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Semeraro pronto a firmare il rinnovo del contratto

ROMA - Un miracolo quel secondo posto alle spalle della Juve, una piccola «gemma» da esibire, ma non un miracolo la scelta di Zeman. E' il giorno del trionfo per il tecnico boemo e Lecce, squadra e città, si inchina ai suoi piedi: lo show dei giallorossi del Salento diverte sul campo a suon di gol (18, con un perfetto equilibrio tra gare casalinghe e in trasferta) e l'euforia scorre anche tra i vicoli, le strade della provincia pugliese che si sono risvegliate sotto un caldo ancora estivo.
L'eroe è Zeman, l'uomo che ha accettato la sfida ma che nel Lecce non ha trovato soltanto una squadra da allenare, «ha fatto una scelta di vita» e che ora grazie al suo gioco farà «volare in alto Lecce in Italia». Il tifoso numero uno dello Zdenek nazionale è anche l'artefice del progetto Lecce, il presidente del club, Rico Semeraro. «Zeman è un grande perché ha fatto una scelta di vita - dice - puntando su una società che è limitata dal punto di vista economico e oggi viene premiato».
Zeman ha detto sì a un club che ha un budget di 7,8 milioni di euro lordi per gli emolumenti di giocatori e tecnici: uno schiaffo agli sprechi che hanno portato al crac del mondo del calcio. «Evidentemente l'assioma più soldi più vinci non è sempre vero - ha detto Semeraro - Così si dimostra che esistono delle alternative». Giocatori giovani, molti provenienti dal vivaio leccese in cui l'entusiasmo e la voglia di fare gol il boemo è riuscita a inculcare in poco tempo. «Come è bassa l'età media dei giocatori, così i loro stipendi - dice ancora Semeraro - ma tra cinque anni guadagneranno tutti di più». Ma nella scelta dell'allenatore merito se lo riconosce anche il club: «Una scelta nata dalla volontà di continuare un progetto, quello di lanciare i giovani in prima squadra. E' stata una scelta forte la nostra: mandare via Delio Rossi, che aveva fatto un eccellente lavoro con il decimo posto in serie A e prendere uno che era retrocesso con l'Avellino. Ma Zeman era una garanzia».
Ma oggi per la squadra e la sua tifoseria è una giornata memorabile: «E' la prima volta nella storia del Lecce che dopo sette giornate è secondo in classifica - continua il presidente - è un lunedì da sogno, questo. Perché il Lecce questa posizione in classifica se la può sognare. E' una gemma che non porteremo per tutta la vita, è un momento di esaltazione collettiva. Ma il tecnico predica umiltà. L'errore più grosso sarebbe montarci la testa. Mi arrabbierei se lo facessero, per questo ho detto a tutti di non guardare la classifica, né le trasmissioni tv. Dobbiamo continuare a guardare chi ci sta sotto, perché l'obiettivo per noi resta la salvezza».
Uno spirito che risente anche dei consigli del confidente spirituale, ma anche del tifoso, l'arcivescovo di Lecce, monsignor Francesco Ruppi, che anche oggi ha voluto far sentire la sua presenza alla squadra. «L'arcivescovo ci è molto vicino - racconta Semeraro - ci benedice, fa la messa a Natale e Pasqua. Lo scorso anno ci ha esortato in un momento difficile: ci aveva detto che sarebbero arrivati momenti migliori ed è stato di parola. I ragazzi allora hanno colto le sue parole. Stamattina l'ho incontrato e mi ha manifestato tutta la felicità per questo risultato, ma ci ha ricordato di predicare umiltà, che poi è quello che dice sempre anche Zeman».
Zeman appunto. «La serie A non poteva fare a meno di lui» dice Semeraro. E ora Lecce lo porta in trionfo. «E' una persona gradevole e molto diversa da quello che si vede all'esterno. Con i ragazzi ha un rapporto straordinario, se lo seguono possono fare cose importante». E la città si è stretta intorno al boemo, perché ora anche grazie alle prodezze della sua squadra vuole farsi vedere «in tutta Italia e può volare molto in alto» dice ancora il presidente. Per non svegliarsi dal sogno tutti votano Zeman: l'ex tecnico di Roma e Lazio è legato al Lecce fino a giugno 2005. «Se mi mettesse il contratto sotto il naso lo firmerei subito - sorride Semeraro - Chi non confermerebbe un allenatore così, ma insieme abbiamo deciso di sposare la filosofia di fare contratti di un anno. Poi si vedrà». I sogni possono continuare.

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