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Capo ispettori Usa: Saddam non aveva armi di distruzione di massa

WASHINGTON - Non c'erano armi di sterminio in Iraq prima dell'invasione del marzo 2003 in Iraq.
E' la conclusione cui è arrivato il capo della squadra di ispettori inviati dal governo americano a scovare i presunti e mai trovati arsenali pericolosi di Saddam Hussein.
Charles Duelfer, il consigliere speciale della Cia che ha guidato le ricerche, ha ammesso in una testimonianza preparata per la commissione Forze aramte del senato che l'Iraq di Saddam non aveva nè armi batteriologiche nè chimiche, e che il suo programma nucleare si era praticamente esaurito dopo la guerra del Golfo del 1991. «Non mi aspetto che vi siano in Iraq quantitativi di armi di sterminio militarmente rilevanti», ha detto Duelfer.
Per quanto riguarda le armi batteriologiche, Duelfer ha spiegato che al momento della guerra l'Iraq sarebbe stato teoricamente in grado di produrre gas mostarda in pochi mesi e gas nervino in meno di un anno.
Tuttavia, ha rivelato, «non abbiamo trovato nessuna indicazione precisa di Saddam su questo punto, sarebbe stata una conseguenza indiretta della sua decisione di sviluppare un'abilità di produrre in patria agenti chimici».
In tema di arsenali atomici, «nonostante Saddam avesse espresso il desiderio di mantenere il bagaglio di conoscenze della sua squadra di esperti nucleari e i suoi tentativi di portare avanti (dopo il 1991) alcune parti chiave del programma, nei 12 anni successivi la sua capacità di produrre armi si era notevolmente ridotta». «Mentre è chiaro che Saddam voleva un missile a lunga gittata, era stato fatto poco lavoro sulle testate nucleari», ha proseguito Duelfer nella sua testimonianza a porte chiuse davanti ai senatori.
Una delle priorità di Saddam, ha però aggiunto, era sottrarsi all'embargo imposto dopo l'invasione del Kuwait: «Nel tempo le sanzioni si erano costantemente indebolite fino al punto che, nel 2000-2001, stava fiduciosamente progettando missili sulla base di componenti che avrebbero potuto essere ottenuti solo al di fuori delle sanzioni», ha sottolineato.
Chiarito che Saddam non rappresentava una minaccia reale, la commissione di esperti della Cia in questi mesi ha cercato anche di impedire che la tecnologia posseduta dal regime finisse nelle mani dei terroristi responsabili dell'instabilità dell'Iraq. Si temeva che gli esperti passassero tra le file dei guerriglieri, ma questo non sembra essere accaduto. «Credo che siamo riusciti a fronteggiare il problema con una serie di raid, tra la primavera e l'estate», ha detto Duelfer, «sono convinto che abbiamo arginato con successo il problema prima che diventasse una vera minaccia».
Tuttavia, ha ammonito, «resta il timore che conoscenze pericolose accumulate dall'ex regime siano trasferite in altre mani».

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