Giovedì 13 Dicembre 2018 | 05:20

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Finanziaria - Soddisfatte le Regioni, cauti i Comuni

ROMA - Un elogio del metodo, ma non solo: è stato il ministro dell'Economia, Domenico Siniscalco, almeno nei giudizi dei rappresentanti di Regioni ed Enti locali, il dominus del vertice che ha inaugurato oggi a Palazzo Chigi la serie di incontri fra il governo, enti locali e parti sociali per illustrare le linee guida della Finanziaria 2005.
Il metodo Siniscalco che Romano Colozzi, assessore al Bilancio della Lombardia e coordinatore degli assessori regionali, ha sintetizzato così: capacità di definire l'orizzonte macroeconomico dei problemi e poi individuare un percorso condiviso con i soggetti coinvolti.
Se non un feeling, certo si è registrata una disponibilità reciproca fra il titolare di via Venti settembre e i suoi interlocutori istituzionali. Come conferma lo stesso Gino Nunes, presidente di centrosinistra della provincia di Pisa: Siniscalco ha recuperato credibilità al dicastero.
A Siniscalco non sono arrivati solo apprezzamenti: il tetto del 2%, per esempio, risulta un limite indigesto e preoccupa non poco Comuni e Province alle prese con rinnovi contrattuali. Le spese per i nuovi contratti sono comprese o escluse dal tetto?, si è chiesto Domenici.
Preoccupazioni che sfumano nei giudici delle Regioni. Enzo Ghigo, rappresentante del sistema regionale, ha avuto parole di elogio per il ministro dell'Economia del quale ha apprezzato la novità del metodo e dei contenuti. Certo, anche lui non ha taciuto le preoccupazioni per quel 2% riferito alla spesa sanitaria: il governo vigili - è stato il monito di Ghigo - perchè quella soglia potrebbe essere facilmente valicata da qualche Regione. In questo caso, è vero, l'esecutivo si prepara a restituire alle Regioni la libertà di incrementare l'aliquota dell'addizionale Irpef, ma si tratta pur sempre di una eventualità che spaventa non poco i governatori (il prossimo anno si vota per il rinnovo delle giunte).
Il governo ha voluto soprattutto diffondere un messaggio di fiducia, come ha spiegato il ministro La Loggia: nè tagli nè stangate, ma buone notizie per far crescere la fiducia dei cittadini.
Il fronte dei Comuni non condivide fino in fondo tanto ottimismo. Se la regola del tetto di incremento di spesa del 2% fosse applicata anche a loro - ha spiegato il sindaco di Torino e responsabile finanza dell'Anci, Chiamparino - sarebbero obbligati a fare dei tagli ai servizi. Per quanto riguarda l'eventuale sblocco delle addizionali locali, che di fatto potrebbe compensare il tetto di crescita della spesa, Chiamparino frena, sottolineando che si tratta di una questione delicata: «Non è che vogliamo fare la parte di quelli che aumentano le tasse - commenta - mentre qualcun'altro invece dice che saranno abbassate».

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