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L'Esercito islamico sul web: «Andatevene tutti o farete la stessa fine di Enzo Baldoni»

«Andatevene tutti o farete la stessa fine di Enzo Baldoni». L'Esercito islamico in Iraq, il gruppo che lo scorso agosto ha assassinato il giornalista del settimanale Diario, è tornato a farsi vivo su Internet con minacce rivolte non solo ai soldati ma a tutti gli italiani presenti in Iraq. «Mettiamo in guardia il popolo italiano e il suo governo affinché richiamino i loro soldati, i loro imprenditori e i loro funzionari dall'Iraq», si legge in un messaggio pubblicato su un sito intestato allo stesso Esercito islamico all'indirizzo Internet happynow.jeeran.com . Il gruppo ammonisce che in caso contrario sono tutti destinati a fare «la stessa fine di quest'uomo».
Su chi sia l'uomo cui si fa allusione non ci sono dubbi: sulla pagina web compaiono anche due foto di Enzo Baldoni, una da vivo e una - drammatica - da morto, con la bocca aperta e gli occhi semichiusi. Sembrerebbe trattarsi della stessa foto che era già stata diffusa via Internet dopo la sua uccisione, avvenuta presumibilmente il 26 agosto scorso, sei giorni dopo che l'ambasciata italiana a Baghdad aveva annunciato di avere perso i contatti con lui. Il giornalista, che era anche un collaboratore della Croce Rossa Italiana, era scomparso mentre era in viaggio verso Najaf, dove era in corso la rivolta messa in atto dai miliziani del leader radicale sciita Moqtada al-Sadr.
«Non vi è nessuna differenza tra un soldato, un investitore, il proprietario di un'azienda o un funzionario», afferma l'Esercito islamico nel suo messaggio su Internet, passando poi a denunciare la guerra «condotta dall'America, dalla Gran Bretagna, dall'Italia e da altri Stati alleati contro il popolo iracheno». Il messaggio è espressamente rivolto «al popolo italiano», invitato a «prendere una posizione chiara e netta nei confronti del proprio governo». Il monito riguarda tutti coloro che «collaborano con le forze di occupazione». Sul sito non compare alcuna data. Oltre alle due foto di Baldoni, sulla pagina web è visibile l'emblema del gruppo: una cartina dell'Iraq cui è stato sovrapposta la minacciosa sagoma di un Kalashnikov.
L'Esercito islamico in Iraq fece parlare per la prima volta di sé il 31 marzo scorso, quando rivendicò l'uccisione di quattro «contractor» americani a Falluja. Sempre in marzo l'organizzazione proclamò di essere alleata con Osama bin Laden.
Il gruppo ha inoltre rivendicato il sequestro di Christian Chesnot e Georges Malbrunot, i due giornalisti francesi rapiti il 20 agosto scorso e che, nonostante la loro liberazione sia stata data più volte per imminente, sono ancora in ostaggio.
Il ritiro degli italiani dall'Iraq era già stato chiesto dal gruppo il 24 agosto scorso, nel comunicato in cui veniva annunciato il rapimento di Enzo Baldoni. Il messaggio, inviato a Al Jazira, era accompagnato da un video in cui Baldoni declinava le proprie generalità.
L'Esercito islamico aveva dato un ultimatum di 48 ore all'Italia. Due giorni dopo, puntualmente, aveva comunicato che l'ultimatum era scaduto e che il giornalista era stato ucciso. Il corpo di Baldoni non è ancora stato ritrovato.

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