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Soul Mokassa 2004 - Gli artisti

SOUAD MASSI
3 ottobre 2004 - Teatro Kismet O.per.A. ore 21
Souad Bendjael (voce, chitarra)
Stephane Castry (basso)
Pascal Danae (chitarra)
David Fall (batteria)
Rabah Khalfa (darbouka, percussioni)

Souad Massi, è una degli artisti algerini più noti nel mondo occidentale. Autrice, compositrice ed interprete. In breve tempo ha conquistato il pubblico del suo paese con gli Atakor, primo gruppo hard rock algerino, poi, con il suo esordio parigino ha conquistato anche quello francese. In Algeria, la sua carriera ha incontrato diversi ostacoli: dai pericoli che correva cantando in pubblico in un paese scosso dall'integralismo, allo scontro con le autorità che censuravano le sue esibizioni in televisione, poiché durante i suoi concerti invitava a parlare liberamente sul palco qualcuno del pubblico. Per questi motivi Souad Massi, ingegnere idraulico, perse il suo posto di lavoro presso un'azienda pubblica.
Il suo debutto francese risale al 1999 a "Femmes d'Algerie", un festival organizzato alla Villette per la fine del Ramadam. Grazie a questa sua folgorante esibizione, una casa discografica le propose subito un contratto.
Il suo primo album "Raoui", arrangiato da Bob Coke, ha venduto centomila copie. Nel 2000 e nel 2003 è stata candidata per il britannico World Music Award. Con oltre centomila copie vendute, la sua ultima opera "Deb" è stato disco d'oro in Francia ed è stato l'album di world music più venduto in Francia durante lo scorso anno. Grazie a quest'album Souad Massi è stata candidata al Premio Victoire de la Musique.

"TARANTULA RUBRA ENSEMBLE"
8 ottobre 2004 - Auditorium Diocesano Vallisa ore 21

Anna Nacci (voce, attrice)
Guido Sodo (chitarra, chitarra battente, chitarra portoghese, oud, mandoloncello e voce)
Redi Hasa (violoncello)
con la partecipazione di Rocco Capri Chiumarulo

Tarantula Rubra è lo pseudonimo con cui Anna Nacci, sociologa, musicista e scrittrice, conduce dal 1999 una trasmissione radiofonica per Radio Onda Rossa. Nel suo passato si annoverano concerti da pianista solista e d'insieme per musica classica e jazz.
Dalla trasmissione è stato realizzato inoltre un progetto editoriale che comprende un libro: "Tarantula Rubra", una riflessione sul fenomeno del "neotarantismo" ed un CD in cui si avvicendano alcuni tra i più noti artisti della musica popolare italiana e per l'occasione Anna Nacci costituisce insieme ad altri artisti un magico ensemble con il quale esegue uno spettacolo musica e pillole di teatro. Il Tarantula Rubra Ensemble ha spesso tenuto concerti di solidarietà per la Palestina finanziando la costruzione di una radio a Bethlemme e aiutando l'asilo Ghassan Khanefani di Ramallah.
La trasmissione radiofonica nasce dall'idea di diffondere la musica popolare meridionale per poi spaziare in quella etnica mediterranea fino a sponde molto più lontane perché la taranta è un mito, ma anche un ritmo che unisce tutti i paesi. E' il ritmo del cuore, il ritmo del tamburo che, col suo essere iterativo, ossessivo, porta alla transe, all'estasi dandoci la possibilità di esteriorizzare le nostre ansie, le nostre crisi, le nostre depressioni, per urlare, per ribellarsi, per reagire e riuscire ad elaborare una crescita, una trasformazione.
Da queste considerazioni è nato "Tarantula Rubra", un piccolo saggio sul tarantismo che, forte di un buon riscontro da parte dei radioascoltatori, è passato dalla diffusione via etere a quella per mezzo della stampa e del disco.
A soli due anni dalla sua nascita, Tarantula Rubra organizza un convegno ("Tarantismo e Neotarantismo") e ne redige gli atti; in seguito cura il secondo CD: "Pizzica la Tarantula" e per l'occasione costituisce un magico ensemble con il quale esegue uno spettacolo musica.
Nel gennaio 2003 organizza il secondo convegno romano, "Musiche, Culture, Tradizioni del Centro Sud Italia e dintorni", presso l'Aula Magna del Rettorato presso l'Università degli Studi di Roma "La Sapienza". Nel luglio 2004 pubblica con Stampa Alternativa il suo saggio più significativo "Neotarantismo - Pizzica, transe e riti dalle campagne alle metropoli" a cui allega la terza compilation intitolata "Pizzica La Tarantula 2".

Guido Sodo
Napoletano, autore di testi e musiche, diplomato in chitarra classica al Conservatorio di Ferrara. Collabora dal 1992 con la Cineteca di Bologna su incarico della quale ha scritto le musiche per alcuni film muti presentati con l'accompagnamento dal vivo a New York, Parigi, Haifa, Madrid, Bogotà, Buenos Aires, San Francisco. Dal 1996 collabora con l'ensemble di musica medioevale Acantus (ex Sine Nomine). Fondatore e leader dei Cantodiscanto, con cui ha vinto il Premio Città di Recanati, la sua voce attraverso le sfumature del repertorio popolare ne assume i toni potenti e delicati.

Redi Hasa
Nasce a Tirana da una famiglia di musicisti e all'età di 7 anni inizia lo studio del violoncello, proseguendo presso la scuola di musica "Virtuosi di Tirana" e poi presso l'Accademia di Belle Arti di Tirana. Nel 1998 vince una borsa
di studio presso il Conservatorio "Tito Schipa" di Lecce conseguendo inoltre il diploma di violoncello. Nel corso della sua attività artistica ha collaborato con Albano Carrisi, Officina Zoè, Xanti Yaca, Ambaradam Contrabband, Aioresis. Redi Hasa è un musicista eclettico, con deliziose importazioni di musica orientale meravigliosamente intrecciata con la musica tradizionale del Salento, ma che tende a convogliare le note di qualsivoglia genere musicale. Il suo tocco è caldo e pregno di sensazioni coinvolgenti.

Rocco Capri Chiumarulo
Nasce a Bari e, come attore, inizia seguendo un corso al Piccolo Teatro di Milano con G. Strehler. Svolge parallelamente attività di ricerca etnomusicale e concertistica. In teatro partecipa da attore agli allestimenti di V. Signorile, P. de Cristofaro, A. Reggiani, A. Pugliese, R. Negri, G. Albertazzi, W. Manfrè, D. Houghton, S. di Lauro, M. Znaniesky, A. Zucchi, R. Caporossi, D. Mongelli impegnandosi al fianco, tra gli altri, di C. Costantini, Clara Bindi, Aldo Bufi-Landi, C. Croccolo, R. Cucciolla, N. Gazzolo, R. De Carmine, A. Foà e dello stesso Zucchi. È tra i fondatori di Terrae ( discografia di tre cd) per cui concepisce "Le terre del rimorso" e, nel '97, vince il Premio Città di Recanati. Studia e si esibisce con il suo maestro G. De Vittorio. Nel 2003 si esibisce con L. Sepúlveda, Giovanna Marini e promuove progetti culturali come "Como un niño" con A. Foà. È nel cast dell'ultimo film di S. Rubini "L'amore ritorna".

"MIGRAPHONIES" - Progetto Speciale
10 ottobre 2004 - Auditorium Diocesano Vallisa ore 21

Patrick Navaï (ideatore della rivista "Migraphonies")
Hassan Tabar (santour)
Christian Perraudin (percussioni)
Davide Torrente (tamburelli)
Giuseppe D'Ambrosio (batteria)

Migraphonies: Storia di una rivista letteraria senza frontiere è una rivista nata dal reale desiderio di scambi e di comunicazione con i popoli del pianeta. Qualunque sia la forma d'arte, qualunque sia il pensiero, tutti i mondi della cultura sono ben accetti: la poesia, la letteratura, la musica, le arti grafiche e plastiche, il teatro ed il cinema…. In ogni pagina di Migraphonies è presente un paese differente. Patrick Navaï, direttore e fondatore della rivista precisa: «Questa rivista si propone di mettere in luce il contributo degli apporti stranieri a ciò che noi chiamiamo "La cultura francese" e reciprocamente. Senza questi affluenti venuti d'altrove, il più vigoroso dei fiumi s'inaridirebbe rapidamente... ». Una rivista, che come il suo stesso creatore afferma, vuole far risuonare una voce contro la xenofobia; una voce per ricordare che l'essere umano è sempre migrato e migrerà sempre e che le frontiere erette in ogni epoca dagli stati si mostrano vane e criminali di fronte al desiderio di scambi dell'umanità sui cammini dell'armonia». Migraphonies è un luogo d'incontri di tutte queste voci strane e straniere che viaggiano verso di noi e ci aiutano a trovare la nostra voce/via. Incontrare l'altro non è anche incontrare una parte sconosciuta di noi stessi? L'ultimo numero della rivista è dedicato ai musicisti dell'Iran.

Hassan Tabar
Nato a Ghazvin in Iran, Hassan Tabar acquisisce una solida conoscenza del radif vocale (l'arte di interpretare i modi della musica classica iraniana) sotto la guida di Khorram-E-Ghazvini. Prosegue gli studi al Centro di Protezione e Diffusione della Musica di Téhéran con Mas'ouo Shenassa. Insegna il Santour dal 1982. S'installa in Francia sin dal 1985, e svolge concerti in tutta l'Europa continuando ad insegnare.
Virtuoso del santour, svolge attività di didattica e di ricerca per diffondere la musica iraniana; diventa produttore e dirige una collana (Musica Autentica Iraniana) al C.D.A. (Club del Disco Arabo). Ha all'attivo una ricca produzione discografica.

Christian Perraudin
A Teheran nel 1968 decide di studiare il tombak, la cui tecnica di base è inculcata da Nâsser Farhangfar, musicista geniale imitato ed adulato da tutti i percussionisti iraniani. Rientra in Francia nel 1971 dove continua lo studio dello strumento con Djamshid Shémirâni. Tra il 1976 ed il 1978 frequenta l'università di Teheran. Dal 1979 al 1985 soggiorna in Marocco, dove arricchisce il suo repertorio musicale.
Ricco di una grande esperienza, partecipa a numerosi concerti dappertutto in Europa ed anche in Iran. Sempre in contatto con il mondo musicale e la cultura dell'Iran e con i più grandi musicisti tradizionali e classici, il suo lavoro musicale è l'espressione della sua profonda deferenza verso i grandi maestri ed in particolare a Nâsser Farhangfar.

Davide Torrente
Docente e costruttore di tamborra e tamburello, ha al suo attivo la realizzazione di diversi corsi di insegnamento delle tecniche tradizionali. La sua musica è frutto di circa venticinque anni di studio da autodidatta, dei vari moduli tradizionali tipici della nostra terra, anche reinterpretati in chiave moderna, senza tuttavia privarli del loro fascino e dalla ritmicità tipica di quei suoni. Fondatore del gruppo musicale "Chorearum" di Bari e del gruppo musicale "Davide Torrente Ensemble"; componente del gruppo musicale "Uaragniaun" e collabora con il gruppo "Archè" di Isernia con quello salentino "Ariacorte". Nel 1998 con il gruppo musicale "La compagnia dei Musicanti" ha realizzato il cd dal titolo "Latrodectus", un concerto-viaggio nella musica tradizionale di Puglia e Basilicata, che racchiude al suo interno la partecipazione straordinaria di Eugenio Bennato. Nel 1999 con il gruppo "Uaragniaun" ha inciso il cd "Skuarrajazz", nel quale è inserito il brano che funge da colonna sonora al film "Io non ho la testa" di Michele La Nubile. Il gruppo ha ricevuto il Premio della Critica Discografica tedesca, sezione Folklore e World Music, nel marzo 2000. Infine ha collaborato alla realizzazione del cd "Fiorita" del gruppo musicale "Uaragniaun", una raccolta dei pezzi più significativi della band.

Giuseppe D'Ambrosio
Batterista, percussionista e compositore, ha partecipato in molti festival di musica Jazz e ed etnica, programmi televisive e radiofoniche; ha all'attivo numerose incisioni e collaborazioni: M. Waldrom, P. Fresu, Laraaji, J. Surman, A. Salis, E. Colombo, P. Dalla Porta, A. Onorato, R. Ottaviano, M. P. De Vito, M. Sannini, R. Bonissolo, Shyam Kumar Mishra, N. Stufano, P. Giaro, Rootsman, E. Bernocchi, X. Girotto, N. Stilo, A. Breschi, G. Dabiré, Articolo 31; inoltre collaboro stabilmente col quartetto vocale Faraualla, Ensemble Calixtinus, Radiodervish, Rosapaeda, Affinity trio e Uazz Bann. Svolge attività didattica strumentale e di etnomusicologia. E' leader di diversi progetti musicali: Kala Rhythm; gruppo Tejas. A breve vedrà l'uscita di un primo lavoro discografico. E' endorsen Ufip e Mapex.

"KORA JAZZ TRIO"
12 ottobre 2004 - Nuovo Cinema Palazzo ore 21

Abdoulaye Diabaté (piano)
Djeli Moussa Diawara (kora)
Moussa Cissoko (percussioni)

Abdoulaye Diabaté
Nato da una famiglia di musicisti professionisti, la sua infanzia è stata cullata dalle sonorità del suo paese: il Senegal. Dopo dieci anni di studi al Conservatorio Nazionale durante i quali ha ricevuto diversi premi e riconoscimenti, Abdoulaye Diabaté comincia ad appassionarsi al jazz e diventa il direttore dell'orchestra nazionale del Senegal. Attualmente è il pianista di Salif Keita, ma le sue esperienze musicali sono state diverse infatti ha suonato con i migliori artisti della musica africana, noti in tutto il mondo, come Manu Dibango, Mory Kanté e Papa Wemba. Questo artista è sicuramente uno dei più richiesti compositori e arrangiatori africani della sua generazione

Djeli Moussa Diawara
Nato in Guinea da una famiglia di griots: suo padre era un noto balafonista, sua madre un'eccelsa corista e il suo fratellastro non è altro che Mory Kanté. Dopo i suoi eccellenti debutti con la prestigiosa Rail Band di Bamako, decise di iniziare una carriera a livello internazionale. Nel 1988 si trasferisce a Londra e comincia un lungo tour al fianco di Youssou n'Dour e Ali Farka Touré. In seguito Djeli Moussa Diawara si trasferisce in Francia e comincia il suo pellegrinaggio musicale tra Parigi e la sua Guinea, realizzando così, negli ultimi anni, il suo destino di virtuoso emergente, fedele alle atmosfere tradizionali ma in grado di far rinascere la kora (arpa-liuto, antico strumento della corte reale mandinga) con una ricchezza di suoni mai esplorati fino allora, richiamanti sonorità peculiari di generi musicali quali la salsa, il flamenco, il blues e il jazz.

Moussa Cissoko
Nato da una famiglia senegalese di griots, Moussa Cissoko è uno dei maestri percussionisti dell'Africa occidentale. La sua maestria nel mescolare ritmi diversi tra loro ha accompagnato le più grandi figure della musica africana e francese, come Manu Dibango, Ray Léma, Jacques Higelin, Bernard Lavilliers, ma anche rinomati esponenti della scena musicale internazionale come Peter Gabriel.

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