Mercoledì 12 Dicembre 2018 | 17:34

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Buttiglione bocciato dall'Ue - Fulmine a ciel sereno per la Cdl. Esulta l'Opposizione

ROMA - La doppia bocciatura europea del professore Rocco Buttiglione a commissario Ue agli Affari interni (con il concreto rischio di un «declassamento» di competenze) ha avuto l'effetto di un fulmine a ciel sereno per la Cdl che, superato l'iniziale stordimento, ha immediatamente gridato contro il voto da crociata anti-cattolica. Un pronunciamento dal «sapore integralista se non oscurantista», è insorto Silvio Berlusconi, che ha puntato l'indice accusatore contro la «rozzezza propagandistica» della sinistra. «Un brutto inizio» per la nuova legislatura del Parlamento europeo, ha aggiunto amareggiato il premier.
Per contro, il centrosinistra, sia pure con qualche distinguo (come quello di Enrico Letta che si è rammaricato per il «brutto colpo» subito dal nostro paese per il ruolo che ora appare «azzoppato»), ha esultato per una «figuraccia» e per un «fallimento» che, secondo l'opposizione, è da estendere a tutto il governo Berlusconi reo di aver sacrificato Monti per mandare a Bruxelles l'esponente centrista. Con l'ala più radicale (dal Prc ai Verdi) che ha colto la palla al balzo invocando la revoca dell'incarico a Buttiglione. Ma i più soddisfatti della bocciatura sono i radicali, che hanno condotto in questi giorni una martellante campagna contro il neocommissario, e che ora rivendicano in qualche modo il merito di aver determinato quella sconfitta. «Non è che l'inizio», ha detto soddisfatto Pannella, che già in mattinata era tornato alla carica chiedendo a Barroso di riconsiderare la candidatura di Buttiglione per affidarla a qualcun altro (o altra).
Avvisaglie dell'imminente arrivo del temporale europeo erano giunte attorno alle 15,30 quando si era diffusa la notizia del mancato compromesso nella commissione Libertà civili del Parlamento europeo, poi l'attesa, e quindi la doccia fredda: prima lo stop alla candidatura di Buttiglione alla giustizia, libertà e sicurezza, poi la seconda bocciatura sul cambio di portafoglio. Una sconfitta su tutta la linea che ha aperto un capitolo inedito e quindi tutto da sviluppare dal momento che quanto accaduto oggi non ha precedenti a Bruxelles. Anche se il collega di coalizione, l'europarlamentare azzurro Giuseppe Gargani, presidente della commissione giuridica del Parlamento europeo, si è precipitato a tamponare l'incidente: «Non è una sfiducia come il presidente Bourlange ha detto in maniera pretestuosa, ma solo di un parere che per parte sua la Commissione Giuridica ha dato in gran parte positivo e la commissione Libertà per metà positivo. Il presidente Barroso dovrà tener conto di questo e del parere del Parlamento nel suo complesso». Che tutto non sarebbe filato liscio lo si era capito già dalle accese polemiche seguite all'esordio europeo del professore centrista sugli omosessuali. Una opinione data da cattolico più che da neocommissario, come aveva puntualizzato Buttiglione, ma che aveva acceso gli animi in un battibaleno. Con il presidente del Parlamento europeo Borrell che in alcune interviste aveva stigmatizzato la sortita del neocommissario ("se si fosse occupato di barbabietole...», aveva commentato Borrell).
Ovviamente, tutta la Cdl ha fatto quadrato attorno a Buttiglione, a cominciare dal suo partito. Marco Follini ha condannato qual voto negativo «espressione di un pregiudizio»: «lo respingiamo due volte, da cattolici e da liberali», ha tuonato il leader dell'Udc. Dispiaciuto anche Pier Ferdinando Casini, che ha parlato di voto «ingiusto». E il ministro Carlo Giovanardi, che ha definito quel pronunciamento «fazioso, discriminatorio, settario e livoroso nei confronti dei cattolici». Parole pesanti come pietre anche da An, Lega e Forza Italia. «Odiosa forma di razzismo ideologico», ha commentato il portavoce del partito di Fini, Mario Landolfi, che si è domandato «cosa ne pensano i cattolici impegnati a sinistra». Un voto ideologico, discriminante e quasi razziale», si è inalberato il ministro leghista Roberto Calderoli. Mentre un collega di partito, l'europarlamentare Mario Borghezio, ha insinuato una «vendetta dei poteri forti per l'esclusione di Monti». Da Forza Italia, il coordinatore Sandro Bondi ha gridato all'"imboscata» bollando come «anticattolico» quel voto, e bacchettando con un «Vergogna!» quegli europarlamentari italiani che votando contro Buttiglione hanno votato contro l'Italia. Siamo all'«epurazione», ha accusato anche l'azzurro Maurizio Lupi.

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