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Cesare Battisti cambia avvocati e strategia difensiva

PARIGI - Terremoto nel caso Battisti: bocciato per l'ultima volta nell'iter giudiziario francese, il latitante cambia il collegio di difesa e dagli «avvocati militanti» passa al più celebre difensore di imputati della tangentopoli di Francia, Eric Turcon. Dal punto di vista procedurale, si attende ormai soltanto il decreto di estradizione del governo ma tra i fuoriusciti italiani c'è smarrimento per la mossa inattesa di Battisti.
Fuggiasco in difficoltà e spinto a un gesto disperato, quello di proclamarsi innocente gridandolo ai quattro venti, oppure ennesimo lucido calcolo di un fuggiasco di professione? Cosa stia architettando Cesare Battisti, latitante da Ferragosto, e dove si trovi la sua cabina di regia, è un mistero. Finora, l'ex terrorista si era attenuto alla «regola d'onore» osservata da tutti i rifugiati, mai proclamarsi innocente in prima persona ma difendere il diritto di tutti a restare in Francia.
Irene Terrel e Jean-Jacques de Felice, i due difensori storici della colonia di fuoriusciti italiani, sono stati liquidati su due piedi da Battisti dopo aver seguito passo passo e con un trasporto assoluto, da militanti, il percorso dell'ex leader dei Proletari armati per il comunismo (Pac). «Non è una questione di sfiducia nei loro confronti - ha spiegato all'Ansa il nuovo avvocato, Turcon - loro sono soprattutto degli amici di Battisti. Il fatto è che il mio cliente ha deciso semplicemente di cambiare strategia. Finora, ha insistito sul diritto di non farsi estradare dalla Francia, evocando responsabilità collettive. Adesso vuole gridare a tutti che è innocente».
Per farlo, gli resta però soltanto il Consiglio di Stato, organo al quale si può ricorrere - con effetto sospensivo - dopo che il governo avrà emanato il suo decreto di estradizione. Quest'ultima decisione sembra peraltro scontata se si ricorda che il presidente, Jacques Chirac, incontrando il premier Silvio Berlusconi all'Eliseo il 2 luglio scorso, sottolineò che per la Francia estradare Battisti è un «dovere», dando appuntamento a dopo la sentenza di Cassazione per far conoscere la sua decisione.
«La proclamazione dell'innocenza - ha dichiarato Turcon - la faremo davanti al Consiglio di stato ma anche attraverso una campagna pubblica, per contrastare la pressione mediatica attorno a Battisti». Dichiarazioni, conferenze stampa, incontri: una campagna a 360 gradi che sarà orchestrata da un direttore all'altezza, quel Turcon noto per essere l'acerrimo nemico di Eva Joly e Laurence Vichnievsky, le due battagliere pm della Mani Pulite francese. Fra loro due e Turcon c'è stato un braccio di ferro continuo negli ultimi anni: il giovane e brillante avvocato se le è trovate di fronte assumendo la difesa di Alfred Sirven, il faccendiere numero 2 di Elf, il gigante petrolifero al centro del più grande scandalo della Repubblica. Dalle mani di Sirven passarono bustarelle e «regali» per miliardi, che finirono a pioggia su ministri come Roland Dumas, industriali, politici e intermediari.
Ma non solo: Turcon ha guidato il collegio di difesa della Mnef, la cittadella del potere socialista finita al centro di un'enorme inchiesta per malversazione. In quel caso, addirittura, il giovane legale finì in stato di fermo dopo aver scatenato la reazione delle due magistrate, accusandole di illecito per aver perquisito il suo ufficio: «se non ci fossero certi avvocati non ci sarebbe il riciclaggio di denaro» disse in quell'occasione la pm Eva Joly, andata su tutte le furie.
Se la «strana coppia» Battisti-Turcon ha spiazzato tutti, c'è chi - più pragmaticamente - ricorda che il cambio di collegio difensivo comporta un rallentamento delle procedure. E che, dopo il Consiglio di Stato, che resta una giurisdizione amministrativa, Battisti potrebbe puntare a presentare il suo caso alla Corte di Giustizia europea. Ma per ora, resta alla macchia, introvabile per tutti salvo che per Turcon, il suo nuovo avvocato.

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