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Finanziaria - Sindacati: manovra non va. Prudente Confindustria

ROMA - No al taglio delle tasse generalizzato («un lusso» e per di più inefficace nel rilanciare i consumi), ma risorse per i contratti pubblici, il Sud, la scuola. Quella dei sindacati, al termine dell'incontro tra Governo e parti sociali, è una sostanziale bocciatura della Finanziaria, anche se Cgil, Cisl e Uil sospendono il giudizio definitivo che arriverà solo dopo il varo della manovra, previsto per mercoledì o, al più tardi, giovedì prossimo. E se il vicepresidente di Confindustria, Marco Tronchetti Provera, esalta il «metodo di confronto trasparente» cui però - aggiunge - «dovranno seguire i fatti», Guglielmo Epifani, Savino Pezzotta e Luigi Angeletti, dopo aver ascoltato il premier Silvio Berlusconi e il ministro dell'Economia Domenico Siniscalco, puntano il dito su una Finanziaria che non li convince assolutamente e su una riforma fiscale che - lamentano - non si capisce come verrà finanziata.
- TAGLI PENALIZZANO SVILUPPO. «Servirebbe una manovra di ben altro segno, mirata allo sviluppo e all'equità, e invece ci troviamo di fronte a una manovra pesante fatta di tagli di grande portata, più dettata da logiche di propaganda che dal rapporto con la realtà «, spiega il leader della Cgil, per il quale anche la regola del tetto del 2% alle spese della pubblica amministrazione nasconde altri tagli. E a Siniscalco che, nel corso dell'incontro, assicura che non ci saranno interventi di riduzione della spesa sociale, spiegando che il tetto del 2% non riguarderà il welfare, i sindacati replicano che non si fidano. «Non abbasseremo la guardia», avverte Pezzotta, che parla di «fase di attenzione critica» da parte del sindacato e mette in guardia il Governo anche da tagli ai trasferimenti agli enti locali ("inevitabilmente si tradurrebbero in tagli ai servizi sociali, come è successo negli anni passati"). Sul tetto del 2% il leader della Cisl sostiene che «non può essere un limite invalicabile, perchè deve tener conto degli investimenti che sono necessari in settori come, per esempio, la scuola».
- CALO TASSE SBAGLIATO. E' proprio in direzione di scuola, Mezzogiorno, ricerca, infrastrutture (in una parola sviluppo) che vanno indirizzate le risorse disponibili. Altro che riduzione della pressione fiscale: un progetto che per Cgil, Cisl e Uil, nell'attuale situazione del Paese, è impraticabile. Poco importa se, come ha spiegato il ministro dell'Economia, la riforma sarà contenuta in un disegno di legge che affiancherà la manovra e che non sarà varato contestualmente alla Finanziaria. «Miracoli se ne possono fare - afferma Pezzotta - ma tenere insieme tagli e calo delle tasse mi sembra difficile». Proprio il leader della Cisl, al termine dell' intervento di Siniscalco, ha incalzato il ministro sui punti che per il sindacato sono cruciali: «Cosa intendete fare per la scuola? Cosa per i contratti pubblici? Cosa per il Mezzogiorno? E' qui che bisogna investire e destinare i soldi, se ci sono». Epifani ribadisce quindi che sul fronte del fisco la ricetta giusta è quella della restituzione del fiscal drag, della fiscalizazzione degli oneri sociali per i redditi più bassi, dell'ampliamento della no tax area per i pensionati.
In vista del varo della manovra, dunque, i sindacati affilano le armi: «A questo punto siamo in attesa e valuteremo la Finanziaria nel suo complesso dopo l'approvazione», spiega Epifani, annunciando che dopo il 29 ci sarà un vertice con Pezzotta e Angeletti per fare il punto.
- CONFINDUSTRIA PRUDENTE. Diverso l'atteggiamento degli industriali che (assente il presidente Luca Cordero di Montezemolo) per il momento preferiscono evidenziare la bontà del metodo del confronto. «Se avremo la capacità di proseguire su questa strada si può aprire per il Paese una stagione di opportunita», afferma Tronchetti Provera, che però aggiunge: «Ora, dai tavoli di confronto, dovranno emergere i fatti», con l'obiettivo prioritario di trovare tutte le soluzioni capaci di «aumentare la fiducia, necessaria per proseguire nella modernizzazione del Paese». Prudente anche il giudizio sulla riforma fiscale ("Siniscalco ci ha confermato che sarà finanziata con tagli di spesa"). E sugli incentivi alle imprese il vicepresidente di Confindustria ribadisce: «Nulla in contrario verso un cambiamento di metodo, purchè avvenga nella massima trasparenza e avendo delle certezze».

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