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«Febbretta neostatalista» nelle regioni del Nord

ROMA - La devolution in sanità convince la maggioranza degli italiani soprattutto quelli che vivono al Nord, fra i quali però la fiducia è in forte calo. Questi sono alcuni dei principali risultati del Monitor biomedico 2004 realizzato dal Forum della ricerca biomedica e dal Censis su un campione di 1.000 italiani che ha scoperto una «febbretta neostatalista» nelle regioni settentrionali.
Persiste un dato: restano maggioranza i favorevoli alla responsabilità regionale sulla sanità (dal 56,3% del 2002, al 56,9 al 2003, al 56,3% del 2004%), con uno spostamento della spinta devolutiva dalle regioni del Nord a quelle del Centro.
Al Centro, i favorevoli all'attribuzione alle Regioni di maggiori responsabilità in sanità passano dal 49,8% del 2002, al 56,7% del 2003, al 62,7% del 2004; mentre al Nord-Ovest dal 67,8% del 2002, al 71,4% del 2003, al 58,9% del 2004; e al Nord-Est dal 66,3% nel 2002, 71,9% nel 2003 e 57,9% nel 2004.
Al Sud, i favorevoli salgono dal 45,3% del 2002 al 49,8% del 2004, dopo che nel 2003 si era registrata una caduta dei consensi al 38,8%.
Tra i cittadini delle regioni centrali era il 28,3% dei cittadini a sostenere, nel 2002, la devolution perché ritenuta capace di creare una sanità più vicina alle esigenze locali, ed il 35,9% nel 2003, mentre nel 2004 la percentuale è salita al 51,2%.
E anche al Sud si registra una crescita stabile dei consensi a questa tesi (27,4% nel 2002, 30,5% nel 2003 e 39,8% nel 2004). Ma al Nord-Est e al Nord-Ovest, dopo la crescita del biennio 2002-2003, quest'anno c'è un sorprendente calo netto di cittadini che supportano questa idea. Si passa, infatti, nel Nord-Ovest dal 57,2% del 2003 al 43,9% del 2004, al Nord-Est dal 53,5% del 2003 al 46,7% del 2004.
Cresce in modo verticale al Centro la convinzione che le Regioni «siano più attrezzate dello Stato per gestire la sanità» (dal 22,5% del 2003 al 36,6% del 2004); anche al Sud cresce la percentuale di sostenitori delle Regioni (dal 18,1% al 22,9%). Questa fiducia si riduce invece mentre nelle due macroaree del Nord che guardano con sempre con più sospetto il nuovo assetto: dal 48,1% nel 2003 al 32,3% nel 2004 nel Nord-Ovest, e dal 39% nel 2003 al 31,4% nel 2004 nel Nord-Est.
Si può avvertire al Nord, spiega il Censis, una certa «febbretta neostatalista», poiché al Nord-Ovest cresce la percentuale dei favorevoli all'attuale ordinamento della sanità «perché lo Stato conserva una funzione importante», tale opinione sale dal 13% del 2003 al 23,9% del 2004, e al Nord-Est passa dal 17,8% al 30,9%; anche al Sud si registra un aumento dal 18,1% al 25,4%, mentre al Centro la percentuale di quelli che pensano meno male che c'è lo Stato è sostanzialmente stabile (27,3).

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