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Italiane morte a Taba (Egitto) - Giovedì sera, al telefono avevano spiegato: ci hanno consigliato di non uscire stasera, c'è il rischio di attentati

TABA (EGITTO) - Il destino ha voluto che un viaggio «last minute» divenisse una trappola mortale per Jessica e Sabrina Rinaudo, le sorelle di 19 e 22 anni di Dronero (Cuneo) rimaste sepolte giovedì scorso sotto le macerie dell'Hotel Hilton di Taba.
Avevano preso al volo una settimana di vacanza approfittando della formula «ultimo minuto»: 400 euro a testa per viaggio aereo di andata e ritorno e permanenza a pensione completa, extra esclusi.
Un destino beffardo, anzi atroce quello di Jessica e Sabrina: in origine le due ragazze avevano scelto come meta Sharm-el-Sheik, 250 chilometri a est di Taba e anch'essa sul Mar Rosso. Poi però l'agenzia di viaggi avrebbe fatto sapere che non c'era posto nella più famosa Sharm, molto frequentata dagli italiani, e aveva proposto la località di Taba. Le due sorelle, molto unite tra di loro, avrebbero accettato di buon grado: in fondo si trattava sempre di una località turistica in prossimità del mare. Forse troppo vicina al confine israeliano, e potenziale bersaglio di menti ed esecutori di attentati. Ma a questo Jessica e Sabrina non devono aver pensato e, comunque, non giovedì sera, quando durante una telefonata a casa hanno detto che sarebbero rimaste in camera, in albergo. «Ci hanno consigliato di non uscire, c'è il rischio di attentati», avevano spiegato. Per l'indomani avevano invece già prenotato un'escursione per fare snorkeling (immersioni senza bombole) sui banchi corallini, l'attrazione al largo di Taba. Un eccesso di cautela che è costato la vita alle due sorelle, perchè l'esplosione che ha devastato l'albergo ha distrutto la loro camera e annientato le loro esistenze.
Jessica avrebbe compiuto 20 anni tra un paio di settimane. Aiuto-parrucchiera era descritta a Dronero come schiva e riservata, a volte con un'ombra triste sul viso.
Ma per le clienti del negozio, che in questi giorni hanno sperato e pregato perchè tornasse, era la migliore. Qualcuna ha pure lasciato la mancia, come se Jessica fosse ancora lì.
Sabrina era più allegra. Da tre anni era commessa in un supermercato del piccolo centro cuneese, dove serviva al banco della gastronomia. Aveva lavorato fino a domenica scorsa, poi era tornata a casa e aveva preparato le valigie prima di prendere l'aereo insieme alla sorella minore l'indomani dall'aeroporto bergamasco di Orio al Serio.
Prima che al supermercato, Sabrina aveva lavorato in fabbrica, a montare biciclette. Troppo faticoso, però, e aveva cambiato. Immutata invece l'allegria e la passione per la musica da discoteca e per le danze latino-americane. E poi c'era anche l'amore per un giovane militare della Guardia di Finanza di Cuneo. Jessica invece un fidanzato dichiarato non l'aveva ancora, anche se tutti sapevano della sua storia con Marco, un giovane di un paesino vicino. Tutto finito: in un boato assordante, tra macerie, polvere e urla di dolore.

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