Domenica 17 Gennaio 2021 | 13:37

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Mamma Simona Torretta: «Spero che non sia vero, non può essere vero, queste notizie ci hanno ammazzato...»

ROMA - «Spero che non sia vero, non può essere vero, queste notizie ci hanno ammazzato...». Anna Maria De Propris, mamma di Simona Torretta, riesce appena a sussurrare queste parole dopo una notte di angoscia. Ora sa che la vita di Simona è appesa al filo della speranza, quella speranza che continua a nutrire e che l'ha sempre sostenuta fin dal primo giorno del sequestro.
«Simona per noi è ancora viva. Tutti noi continuiamo a sperare. Ci rifiutiamo di credere che...», aggiunge Gabriella, zia di Simona, che non riesce a completare la frase e con la sua voce, cerca di coprire il pianto della mamma e delle sorelle che dalla scorsa notte vivono ore di disperazione.

«La Farnesina ci ha telefonato per dire dell'esistenza delle due rivendicazioni, sappiamo che una parla anche di un video - dice Emanuela, una delle sorelle di Simona - ma ci hanno pregato di non dare retta alle voci. Stanno lavorando». Per questo, le fa eco la zia: «Siamo fiduciose e cerchiamo di ascoltare solo le autorità».
La notte in casa Torretta è stata «tormentata», «angosciante», con un rincorrersi di voci, notizie e telefonate. Hanno dormito pochissimo, sempre in attesa della telefonata «buona», l'unica che aspettano: quella della liberazione di Simona. Si augurano che tutte queste ore siano «soltanto in incubo e che la realtà le porti a riabbracciare di nuovo Simona». Ma per ora è l'angoscia che prevale su tutto. Fino alle 3 di notte giornalisti, cronisti e fotoreporter sono rimasti sotto l'abitazione a Don Bosco e stamani sono ritornati cercando un contatto con la famiglia Torretta.
La famiglia nelle ultime ore ha avuto anche contatti con le autorità, tra cui la Farnesina e il prefetto di Roma Serra. Per ora non resta che attendere. E soprattutto credere nell'unica speranza che ancora sostiene la mamma e le sorelle di Simona: rivedere Simona e riabbracciarla.

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