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De Niro a Milano, reticente su tutto tranne che su Kerry

Reticente e svogliato su tutto, tranne che su Kerry: Robert De Niro ha affidato al suo entourage il compito di rispondere alle poche domande concesse ai giornalisti, persino a quella sulla spinosa questione della
cittadinanza onoraria italiana. Ci ha tenuto, invece, a parlare in prima persona per esprimere l'appoggio al candidato democratico.
La preferenza per Kerry e' l'unico argomento che ha spinto
Robert De Niro, oggi a Milano per la premiere del film 'Stage
Beauty', di cui e' produttore, a rispondere: per tutto il resto del mini incontro con la stampa italiana, dove e' arrivato con quasi un'ora di ritardo, il grande attore si e' limitato a leggere un foglio con i ringraziamenti a chi ha permesso di portare il suo Tribeca Film Festival da New York a Milano. Alle quattro domande concesse alla stampa, ha risposto a monosillabi, o non ha risposto affatto, passando la palla alla sua collaboratrice: ''Jane, rispondi tu'' ha detto annoiato e distratto quando gli e' stato chiesto dei futuri progetti.
E' sembrato risvegliarsi quando ha sentito il nome di Kerry:
''Oggi ho visto un'ora dell'ultimo dibattito televisivo tra
Kerry e Bush, che mi ero fatto registrare'' ha detto,
aggiungendo con un bel sorriso ''e' stato ok''. De Niro non ha mai fatto mistero del suo appoggio al candidato democratico nella corsa alla presidenza, ma oggi si e' spinto oltre, spiegando che non e' tanto importante che sia lui a vincere, ma che l'America sia in grado di dare al mondo intero un segnale di reale cambiamento. ''Indipendentemente da Kerry, il cambio di
presidenza e' un segnale chiaro di cambiamento - ha detto - e
significa che ci si puo' riavvicinare al resto del mondo''. Piu' che tifare direttamente per lo sfidante alla Casa Bianca, il famoso interprete sembra desideroso di un cambio politico a livello internazionale, tanto che, secondo il sito
PoliticalMoneyLine.org, avrebbe stanziato 27 mila dollari a
favore di gruppi anti-Bush.
Impossibile farlo parlare, invece, di una questione che pure
gli sta a cuore: quella della cittadinanza onoraria italiana,
che sembrava dovesse ricevere in questi giorni a Roma, ma che e' stata oggetto di polemiche negli ultimi mesi. L'Order of Sons of Italy, antica associazione di discendenti degli emigrati italiani, aveva persino chiesto a Berlusconi di revocare l'iniziativa, perche' De Niro, con i suoi film, avrebbe danneggiato la reputazione degli italiani e degli
italo-americani. Nonostante le insistenze dei cronisti, ansiosi di capire se la cittadinanza gli verra' o meno consegnata nei prossimi giorni (quando sara' a Roma, per discutere con il presidente della provincia, Enrico Gasbarra, della possibilita' di portare il Tribeca anche nella capitale), De Niro ha fatto rispondere Germano Celant, noto critico d'arte e direttore artistico della Fondazione Prada. Ma Celant non ha potuto dire altro che «quest'informazione non e' in nostro possesso». In
ogni caso, l'interprete di 'Taxi driver' non tornera' in America a mani vuote, visto che stasera gli viene consegnato il premio Ambrogino d'oro dalla citta' di Milano.
Anche a parlare di cinema, non e' che De Niro si sia
sbottonato molto di piu': ''il mio progetto piu' imminente - ha anticipato - riguarda un film che iniziero' a girare a febbraio come regista: si chiamera' 'The good sheperd' ('Il buon pastore') e ha tra i suoi interpreti Leonardo Di Caprio e Angelina Jolie''. Qualche momento di pausa e poi uno sguardo a Jane Rosenthal, presidente del Tribeca Film Festival e sua produttrice, che ha proseguito al posto suo: ''stiamo lavorando al seguito della commedia 'Ti presento i miei' e - ha annunciato la bionda ed elegante signora, tutta vestita Prada - tra pochi giorni vareremo la prima edizione del Tribeca Theatre Festival, sulla scia del successo della kermesse cinematografica, visto che anche il teatro e' stato sconvolto dal dramma dell'11 settembre''. Inoltre, De Niro ha confermato la sua partecipazione al film 'The bridge of San Luis rey' diretto da Mary McGuckian.
Nessuna reticenza, invece, su una sua grande passione: ''il
cinema italiano di grande tradizione, quello di Fellini, Scola, Pasolini, che mi ha fatto sentire molto italiano, rafforzando - ha concluso De Niro, segnando un punto a favore della sua eventuale cittadinanza - il mio legame intimo con l'Italia''.

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