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Il presidente della Bce Jean-Claude Trichet: i deficit possono far alzare i tassi e frenare la crescita

AMSTERDAM - In assenza di politiche di bilancio sane, «la stabilità dei prezzi può essere mantenuta solo ad un più alto costo in termini di tassi di interessi e perciò di bassa crescita e occupazione». E' l'ammonimento lanciato dal presidente della Bce Jean-Claude Trichet, che ha concluso oggi ad Amsterdam la conferenza sui primi cinque anni dell'Unione monetaria europea.
Trichet ha lanciato un forte appello agli Stati membri perchè mantengano la disciplina fiscale e sviluppino le riforme strutturali dei mercati del lavoro e dei prodotti e portino a termine la liberalizzazione di ampi settori dell'economia. «La stabilità dei prezzi è condizione necessaria per una crescita sostenibile e la creazione di posti di lavoro. Ma non sufficiente», ha affermato Trichet. «Nella zona dell'euro, abbiamo bisogno anche di finanze pubbliche sane e di riforme audaci». Lo sviluppo delle riforme strutturali per aumentare il potenziale di crescita «è la sfida maggiore per l'economia europea. Ma non è la sola», ha affermato. «In tutte le economie, raggiungere una crescita sostenibile e non inflazionistica, richiede anche politiche fiscali sane».
E quello che è appropriato per tutte le economie, «è ancor più necessario per la zona dell'euro, dove in assenza di un bilancio federale, una cornice credibile per assicurare la disciplina fiscale è componente chiave per la coerenza e la coesione della nostra unione monetaria», ha spiegato Trichet.
«Politiche fiscali sane che implicano positive posizioni di bilancio nei periodi favorevoli sono necessarie per assicurare che le politiche fiscali riescano a far fronte a choc asimmetrici, che non possono più essere affrontati con gli strumenti della politica monetaria», ha detto il presidente dell'Eurotower. La Bce è quindi «preoccupata» per il fatto che «in numerosi Stati membri deficit alti e abnormali persistano per anni».
PATTO NON VA ANNACQUATO - In mancanza di regole «semplici e trasparenti» in materia di disciplina fiscale, la situazione potrebbe anche peggiorare. Pertanto, se la Bce è d'accordo con la Commissione europea sul fatto che possono esserci spazi di manovra per un miglioramento del Patto di stabilità e di crescita, resta dell'avviso che «rendere le regole eccessivamente complesse e fattuali con troppe circostanze potrebbe complicare lo sviluppo della cornice fino al punto da rilassare 'de factò le regole».
Per Trichet, il tetto del rapporto deficit/Pil al 3% è «un'ancora» che va mantenuta. Così come non vanno modificati nè il Trattato nè il suo regolamento, «che sono appropriati nella forma attuale». In sostanza, ha chiarito Trichet, la Bce può trovare una base comune con la Commissione europea sulla riforma del Patto solo nel miglioramento del suo impianto «preventivo», senza intaccare l'aspetto correttivo, che deve continuare ad esercitare il suo potere «deterrente».
Marisa Ostolani

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