Lecce si avverano, anche se a volte a metà. La favola salentina continua e si impreziosisce di un capitolo miliare: un 2-2 all'Inter che vale quanto (se non di più) le vittorie interne consecutive con Brescia, Cagliari e Palermo. Fa niente che stavolta non siano arrivati i tre punti. I ragazzi di Zeman mantengono l'imbattibilità interna e restano ai vertici con merito nel giorno in cui, per come si era messa la gara, avrebbero poturo soccombere di brutto.
L'avvio dei neroazzurri è, infatti, fulminante, quasi choccante. In una notte di luna piena, gli interisti sembrano lupi affamati. Vogliono chiudere subito per non perdere altro terreno dalla Juventus. Il tecnico tiene altissimi gli esterni Stankovic e Van der Meyde e chiede a tutti di scambiarsi velocemente il pallone in profondità per mettere in crisi la difesa in linea del Lecce. La pressione dei centrocampisti sul possessore di palla giallorosso completa la strategia.
Adriano e Martins si cercano e si trovano. Il brasiliano sfrutta il cross del nigeriano, che poi raddoppia quando è passata poco più di mezz'ora. In altri casi la gara finirebbe, ma il Lecce è pur sempre la seconda in classifica: ha orgoglio, si riorganizza e sa di poter contare su un attacco atomico. Sfonda sulla destra sempre di più, anche se la rete che accorcia le distanze arriva nel primo tempo grazie a una prodezza del bulgaro Bojinov. Cassetti osa sempre di più (di fronte c'è a sorpresa un mediocre Pasquale come difensore esterno di sinistra) e cerca il compagno con tale e tanta frequenza che all'inizio del secondo tempo arriva il 2-2 di Valeri, ragazzo dell'Est che si porta a sei reti nella classifica dei cannonieri.
Alla fine esce un pareggio, ma Zeman vince ai punti. Perché se l'Inter alla fine spreca una miriade di occasioni (clamorosa una di Adriano nel secondo tempo), la squadra del boemo, che si guarda bene dal cambiare l'assetto, riesce a far cambiare tattica a Mancini. Quest'ultimo, vedendosi in difficoltà, inserisce Davids e cerca di sfondare in mezzo accentrando Stankovic. Niente da fare, perché il Lecce di quest'anno è capace di cose memorabili, compresa una rimonta di due gol a una delle favorite per lo scudetto.
G. Flavio Campanella

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