Mercoledì 19 Dicembre 2018 | 14:29

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I familiari delle ragazze disperse in Egitto

IL CAIRO - Luigi Rinaudo e la sua ex moglie sono stati accolti a Taba dal ministro consigliere dell'ambasciata d'Italia al Cairo, Francesco Nisio, dal presidente della «Egyptian Tourist Association», Ahmed El Khadem, delegato dal ministro del Turismo egiziano, Ahmed El Maghrabi, e dal primo sottosegretario, Garwish.

I genitori di Jessica e Sabrina Rinaudo, le due ragazze di Dronero (Cuneo) disperse dopo l'attentato all'hotel Hilton di Taba erano partiti questa mattina alle 8,47 dall'aeroporto di Torio Caselle con il Falcon dell'Aeronautica militare.
A bordo, oltre a funzionari della Farnesina e ad uno psicologo dell'università di Roma La Sapienza, c'erano Luigi Rinaudo e l'ex moglie, Denise Pomero, e la cugina delle ragazze, Ilenia.
I due coniugi, che dal momento della separazione avvenuta otto anni fa hanno sempre avuto un rapporto difficile, hanno saputo solo stamattina, poco prima di partire, che sarebbero stati sullo stesso volo. Era stata infatti intrapresa una trattativa da parte dell'unità di crisi della Farnesina per poter avere entrambi sullo stesso volo, ma fino a tarda notte non si era giunti ad un accordo. Così, per soddisfare comunque le esigenze di entrambi i genitori delle ragazze disperse, i funzionari della Farnesina soltanto all'ultimo momento li hanno fatti incontrare e li hanno fatti salire separatamente sull'aereo.
Prima di salire a bordo dell'aereo la cugina delle ragazze, Ilenia, ha detto che lei e lo zio partono «con la speranza di ritrovarle e riabbracciarle». «Le vogliamo - ha precisato - portare in Italia al più presto. E' un momento doloroso, ma andiamo giù con la speranza».
Papà e mamma non si sono parlati prima della partenza ma, come ha detto la giovane Ilenia, «il viaggio è lungo, vedremo...».
Nella prima mattinata, uscendo alle 6,25 dall'abitazione di Dronero, Luigi Rinaudo aveva comunque scambiato qualche battuta con i giornalisti. «Il nostro - ha commentato - non è un viaggio della disperazione, ma della speranza. Speriamo siano sane e salve. Siamo nelle mani del Signore».
L'uomo ha poi sottolineato che Jessica e Sabrina «sono due ragazze splendide». «Sono tutta la mia vita», ha detto prima di salire sulla macchina messa a disposizione dalla prefettura e dalla Questura.

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