Venerdì 14 Dicembre 2018 | 22:28

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Montalcini: nella mente una partita a scacchi con pedoni ignoti

ROMA - Una partita a scacchi in cui i pedoni, considerati di solito elementi di secondaria importanza, hanno invece un ruolo fondamentale. Utilizza questa immagine il Premio Nobel Rita Levi Montalcini per descrivere il cervello umano. I pedoni sono i fattori di crescita e i fattori ormonali: «Ogni anno se ne scoprono di nuovi - ha affermato il Nobel - e il loro numero è enorme, così come è fondamentale il loro ruolo». Maggiori saranno le conoscenze sui "pedoni" nella scacchiera delle neuroscienze, più facile sarà svelare, ha sottolineato la scienziata, i misteri ancora legati al cervello umano.
«Il cervello - ha affermato Rita Levi Montalcini, che oggi ha aperto a Roma il II Congresso internazionale sul cervello umano - è appunto simile ad una scacchiera dove i pedoni, rappresentati dal fattore di crescita Ngf, hanno un fondamentale ruolo di "messaggeri"». Una similitudine più che mai calzante dal momento che, ha sottolineato il Nobel, «studi neuroanatomici hanno evidenziato un numero astronomico di interazioni delle componenti dei sistemi cerebrali che non sono dissimili da quelle che caratterizzano le mosse dei pezzi di una scacchiera. Si tratta - ha aggiunto - di milioni di miliardi di mosse attuate in base ad un sistema a struttura gerarchica». Fino a pochi anni fa però, ha spiegato il Nobel ripercorrendo la storia delle neuroscienze, «nella scacchiera cerebrale non era stato ancora definito il ruolo esplicato dai "pedoni", come i fattori ormonali e i fattori di crescita. Oggi, mezzo secolo dopo la loro scoperta, questi fattori non solo hanno trovato la loro collocazione nella scacchiera delle neuroscienze ma, allo stesso tempo, hanno portato al riconoscimento del ruolo di altri fattori che rientrano nella classe dei "pedoni"». Ma come si svolge la "partita a scacchi" del nostro cervello? Nella scacchiera cerebrale, ha spiegato Montalcini, «il Re e la Regina corrispondono alla neocorteccia e al complesso limbico, l'uno e l'altro fautori delle più alte funzioni cerebrali. Gli altri pezzi, paragonabili rispettivamente agli Alfieri, alle Torri e ai Cavalli dell'attività ludica si identificano nei sistemi sub-corticali - talamo, cervello, ipotalamo - che integrano e a loro volta sono sottoposti all'azione dei pezzi dominanti». La scoperta del fattore Ngf, ha quindi rilevato Montalcini, e del «ruolo esplicato da questa molecola proteica nbel sistema nervoso ha gettato un raggio di luce sulla molteplicità dei fattori che intervengono nella differenziazione e funzione di questo formidabile sistema che è il cervello dell'Homo Sapiens». Ed ancora: «Una deregolazione del ruolo dei "pedoni" nella scacchiera cerebrale - ha proseguito la scienziata - può essere nociva». Poi, Montalcini ha descritto il ruolo di tali fattori: «La loro funzione può variare da difensiva ad offensiva a seconda delle condizioni ambientali e del complesso dei fattori che intervengono nei processi nei quali sono coinvolti, e quando attivati in eccesso possono esercitare effetti nocivi nei confronti dei "pezzi" ai quali sono sottoposti e preposti». Un altro aspetto fondamentale, ha detto il Nobel, è che i "pedoni" «differiscono l'uno dall'altro nell'attività svolta e la loro attività esercita una potente azione modulatrice sull'attività esplicata da tutti gli altri "pezzi" della scacchiera, in particolare sulle componenti nervose preposte alle funzioni di natura cognitiva ed emotiva». Insomma, nel gioco degli scacchi, ha commentato Montalcini, i pedoni, pur essendo le figure più deboli e di minor valore, hanno una grande importanza in ogni fase della partita e il fatto che siano mal collocati può provocare la sconfitta. In modo simile, ha concluso Rita Levi Montalcini, «nella scacchiera delle neuroscienze l'aver fatto luce sulle capacità dei "pedoni" ha aperto un nuovo capitolo nella conoscenza dei meccanismi cerebrali». Un capitolo che potrà dirsi chiuso solo quando si sarà fatta luce sui tanti "pedoni" ancora ignoti alla scienza ma che giocano un ruolo nella "partita a scacchi" delle neuroscienze.

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