Lunedì 10 Dicembre 2018 | 21:23

GDM.TV

i più visti della sezione

*** III. LE POLITICHE EUROPEE***

POLITICHE ESTERNE AZIONE ESTERNA E' in quest'ambito che il progetto di Costituzione apporta le maggiori novità, più grazie a certe modifiche istituzionali (segnatamente l'istituzione della figura del ministro degli Affari esteri, cfr. supra), che tramite il miglioramento delle procedure, che sono praticamente immutate. Il ruolo del Pe in materia di politica estera non ha subito modifiche sostanziali, anche se è stato rafforzato per quanto concerne la politica commerciale comune e la stipula di accordi internazionali.

POLITICA ESTERA E DI SICUREZZA COMUNE La sua attuazione - tramite decisione del Consiglio europeo o del Consiglio dell'Ue all'unanimità, eccetto taluni casi previsti dalla Costituzione, o ancora se il Consiglio europeo non decide altrimenti - non prevede il ricorso alla «procedura legislativa ordinaria». Il Pe verrà d'ora in poi consultato regolarmente.
Sono state create talune nuove basi giuridiche: la clausola di solidarietà fra gli Stati membri in caso di un attacco terroristico o di una calamità naturale, accordi internazionali con i paesi vicini.
La politica in materia di sicurezza viene rinnovata sotto molti aspetti, avendo la Cig sancito notevoli progressi non previsti dalla Convenzione soprattutto in materia di difesa: - attualizzazione dei compiti di Petersberg (aggiunta del riferimento alle missioni di disarmo, di consulenza in materia militare, di stabilizzazione al termine dei conflitti, di lotta contro il terrorismo, anche sul territorio di Stati terzi); - creazione di nuove forme di flessibilità e di cooperazione in materia di difesa: - possibilità per il Consiglio di affidare la realizzazione di una missione a un gruppo di Stati membri per tutelare i valori dell'Unione; - possibilità di creazione, con decisione del Consiglio a maggioranza qualificata, di una cooperazione strutturata permanente tra gli Stati che soddisfano i criteri e sottoscrivono gli impegni in materia di capacità militari figuranti in un protocollo allegato alla Costituzione; - instaurazione di una cooperazione più stretta in materia di reciproca difesa che prevede in particolare l'obbligo di aiuto e assistenza a uno Stato membro vittima di un attacco armato sul proprio territorio (senza mettere in causa il carattere specifico della politica di sicurezza e difesa di alcuni Stati membri); - creazione di un fondo per il varo di difese militari indipendenti dal bilancio dell'Unione; - istituzione di un'agenzia europea sugli armamenti, sulla ricerca e la capacità militare; - definizione di una procedura di accesso rapido ai fondi di bilancio dell'Unione.

POLITICA COMMERCIALE COMUNE Il suo ambito di applicazione è vasto, per quanto concerne il commercio dei servizi e la proprietà intellettuale. Il ruolo del Pe è rafforzato, in quanto prevarrà la procedura legislativa ordinaria per la definizione delle misure di attuazione della politica commerciale comune; il Pe sarà regolarmente informato in merito ai negoziati su accordi internazionali, che potranno essere conclusi soltanto previa approvazione del Parlamento europeo.
Si fa rilevare che la Costituzione mantiene una forma attenuata di «eccezione culturale».

COOPERAZIONE ALLO SVILUPPO La Costituzione crea le condizioni affinchè il Fondo europeo di sviluppo sia inserito in bilancio.

AIUTO UMANITARIO Il progetto di Costituzione crea in quest'ambito una base giuridica specifica, in seno alla quale è prevista l'istituzione di un corpo volontario di aiuto umanitario (procedura legislativa ordinaria).

POLITICHE INTERNE SPAZIO DI LIBERTA', SICUREZZA E GIUSTIZIA Fra le cosiddette politiche interne, è questo il campo in cui il progetto di Costituzione modifica maggiormente la situazione esistente, anche solo per il fatto di aver soppresso la dicotomia fra le disposizioni rientranti nel Trattato Ce e quelle facenti capo al «terzo pilastro» e la promozione della codecisione (procedura legislativa ordinaria) e del voto a maggioranza qualificata come regole generali.
Gli obiettivi delle politiche dell'Unione sono chiariti: ormai l'azione dell'Unione è esplicitamente subordinata ai diritti fondamentali; l'accesso alla giustizia è uno degli obiettivi generali; le esigenze di riconoscimento reciproco dei vari sistemi e quelle concernenti il ravvicinamento delle legislazioni sono concomitanti.
La definizione delle politiche è approfondita: le politiche in materia di asilo e di immigrazione sono definite politiche comuni dell'Unione, rette quindi dai principi di solidarietà e di condivisione equa delle responsabilità fra Stati membri.
Ma sono soprattutto le disposizioni relative alla cooperazione giudiziaria in materia penale ad essere state riviste in modo particolarmente innovativo, soprattutto se si considera il fatto che la maggior parte di esse è varata a maggioranza qualificata: il progetto di Costituzione promette il ravvicinamento delle legislazioni penali nel merito (definizione delle infrazioni penali e sanzioni), da un canto per lottare contro taluni reati «d'interesse europeo» (elencati) e dall'altro per garantire l'attuazione di una normativa dell'Unione.
Questa normativa deve prendere in considerazione le disparità fra le tradizioni giuridiche e i sistemi (giudiziari) degli Stati membri. Inoltre, per sedare i timori di alcuni Stati membri, la Cig ha sancito una procedura speciale denominata «freno d'emergenza»: se uno Stato membro ritiene che una proposta legislativa in questa materia possa mettere in causa aspetti fondamentali del proprio sistema di giustizia penale, può chiedere che la questione sia rinviata al Consiglio europeo e che la procedura sia sospesa.
Entro 4 mesi, il Consiglio europeo deve rinviare la questione al Consiglio, affinché la procedura continui, o chiedere la presentazione, da parte della Commissione o del gruppo di Stati autori dell'iniziativa, di una nuova proposta legislativa. Se il Consiglio europeo non adotta la decisione di cui sopra entro 4 mesi, o se la nuova procedura legislativa avviata su sua richiesta non si conclude entro 12 mesi, sarà automaticamente avviata una cooperazione rafforzata in materia, qualora lo chieda un terzo degli Stati membri.
Il controllo da parte della Corte di giustizia sull'azione dell'Unione in questo campo è generalizzato. Permane comunque un certo particolarismo istituzionale: definizione da parte del Consiglio europeo (quindi per consenso) di orientamenti strategici di programmazione legislativa e operativa, senza che il Parlamento europeo venga coinvolto; ripartizione del potere d'iniziativa legislativa fra la Commissione e un quarto degli Stati membri (un solo Stato membro non può più individualmente prendere l'iniziativa) nell'ambito della cooperazione giudiziaria in materia penale e di polizia; mantenimento dell'unanimità in taluni settori, in particolare quelli riguardanti gli aspetti transfrontalieri del diritto di famiglia e per tutto ciò che riguarda la cooperazione di polizia; definizione di un ruolo rafforzato per i Parlamenti nazionali, segnatamente per quanto concerne il controllo del rispetto del principio di sussidiarietà.

Tuttavia, si può ravvisare una certa apertura nei confronti di ulteriori evoluzioni, tramite le disposizioni «passerella» per quanto riguarda il diritto di famiglia e l'elenco dei reati gravi per i quali la legge quadro può stabilire norme minime (il Consiglio, con decisione adottata all'unanimità previa approvazione del Pe, può ampliare l'elenco di questi reati).
Infine, nonostante la vivace opposizione di varie delegazioni, la Costituzione prevede l'istituzione con legge europea adottata all'unanimità dal Consiglio, previa approvazione del Pe, di una Procura europea competente per la lotta contro le violazioni che recano pregiudizio agli interessi finanziari dell'Unione, la quale potrà perseguirne i responsabili.
Una clausola «passerella» prevede la possibilità di estensione delle competenze della Procura europea alla lotta contro la criminalità grave di carattere transfrontaliero attraverso una decisione europea adottata dal Consiglio all'unanimità, previa approvazione del Pe (e consultazione della Commissione).

ALTRE MODIFICHE DELLE POLITICHE INTERNE (Le indicazioni che seguono, molto selettive, vengono presentate nell'ordine in cui appaiono nel testo di riferimento).
Le modifiche introdotte dal progetto di Costituzione a livello delle altre politiche settoriali sono soprattutto il risultato della consacrazione della codecisione e quindi del voto a maggioranza qualificata come procedura legislativa ordinaria e della «ripartizione» fra atti legislativi e non legislativi, sulla base della nuova definizione.
Tuttavia, sono state aggiunte diverse nuove basi giuridiche, soprattutto in materia di politica energetica, sport, protezione civile contro le catastrofi naturali o provocate dall'uomo, e la cooperazione amministrativa per l'applicazione del diritto comunitario.

NON DISCRIMINAZIONE E CITTADINANZA Un titolo autonomo raggruppa le disposizioni relative alle azioni in materia di lotta contro la discriminazione (adozione secondo la procedura legislativa ordinaria dei principi sulle misure di promozione da attuare negli Stati membri in questo campo) e promozione dei diritti che derivano dalla cittadinanza europea.

MERCATO INTERNO/FISCALITA' L'unanimità in Consiglio viene mantenuta per quanto riguarda la fiscalità. I passaggi (assai limitati) alla maggioranza qualificata (legge/legge quadro) proposti dalla Convenzione in materia di misure di cooperazione amministrativa e di lotta contro le frodi e l'evasione fiscale illegale (attraverso la constatazione da parte del Consiglio all'unanimità che le misure proposte rientrano nell'ambito di tali questioni) non sono stati accolti dalla Cig.

POLITICA ECONOMICA E MONETARIA La Costituzione introduce poche modifiche sostanziali. Da notare tuttavia che la Banca centrale europea è passata al rango di istituzione comunitaria, è stato definito un legame esplicito fra il coordinamento delle politiche economiche e il coordinamento delle politiche per l'occupazione (benché la Cig abbia modificato il testo della Convenzione per porre l'accento sul fatto che sono gli Stati membri a coordinare le proprie politiche in base alle modalità definite in seno all'Unione), e il rafforzamento delle disposizioni proprie degli Stati membri che fanno parte dell'area euro: ad esempio, la decisione del Consiglio sull'adesione dei nuovi Stati membri all'euro (proposta della Commissione) deve essere preceduta da una raccomandazione adottata a maggioranza qualificata degli Stati membri che già appartengono all'area euro.
Le modalità di funzionamento dell'Eurogruppo, peraltro, vengono definite con maggior precisione in un protocollo allegato e la Cig ha inoltre approvato una dichiarazione sul Patto di stabilità e crescita. Il Patto è stato inoltre all'origine di aspre discussioni fra certe delegazioni che hanno portato all'adozione di alcune modifiche al testo della Convenzione: per quanto riguarda la procedura dei disavanzi eccessivi, ad esempio, la Cig ha ridotto il ruolo proposto dalla Convenzione per la Commissione (le raccomandazioni trasmesse dal Consiglio allo Stato membro interessato dovranno essere prese sulla base di una raccomandazione della Commissione e non più di una proposta).

POLITICA SOCIALE Se fra gli obiettivi dell'Unione sanciti all'inizio della Costituzione figurano la «piena occupazione» e il «progresso sociale», si può constatare l'introduzione all'inizio della Parte III di una clausola sociale di carattere orizzontale in base alla quale l'Unione deve tener conto, nella definizione e nell'attuazione delle proprie politiche, delle esigenze connesse con la «promozione di un livello di occupazione elevato» (concetto che rimane nella Parte III, nonostante il riferimento alla «piena occupazione» tra gli obiettivi), la «garanzia di una protezione sociale adeguata», la «lotta contro l'esclusione sociale» nonchè un «elevato livello di istruzione, formazione e tutela della salute umana».
Si fa rilevare inoltre in questo ambito il riconoscimento esplicito a livello di parte I («istituzionale») del ruolo delle «parti sociali», e in particolare il Vertice sociale trilaterale per la crescita e l'occupazione che contribuisce al dialogo sociale. Peraltro, si mantiene l'unanimità per gli stessi casi attualmente previsti. Passano alla procedura legislativa ordinaria solo le misure di sicurezza sociale che riguardano il diritto alle prestazioni per i lavoratori migranti salariati e non salariati.
Tuttavia, questo non è stato possibile se non prevedendo un altro «freno d'emergenza»: nel caso in cui uno Stato membro ritenga che tali misure potrebbero incidere su «aspetti fondamentali del suo sistema di sicurezza sociale, compresi la sua sfera di applicazione, i costi o la struttura finanziaria, oppure incidano sull'equilibrio finanziario di tale sistema», può chiedere che la questione sia sottoposta al Consiglio europeo (il che comporta la sospensione della procedura legislativa). Il Consiglio europeo deve, entro un termine di 4 mesi, o rinviare la questione al Consiglio affinché la procedura continui, o chiedere alla Commissione di presentare una nuova proposta.

PAC - POLITICA AGRICOLA COMUNE Attualmente tutte le decisioni in materia vengono adottate a maggioranza qualificata dal Consiglio, mentre il Parlamento interviene soltanto a titolo di semplice consultazione. Il progetto di Costituzione attua quindi una ripartizione fra le decisioni, distinguendo: - atti di natura legislativa, che derivano dalla legge o dalla legge quadro europea, quindi dalla procedura legislativa ordinaria: si tratta dell'organizzazione comune dei mercati agricoli, oltre alle altre disposizioni necessarie per il perseguimento degli obiettivi di politica comune in materia di agricoltura e di pesca; - atti non legislativi, quali la fissazione dei prezzi, dei prelievi, degli aiuti e delle restrizioni quantitative, oltre alla ripartizione delle capacità di pesca: essi fanno capo a regolamenti o decisioni europee adottati dal Consiglio sulla base stessa del progetto di Costituzione, per i quali non è prevista la consultazione del Pe.

RICERCA, SVILUPPO TECNOLOGICO E SPAZIO Alla politica di ricerca e sviluppo tecnologico si aggiunge un nuovo capitolo: la politica spaziale europea. Il programma quadro per la ricerca, ormai legge europea, verrà adottato a maggioranza qualificata. Parallelamente, attraverso leggi adottate in base alla procedura legislativa ordinaria sarà attuato uno spazio di ricerca europeo in cui i ricercatori, le conoscenze scientifiche e le tecnologie circoleranno liberamente. Un programma spaziale europeo potrà essere adottato con una legge o una legge quadro. La salvaguardia dei diritti legislativi del Pe al riguardo messi in causa durante la Cig è stata il frutto di una aspra battaglia condotta dai suoi rappresentanti.

ENERGIA La politica energetica mira, tra gli altri obiettivi, a garantire il funzionamento del mercato energetico, a garantire la sicurezza degli approvvigionamenti energetici e a promuovere l'efficacia energetica e lo sviluppo di energie rinnovabili. Tuttavia, la Cig ha introdotto un limite all'azione dell'Unione, che non potrà incidere sul diritto di uno Stato membro di definire le condizioni di sfruttamento delle proprie risorse energetiche, la sua scelta tra varie fonti energetiche e la struttura generale del proprio approvvigionamento energetico.
Inoltre, se la procedura legislativa ordinaria e il voto a maggioranza qualificata sono la regola in questo settore, la Cig ha previsto che qualsiasi misura avente principalmente carattere fiscale debba essere adottata con legge del Consiglio adottata all'unanimità, mentre il Parlamento dovrà essere solo consultato.

SANITA' PUBBLICA La Cig è andata un po' più lontano rispetto alla Convenzione, aggiungendo alla lotta contro i «grandi flagelli transfrontalieri» nelle azioni di sostegno condotte dall'Unione, la sorveglianza, l'allerta e la lotta contro gravi minacce transfrontaliere per la salute.
L'Unione deve inoltre, tra l'altro, definire misure che fissino parametri elevati di qualità e sicurezza dei medicinali, nonchè misure di protezione della salute pubblica per quanto riguarda il tabacco e l'alcol. Infine, la Costituzione precisa che l'azione dell'Unione è condotta nel rispetto delle responsabilità degli Stati membri per quanto riguarda la definizione della propria politica sanitaria, che includono la gestione dei servizi sanitari e terapeutici, nonchè l'assegnazione delle risorse loro destinate.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

MULTIMEDIA

Parco del Gargano, 6 anni dopo la sentenza, demolita le darsene abusive

Parco del Gargano, 6 anni dopo la sentenza, demolite le darsene abusive

 
Il Natale di Giovinazzo si accende con Christmas Lights

Il Natale di Giovinazzo si accende con Christmas Lights

 
Il post partita di Cornacchini e Neglia

Il post partita di Cornacchini e Neglia

 
Bari, caso commissioni al Comune: il consigliere «muto» davanti alla telecamera

Bari, caso commissioni al Comune: il consigliere «muto» davanti alla telecamera

 
Bari, si schianta contro un albero: muore 79enne, ferita la moglie

Bari, si schianta contro un albero: muore 79enne, ferita la moglie

 
Lorem video dolor sit amet, consectetur

Lorem video dolor sit amet, consectetur

 
Treni, la partenza del primo Frecciarossa per Torino: ma in Puglia andrà «lento»

Treni, parte il primo Frecciarossa per Torino: ma in Puglia andrà «lento»

 
Portici-Bari, i tre gol biancorossi

Portici-Bari, i tre gol biancorossi

 
Corinaldo, la fuga e il crollo della balaustra che ha schiacciato i ragazzi in discoteca

La fuga e il crollo della balaustra che schiaccia i ragazzi in discoteca