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In Puglia e Basilicata

Dieci omicidi dall'inizio dell'anno

03 Ottobre 2004

CROTONE - Sono dieci gli omicidi compiuti nel Crotonese dall'inizio dell'anno, nove dei quali nei territori di Isola Capo Rizzuto e Cutro. Una lunga scia di sangue che, secondo gli inquirenti, se da un lato evidenzia la guerra di mafia in atto, dall'altro fa presagire scenari inquietanti anche in considerazione del fatto che, nel novero delle vittime compaiono elementi di primo piano della «geografia» mafiosa del Crotonese e di altre province limitrofe.
L'inizio dell'anno è caratterizzato dal ritrovamento del cadavere di un uomo nelle campagne di Isola Capo Rizzuto: al termine degli accertamenti di carattere scientifico il cadavere viene identificato. Con una esecuzione mafiosa in grande stile viene ucciso in un bar lungo la statale jonica 106, in località Steccato di Cutro, Sergio Iazzolino. I sicari scappano dalla scena del delitto con un'autovettura che abbandonano qualche chilometro dopo, nelle campagne, lasciandovi a bordo le armi utilizzate per il delitto. A Isola Capo Rizzuto i killer tornano nuovamente in azione uccidendo, nel maggio scorso, Bruno Ranieri e Rocco Corda. Balza in evidenza la ferocia usata dagli assassini che non esitano a infierire contro le loro vittime con un kalashnikov.
Un altro agguato in cui la 'ndrangheta evidenzia la sua capacità militare è quello in cui viene ucciso, in marzo, a Cutro, Salvatore Blasco, di 44 anni. Gli autori del delitto si nascondono in un edificio disabitato nei pressi dell'abitazione della vittima e lo uccidono davanti mentre sta rientrando in casa. Prima dell'estate le armi dei sicari fanno fuoco contro Antonio Dragone che nel novembre precedente era stato rimesso in libertà dopo avere scontato una condanna ad una ventina d'anni. Viene ucciso a bordo della propria autovettura nei pressi dell'abitato di Cutro. Nell'agosto scorso un altro omicidio di mafia avviene in un villaggio turistico della costa: Francesco Scerbo, che ne è il guardiano, viene ucciso all'ingresso del complesso turistico.
Risale a qualche giorno fa poi l'omicidio di Gaetano Ciampà, l'allevatore di Cutro genero di Antonio Dragone: agli inquirenti non sfuggono le analogie tra le modalità operative delle due esecuzioni. Anche nel caso di Ciampà, infatti, il commando utilizza un'auto rubata per speronare lungo la strada quella sulla quale viaggia la vittima che muore sul colpo mentre rimane gravemente ferito il conducente dell'auto.
All'elenco delle vittime di mafia si aggiunge anche Natale Bruno. L'uomo è stato ucciso, qualche settimana fa nella zona di Cirò, in contesto criminale che appare comunque non collegato alla guerra di mafia in corso a Cutro e Isola Capo Rizzato.
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