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Chi era Karim Hussein, fotografo

Iraq - Ucciso a Mosul fotografo Ansa/Epa ROMA - Un gruppo di ragazzini iracheni esulta davanti alla carcassa di un automezzo americano fatto saltare in aria in una strada polverosa. I rottami in primo piano, subito dietro i bambini. I visi imberbi sorridenti, l'indice e il medio a V, in segno di vittoria, qualche frammento di metallo nelle mani: è una delle ultime due foto di Karam Hussein, il fotografo dell'Epa ucciso nella tarda serata di ieri da quattro sconosciuti davanti alla sua casa di Mosul.
La foto porta la data di ieri, scattata poche ore prima della sua morte: fissa un momento di quotidianità in Iraq. Di quel Paese senza più regole, in cui la morte e la vita si sovrappongono e si confondono in un caos che Karam Hussein ha documentato giorno per giorno.
Poco prima di quella foto ne aveva scattata un'altra, un'immagine di ordinaria guerra a Mosul: una densa e spessa colonna di fumo nero si alza nei pressi di un edificio che si intravede confusamente, un elicottero Usa si staglia netto nello spicchio di cielo lasciato libero dal fumo mentre sorvola la zona dove è avvenuto un attacco a forze americane.
Sempre dietro l'obiettivo, in prima linea, per raccontare con le sue immagini i protagonisti di questa guerra.
11 ottobre 2004: i piedi di alcuni ragazzini, calzati di ciabatte di gomma, calpestano l'elmetto di un soldato americano, forse ferito, forse ucciso. 27 settembre 2004: un camionista ferito è disteso su una barella improvvisata, le gambe insanguinate, la flebo sorretta a mano da un infermiere.
11 settembre 2004: un soldato iracheno, il fucile in una mano, nell'altra una bottiglia d'acqua che porge a un bambino. Tra loro una lunga barricata di filo spinato. 4 settembre 2004: due guerriglieri, il volto coperto, uno con il kalashnikov in mano, l'altro lo alza al cielo.
4 settembre 2004: un uomo bacia sulla guancia suo fratello gravemente ferito, gli occhi semichiusi, la camicia insanguinata aperta sul petto.
1 agosto 2004: un militare americano guida un blindato, in un vicolo un bambino si guarda intorno con l'aria spaurita.
Così si vive e si muore in Iraq. Così è vissuto ed è morto Karam Hussein, fotografo.

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