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Devolution ma quanto mi costi? I dubbi di Montezemolo, Fazio e i sindacati

leader Cigl, Epifani ROMA - I tre segretari di Cgil, Cisl e Uil, Epifani, Pezzotta e Angeletti hanno «forti preoccupazioni» per una devolution che crea rischi di sperequazioni territoriali sui diritti fondamentali. Il presidente di Confindustria Montezemolo avanza invece dubbi sui costi dell' operazione. Un timore che ha anche il governatore della Banca d' Italia Fazio, che come sia importante rispettare l' interesse generale evitando aumenti dei costi.
Mentre la devolution si fa strada in Parlamento, si allunga anche la lista di perplessità che solleva. Lunedì Pezzotta, Epifani ed Angeletti ne discuteranno in un faccia a faccia con il presidente della Camera Pier Ferdinando Casini che solo ieri a Capri ha sostenuto che questo tipo di riforme vanno fatte con «consenso e trasparenza».
«Questo è un disegno di legge che creerà più problemi che soluzioni - osserva il leader della Cgil Guglielmo Epifani - La cosa migliore sarebbe che il Parlamento si fermasse e quindi ripartire». Una pausa per «dare spazio ad un confronto politico il più ampio possibile e partecipato» - è invocata anche dal segretario della Cisl Savino Pezzotta che contesta i lavori parlamentari «che procedono sulla riforma costituzionale con tempi stretti e dibattiti contingentati» e parla di «grave deficit di democrazia».
La devolution che si delinea, osservano i sindacati in una lettera congiunta inviata ai presidenti di Camera e Senato, Casini e Pera, «è inaccettabile secondo quel modello di federalismo cooperativo e solidale in cui crediamo». Sotto il profilo strettamente sindacale, le sigle confederali osservano inoltre che il passaggio di competenze dallo Stato centrale alle Regioni potrebbe determinare «per i dipendenti pubblici di settori quali sanità, scuola, sicurezza, enti locali, il rischio che venga meno il complesso di garanzie e tutele determinato dall'unitarietà, sull'intero territorio del Paese, del contratto nazionale collettivo di lavoro».
Perplessità i sindacati le esprimono anche sulla composizione del Senato e l' esatta configurazione dei suoi poteri e delle sue funzioni - per le quali si chiedono «ulteriori approfondimenti» - nonché sulle disposizioni riguardanti la forma di governo. «Pur essendo favorevoli a misure che garantiscano stabilità all'esecutivo - sottolineano i sindacati - riteniamo comunque che il principio della corretta ed equilibrata divisione dei poteri sia un elemento irrinunciabile per garantire assetti allo stesso tempo efficienti ed effettivamente democratici».

Un invito alla cautela sulla devolution, nel nome dell'interesse generale e dei costi, giunge inoltre da Bankitalia e Confindustria.
Il governatore di Bankitalia Antonio Fazio rileva infatti come «le forme di decentramento presuppongono, per la loro valorizzazione, sempre un ordine superiore di coesione e solidarietà, un interesse generale e nazionale da rispettare, un'articolazione che non accresca costi e non segmenti impropriamente funzioni».

Quanto al presidente di Confindustria, Luca Corsero di Montezemolo parlando dal palco del Convegno dei giovani di Confindustria a Capri, non usa eufemismi. Dice di avere sulla questione «tanti, tanti dubbi». «Dobbiamo evitare - sottolinea - di infilarci in qualche tunnel che ci conduca ad avere maggiori spese e minore efficienza». «La nostra è cautela, non rifiuto - precisa - Ho visto che i nostri timori sono stati condivisi da molti in Italia». Montezemolo soprattutto teme che i costi e il fisco per i cittadini non si riducano e che la qualità del servizio non migliori: «ho solo dubbi in proposito - ribadisce e sono i dubbi degli imprenditori italiani».
Cristina Latessa

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