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TARANTO - In quest'area è stato scoperto un intero villaggio dell'età della pietra, che presenta un'interessante necropoli, e scoperto nel corso dei lavori di costruzione di una strada che collegherà la nuova base navale di Chiapparo a tutta la grande viabilità extra-urbana.
Questo insediamento, considerato tra i più vasti ed importanti rinvenuti in Italia negli ultimi anni sotto il profilo antropologico e paleontologico, lo si fa risalire al quinto millennio avanti Cristo.
Gli studi antropologici, innanzitutto, hanno analizzato i resti umani rinvenuti nelle sepolture, circa dieci, ed hanno fatto ricavare dati importantissimi.
Dati che sono andati dalle abitudini alimentari dei nostri progenitori, sulle malattie tipiche dell'epoca (ognuna, infatti, è stata sempre caratterizzata da alcune tipiche) sino ai traumi che quegli individui avevano subito in vita per via delle loro attività giornaliere, usanze ed abitudini.
Questi studi così approfonditi non hanno, inoltre escluso, che quei resti potranno contribuire persino a tracciare una mappa genetica di quelle popolazioni.
Nei lavori di scavo di questa vera e propria città sotterrata ha partecipato Gaspare Baggieri, dirigente della sezione antropologica e paleopatologica del ministero per i Beni e le attività culturali, noto a Taranto per aver condotto approfonditi studi sui resti dell'Atleta Tarantino, oggi conservato nell'importante Museo del capoluogo ionico.
Baggieri ha affiancato l'equipe della Soprintendenza archeologica della Puglia, che conduce gli scavi preistorici, sotto la direzione di Maria Antonietta Gorgoglione, responsabile della sezione preistorica di Taranto.
Il frenetico entusiasmo della comunità degli archeologi, antropologi, paleopatologi è derivato, particolarmente, dalla constatazione che l'area interessata è, convintamene, considerata una necropoli a tutti gli effetti. Essa, infatti, presenta non sepolture isolate o saltuarie, ma - come già verificato dai primi scavi - ben individuata da quegli abitanti quale luogo di culto e seppellimento.
Gli studi dell'importantissima area, per i quali non è sufficiente una sola campagna e bisognevole di relativi di finanziamenti adeguati, sono ritenuti essenziali per un miglior studio delle deposizioni o la comparazione del Dna.
Per la preservazione e conservazione dell'intera area dal mondo culturale è già partita la proposta di trasformarla in "Parco Neolitico", che consentirebbe, inoltre, la migliore comparazione tra i resti umani ed i manufatti.
Questo sito, inoltre, può divenire oggetto di più approfonditi studi sulla Taranto della Magna Grecia, in quanto esso continuò per molti secoli successivi ad essere luogo di frequentazione dell'epoca greca, prima, e romana, poi.
Paolo Lerario

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