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Adesione della Turchia all'Ue - Esulta la Germania

BERLINO - Plauso dal governo rosso-verde, grande avvocato della causa turca in Europa, alla decisione della Commissione Ue di raccomandare negoziati di adesione della Turchia. Critica invece l'opposizione cristiano democratica, che optava per la formula di una «cooperazione privilegiata», ma che vede nel sì molto condizionato di Bruxelles sufficienti scappatoie per un risultato aperto alla fine del negoziato.
Ancora non era giunto il pronunciamento, scontato, della Commissione a Bruxelles, che il governo federale raccomandava a Berlino l'avvio di trattative per l'adesione con la Turchia. In assenza del cancelliere Gerhard Schroeder, in viaggio in Asia, la riunione del consiglio dei ministri con il viatico per Ankara veniva presieduta dal ministro degli esteri e vice cancelliere, Joschka Fischer. I «rischi politici in questo processo sono calcolabili», è un «processo aperto, ma non aperto nell' obbiettivo», ricapitolava il ministro verde, stimando in 10-15 anni la durata del negoziato con Ankara.
Le trattative «saranno condotte con l'obbiettivo dell' adesione», ma sono un «processo aperto» senza garanzia del risultato, precisava il vice portavoce governativo Thomas Steg.
Una formulazione che probabilmente metterà d'accordo a metà strada governo e opposizione sulla parolina magica «risultato aperto». Sin dall'inizio l'esecutivo rosso-verde si era fatto paladino delle istanze turche. Per Schroeder e Fischer una Turchia nell'Ue servirebbe da stabilizzatore della sicurezza.
Una porta in faccia galvanizzerebbe invece il fondamentalismo islamico e bloccherebbe il processo di riforme democratiche.
Secondo gli osservatori, dietro la posizione del governo rosso-verde si nasconde anche un calcolo politico: con 2,2 milioni, la Germania ospita la maggiore comunità turca in Europa, e di questi la maggioranza degli aventi diritto vota rosso-verde.
I partiti di tradizione cristiana, Cdu e Csu, invece, sono stati sin dall'inizio contrari a una piena adesione della Turchia con l'argomento che l'Ue, ancora impegnata a smaltire l'ingresso dei nuovi stati membri, non ce la farebbe a digerire un nuovo allargamento di queste dimensioni. Per l'Ue, dicono, significherebbe la fine della prospettiva di un'Unione politica.
In entrambi gli schieramenti, governo e opposizione, non sono mancate comunque le voci discordi dalle rispettive linee.
Dalla lontana India, Schroeder si è detto sicuro che il vertice Ue di dicembre darà il via alle trattative di adesione.
Ha lodato come «molto serie» le proposte del commissario tedesco Guenter Verheugen e all'indirizzo degli scettici ha detto di «stare tranquilli che ci saranno lunghi tempi di transizione e, se necessario, anche altre misure».
La Csu bavarese, quella del leader e premier Edmund Stoiber, ha respinto in toto la raccomandazione di Bruxelles. «Chi denuncia così tanti deficit... non può seriamente raccomandare l'avvio di negoziati», ha dichiarato il capogruppo Csu Michael Glos. La Cdu ha sottolineato che il negoziato deve rimanere con la prospettiva di un risultato aperto. I liberali, pure all' opposizione, approvano, purchè «le trattative siano aperte».
I verdi, alle stelle, parlano di un «segnale storico».
Per la leader Cdu Angela Merkel quella di Bruxelles è stata una «decisione piena di dubbi». Saluta il fatto che l'esito del negoziato non sia predeterminato ma teme lo stesso brutte conseguenze. Per la Merkel valeva la strategia messa a punto dall'esperto di politica estera della Cdu Wolfgang Schaeuble di offrire alla Turchia una «cooperazione privilegiata» con l'Ue.
La Cdu ha già annunciato che farà in modo che il Bundestag si pronunci sulla materia con votazione il 10 dicembre.
Reazioni favorevoli dall'industria: l'adesione della Turchia servirà da stimolo alla crescita e come per l'allargamento a est la Germania ne trarrà il maggiore profitto, hanno detto più o meno all'unisono le organizzazioni degli imprenditori.
Soddisfatta ovviamente la comunità turca. Servirà all' integrazione dei turchi in Germania: i 3,5 milioni di turchi nell'Ue si aspettano ora un «avvio immediato» di trattative, ha detto il presidente della comunità, Hakki Keskin.
Flaminia Bussotti

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