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Dal web informazione impazzita sugli ostaggi

IL CAIRO - Negli ultimi giorni le notizie, nel web ed in televisione, riguardanti rapimenti, decapitazioni, ed ogni altra vicenda degli ostaggi in Iraq - in specie le italiane Simona Torretta e Simona Pari - si susseguono con un ritmo ed una contraddizione che non consentono verifiche reali e stanno dando origine a quella che si può definire un' informazione «impazzita».
L'ultimo avviso, di attendibilità assolutamente non valutabile, ma tendenzialmente poco credibile, è delle 19:18 di oggi, quando sul sito 'islahi.net' è apparso l'annuncio che «l'ostaggio britannico (Ken Bigley) è stato ucciso. La notizia adesso è esatta». Il riferimento sembra contrapporsi direttamente ad un altro messaggio, apparso nel primo pomeriggio, alle 15:57, con il quale un non ben identificato Ossama esortava i «fratelli» internauti a «non fidarsi delle notizie sbagliate e ad assicurarsi delle fonti di informazione».
L' ambiguo 'Ossamà smentiva precedenti comunicazioni apparse ieri sulla decapitazione di Ken Bigley, affermando che si trattava di comunicati irresponsabili. Aggiungeva che «sfortunatamente questo comunicato somiglia ad altri irresponsabili che portano danno all' informazione dei mujahiddin invece di essere loro utili». Altra frase criptica sostiene che «Noi conosciamo i metodi dei mujahiddin nella diffusione dei loro comunicati»: potrebbe sembrare una critica, ma anche essere un messaggio di valenza nascosta per alcuni destinatari.

Quello che è sempre più certo, è che nelle ultime ore - caos? strategia? difficoltà a comunicare? - tutto è diventato più nebuloso rispetto a ciò che sta veramente accadendo agli ostaggi. Il quotidiano kuwaitiano «Al Ray Al Aam» ha smentito con decisione stamane i messaggi che annunciavano in siti internet la decapitazione di Simona Torretta e Simona Pari. Se questo ha fatto tirare temporaneamente un sospiro di sollievo, chi mai può sentirsi garantito da fonti di informazione incontrollabili ed alle quali può avere accesso chiunque sia in possesso, anche temporaneo, di un computer e di un collegamento in Internet? Ed è veramente credibile che chi sta gestendo la regia di rapimenti, attacchi, sparatorie - ammesso che ci sia una mente coordinatrice di tutto, ma molti ne dubitano - sia in grado di mettere in piedi un esercito di internauti che collabora politicamente a diffondere informazioni fasulle per tenere desta la tensione in chi si trova dall'altra parte? Non solo tra i familiari degli ostaggi e giornalisti, ma anche tra coloro che prendono le decisioni, a livello politico, militare e di ogni genere pubblico.
E' tuttavia molto probabile che solo chi è al di fuori dei meccanismi reali di controllo e gestione della società si lascia impressionare da questo ping pong di informazioni terrorizzanti, crudeli, devastanti e che spesso non hanno alcun fondamento. Ma quando ce l'hanno...
Per finire, una boutade: qualcuno si è divertito a mandare oggi in rete nello stesso sito Islahi.net l'informazione che «il tiranno libico (Muammar Gheddafi) è in coma per un cancro ai genitali», aggiungendo che un intensissimo via vai di auto si è avuto da Bab El Azizia, il complesso di Tripoli dov'è la residenza del colonnello, e che tutta l'area circostante è stata bloccata. Naturalmente l'informazione è totalmente falsa. Allo stesso modo in web è comparsa una foto di un uomo con lunga barba, apparentemente somigliante a Osama Bin Laden, che indossa una tuta mimetica ed un elmetto ed ha in mano una radio militare con una lunghissima antenna. La didascalia recita: «il comandante supremo delle forze islamiche».
Remigio Benni

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