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SCHEDA/Eta - "Chi" sono Mikel «Antza» Albisu e Soledad «Anboto» Iparraguirre

ROMA - Lui, Mikel «Antza» Albisu, il capo politico, l' ideologo abilitato a dialogare con i vertici dell' organizzazione e condizionarne il percorso; lei, Soledad «Anboto» Iparraguirre, una delle più responsabili della «filiera» militare della formazione separatista basca. L' operazione della polizia francese ha colpito il cuore degli "etarras", neutralizzandone il vertice politico e quello operativo. «Antza» e la sua compagna, anche nella vita, «Anboto» furono indicati come due dei componenti della «cupola» dell' Eta che, nell' estate del 1997, decise di mettere a segno una delle azioni più spettacolari e sanguinarie del separatismo basco, quando fu sequestrato e quindi giustiziato - lasciando sotto shock l' intera Spagna - un consigliere comunale del Partito popolare, Miguel Angel Blanco Garrido. Gli altri vertici dell' Eta furono individuati in Ignacio Gracia Arregui, «Ignaki de Renteria», e Josè Javier Arizcuren, «Kantauri». Albisu, comunque, nell' ambito dell' Eta, era ritenuto come elemento non chiuso al dialogo con le altre espressioni del separatismo basco. Tanto che fu indicato tra i fautori della «tregua illimitata» che fu dichiarata nel settembre del 1998 a seguito di incontri con rappresentanti del Partito nazionalista basco, di Eusko Alkartasuna (la sinistra nazionalista) e di Herri Batasuna (all' epoca non ancora messo al bando, braccio politico dell' Eta). Sotto la spinta dell' azione della polizia spagnola, «Antza» fu costretto a fuggire dalla Spagna e a proseguire la sua attività soprattutto dal Belgio e dalla Francia, in stretto collegamento con Arregui e con il capo dell' apparato logistico, Eusebio Arzallus Tapia, «Paticorda». E ad Albisu è stata anche accreditata la rappresentanza dell' Eta in alcuni contatti diretti - peraltro riconosciuti dall' allora premier Josè Maria Aznar - con il governo spagnolo. Al pragmatismo di Albisu ha fatto da contraltare la determinazione di Soledad Iparraguirre, da sempre convinta che solo la lotta armata contro il potere centralistico di Madrid potrà fare vincere l' idea separatista del popolo basco.
«Anboto», entrata nelle file del separatismo basco nel 1981 e componente dei commando «Araba» e «Madrid», responsabile di molti attentati, è stata per questo sospettata di una decina degli 850 omicidi accreditati all' Eta. La sua ferocia l'ha fatta velocemente salire nella considerazione dei vertici del movimento separatista, tanto che i servizi segreti spagnoli, nella primavera del '99, la indicarono come il probabile nuovo responsabile militare dell' Eta nel caso in cui a prevalere fosse stata l' ala dura. Peraltro «Anboto» era anche diventata la «cassiera» dell' Eta perchè, anche se dalla Francia, controllava parte del denaro frutto delle estorsioni, tradizionale fonte di approvvigionamento dei separatisti.

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