Martedì 11 Dicembre 2018 | 21:55

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Mosul - Ucciso fotografo dell'Ansa Epa

Iraq - Ucciso a Mosul fotografo Ansa/Epa ROMA - «Shock» e «dolore»: sono le prime parole, rotte dall'emozione ma pacate, che pronuncia al telefono Cengiz Seren, direttore dell'Epa - il consorzio fotografico europeo del quale l'ANSA è fondatore e secondo contribuente - commentando l'uccisione a Mosul, in Iraq, del fotografo Karam Hussein.
E' difficile in questi momenti commentare la morte di un fotografo che aveva solo la colpa di fare il suo lavoro di documentazione e informazione. Ma i ricordi, quelli sì, si affollano nella memoria.
«Era giovane, non era sposato, lavorava con noi solo da un paio di mesi - racconta Seren - ma ha dimostrato da subito di essere molto bravo. Faceva il suo lavoro con grande passione e aveva lavorato fino a poche ore prima di essere ucciso di fronte alla sua casa di Mossul. Negli ultimi due giorni Karam aveva documentato un attacco contro un convoglio militare americano e un attacco con un lancio di bombe nei pressi di un villaggio».
Ma il problema, afferma ancora il direttore dell'Epa, è che «oggi, in Iraq, chiunque abbia in mano una macchina fotografica o una telecamera è in pericolo, viene guardato male, e diventa quasi automaticamente un bersaglio. Per questo, già da almeno tre mesi, abbiamo intensificato le misure di sicurezza e abbiamo scelto una linea precisa. Abbiamo detto ai nostri fotografi di non 'coprirè tutto, ma solo ciò che è possibile. Abbiamo detto loro di valutare bene e di non esporsi quando percepiscono che una situazione può essere pericolosa. Ci hanno ascoltato, ma a volte questo non basta».
I motivi dell'uccisione di Karam Hussein sono sconosciuti. Il direttore dell'Epa azzarda qualche ipotesi «la prima è che sia stato assassinato solo perchè lavorava per agenzie occidentali. Una seconda potrebbe essere semplicemente il fatto che era un giornalista. Ma temo che sarà difficile venire a conoscenza delle ragioni di questa barbara uccisione. Il nostro lavoro in Iraq è pericoloso, molto pericoloso».
«Oggi è il primo giorno del Ramadan per i paesi musulmani - constata con amarezza Seren - e durante il Ramadan non si dovrebbe uccidere. Ma sappiamo bene che questo Ramadan, in Iraq, non sarà pacifico».

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