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Il tradizionale pellegrinaggio da Vieste

Per celebrare la festa di San Michele anche quest' anno si rinnova il tradizionale pellegrinaggio da Vieste "sperduta" a Monte Sant'Angelo, la montagna sacra per l' occidente cristiano. Si parte di notte, al lume delle fiaccole; il priore del Sovrano Ordine dei Pellegrini batte tre colpi sulla porta della Cattedrale e ha inizio il pellegrinaggio al suono incessante dei campanelli e dai rituali canti micaelici.
Tutti gli abitanti del centro storico di Vieste si affacciano alle finestre e con un segno di croce, salutano i "Sammekalère" in partenza verso il Monte Gargano. I pellegrini, dopo aver attraversato in processione le vie del borgo antico, con un bus raggiungono la località "Tacca del Lupo", sulla statale 89. Qui ha inizio il cammino verso Coppa Fusillo da dove, percorrendo l' antico sentire utilizzato dalle mandrie per svernare, si raggiunge l'abitato di Monte Sant'Angelo. I pellegrini percorrono in fila l'antico sentiero intonando antiche litanie, e suppliche al Santo. Una volta giunti sul sagrato della Basilica di Monte Sant'Angelo i Sammekalère scendono al sepolcro dove è celebrata la santa Messa e partecipano alla processione con la statua del Santo lungo le strette stradine di Monte Sant'Angelo.
Un fenomeno di religiosità popolare quello del viaggio verso i luoghi-chiave della Cristianità che ha coinvolto nei secoli migliaia di pellegrini. Nel Medioevo i grandi itinerari si snodavano verso la Terrasanta, sulle strade per Roma, lungo il .camino de Santiago/ di Compostela, e anche lungo la 'Via Sacra Langobardorum' che univa Benevento a Monte Sant'Angelo e successivamente collegò l'Europa occidentale con la Terra Santa attraverso i porti di Brindisi e di Otranto. La denominazione dell'itinerario al Monte Gargano è legata alla presenza dei Longobardi che fecero del santuario dell'Arcangelo il loro santuario nazionale e diffusero il culto in tutta Europa.
Un culto che si rinnova da oltre 1500 anni.
Secondo la tradizione, l'Arcangelo apparve nel 490 a Monte Sant'Angelo dove si stabilì. Il santuario, soprattutto durante il periodo delle Crociate, divenne la tappa obbligata per il passaggio in Terra Santa e il Gargano uno dei luoghi di culto e di pellegrinaggio più frequentati del Medioevo.
Il pellegrinaggio dalla fine dell'Ottocento, assunse una vera dimensione di massa: gruppi di devoti partivano da tutta Italia per raggiungere Monte Sant'Angelo, a piedi o a bordo di caratteristici carretti. La partenza del pellegrino era caratterizzata da un cerimoniale che comprendeva la benedizione per sè e per l'abito che doveva indossare, le pratiche di purificazione e la confessione. L'abito da indossare divenne, nel XIII secolo, una sorta di uniforme: era costituito dalla schiavina (una cappa con cappuccio), da un bordone (un bastone crociato ornato con ciuffi di pino d'Aleppo), una bisaccia e un grande cappello a larghe tese.

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