Mercoledì 12 Dicembre 2018 | 17:02

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Premiato Nemer Hammad, ambasciatore in Italia della Palestina

CASTELLANETA (Taranto) - Il ritiro del premio nella sezione Comunicazione "Rodolfo Valentino" per l'ambasciatore in Italia della Palestina, Nemer Hammad, è stata una ulteriore occasione per rivolgersi ai Grandi della Terra per impegnarsi nel grande progetto al servizio della pace.
La striscia insanguinata che unisce Israele alla Palestina può divenire cordone ombelicale se «i capi palestinesi ed israeliani possono tornare a parlarsi, perché nessuno deve pensare che uno è forte e l'altro è debole».
Le certezze del diplomatico palestinese si sono espresse partendo dal presupposto che «la soluzione della crisi non è possibile senza la presenza di un "arbitro" che diventi mediatore».
«Gli israeliani - ha continuato Hammad - non possono continuare a delegittimare Arafat, capo del governo contrapposto, perché ciò potrà ritorcersi anche contro di loro con la nascita dell'integralismo anche all'interno di Israele che ha già fatto vittime illustri».
Un messaggio a tutti per lavorare per la pace «affinché non accadano ancora altri episodi, come quello della giovane kamikaze, che si è fatta esplodere per riaffermare il diritto a vivere liberi nel proprio Stato».
Le donne palestinesi, però, sinora hanno sempre lasciato agli uomini questi gesti estremi «lo fanno - ha affermato Nemer Hammad - per disperazione».
E gli italiani? «I palestinesi amano l'Italia e rispettiamo la sua religione. Tutti, infatti, ricordiamo con commozione la visita del Papa a Gerusalemme e le sue preghiere per la fine del conflitto.
Gli italiani, inoltre, hanno partecipato sempre e subito agli interventi umanitari che hanno lasciato il segno, come quella pacifica in Libano. Io, che sono nato a Beirut, ricordo insieme ai miei concittadini che in quei giorni abbiamo potuto sopravvivere solo grazie agli aiuti italiani. Noi amiamo e rispettiamo gli italiani. Basti, persino, sapere che noi palestinesi, quando c'è una partita di calcio in televisione in cui è impegnata l'Italia, tifiamo solo per gli azzurri».
L'Italia, perciò, per l'ambasciatore palestinese è considerata nazione importante per «lavorare per la pace».
«Sono stato ospite - ha concluso Hammad - del Presidente della Provincia di Taranto, Gianni Florido. Da quest'incontro sono uscito rincuorato perché Florido mi ha proposto di voler realizzare l'università della Pace a Martina Franca. È importante che Taranto, cuore del Mediterraneo ed interlocutore privilegiato del Nord Africa e del Medio Oriente si impegni nella costruzione del processo di pace. È la prima iniziativa che nasce nel centro sud d'Italia per attivare un concreto progetto di cooperazione e solidarietà. Ho detto, però, al Presidente Florido che l'università della Pace non deve ridursi a brevi incontri tra ragazzi di tutte le culture e religioni. Loro devono stare insieme almeno per un periodo non inferiore ad un anno per capire meglio che significa la convivenza e la tolleranza multirazziale».
Paolo Lerario

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