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Il ruolo della Croce Rossa Italiana

ROMA - «La Croce Rossa Italiana è in panchina». Appena pochi giorni fa il commissario straordinario della Cri, Maurizio Scelli, continuava a ribadire che nè lui nè la sua organizzazione avevano un qualche ruolo nel tentativo di liberare Simona Pari e Simona Torretta.
La panchina presuppone certo un'entrata in gioco. E difatti, Scelli - assicurano fonti attendibili - si stava scaldando a bordo campo già da tempo. Ma con discrezione. Negli ultimi giorni i suoi impegni a capo dell'organizzazione sono stati, infatti, tutti influenzati dallo sviluppo della vicenda: rinvii di appuntamenti e defezioni all'ultima ora a convegni ed assemblee. La consegna oggi, a Baghdad, delle due volontarie è una nuova conferma che in Iraq la Cri ha avuto e continua ad avere un ruolo significativo. Gli aiuti umanitari rappresentano una chiave di svolta importante. E' stata sotto gli occhi di tutti la partecipazione della Cri nel sequestro di Quattrocchi, Cupertino, Agliana e Stefio. Proprio a Scelli, un arabo consegnò la salma di Quattrocchi (che riportò personalmente in Italia) e più volte lo stesso commissario straordinario, in quella vicenda, fu segnalato come la persona a cui sarebbero stati consegnati i tre body-guard che poi furono liberati con un blitz degli americani. Sempre Scelli fu chiamato in campo dalla famiglia di Enzo Baldoni per contribuire alla liberazione del congiunto. Ancora oggi, si sta adoperando per entrare in possesso del corpo del free-lance italiano ucciso.
Tuttavia, il suo ruolo ha alimentato polemiche e proprio per evitare ulteriori controversie, Scelli ha mantenuto, nel sequestro delle due Simone, un atteggiamento di estrema riservatezza. Più volte ha detto - come aveva anche chiesto al governo la stessa ong 'Un ponte per...' - che le trattative in questo caso erano affidate esclusivamente ai livelli istituzionali. Tutte le informazioni sulle italiane, che giungevano all'ospedale di Baghdad, gestito dalla sua organizzazione, venivano girate alle istituzioni e all' ambasciata.
Oggi, la svolta. Simona Pari e Simona Torretta sono state liberate e consegnate alla Cri. Il commissario Scelli, partito la notte scorsa per la capitale irachena in vista dell' evoluzione positiva della vicenda, le ha riportate a casa. E sempre la Cri domani porterà in Italia, da Baghdad, con un volo appositamente predisposto, quindici malati gravi iracheni che saranno curati in diversi ospedali del nostro paese. Tra le voci che girano in queste ore, la possibilità che anche la programmazione di questo volo possa aver contribuito all'esito positivo della vicenda. La Cri è a Baghdad da quasi un anno e mezzo. Gestisce l' ospedale Medical City che ha assistito complessivamente quasi 83 mila pazienti. All'attività sanitaria collabora anche la Mezzaluna Rossa irachena.
Numerosi i voli della speranza attivati dalla Cri che hanno portato in Italia iracheni gravemente malati, molti dei quali bambini. Lo sforzo umanitario si è intensificato, nelle settimane dell'assedio, nei confronti dei cittadini di Falluja attraverso l'apertura di un corridoio umanitario per la città che ha permesso l'arrivo di numerosi convogli. Ha anche attivato un campo profughi alle porte della capitale irachena in collaborazione con la Mezzaluna Rossa locale. E', fra l'altro, operativo un pronto soccorso ed un potabilizzatore capace di imbustare fino a 8 mila litri di acqua potabile al giorno.

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