Sabato 15 Dicembre 2018 | 10:33

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Incriminati due militari americani: hanno causato la morte di tre civili iracheni

TRE CIVILI IRACHENI UCCISI - I militari incriminati sono il sergente Michael Williams e o specialista Brent May, entrambi della Prima Divisione di Cavalleria di base a Fort Riley in Kansas. Williams è stato incriminato anche per ostruzione della giustizia e falsa testimonianza.
Le forze armate non hanno voluto fornire altri dettagli sulle circostanze che hanno portato all'incriminazione perchè la Divisione Criminale dell'Esercito sta ancora indagando sul caso.
Le forze armate Usa hanno lanciato negli ultimi mesi parecchie inchieste sulle morti sospette di iracheni per mano di soldati Usa in Iraq: alcune riguardano civili uccisi durante operazioni militari, altri detenuti morti mentre erano sotto la custodia di carcerieri militari statunitensi.
Un'altra inchiesta è stata aperta nei giorni scorsi in Afghanistan: riguarda la morte per percosse nel marzo 2003 di una recluta dell'esercito afghano e sugli abusi su altri sette soldati mentre erano sotto custodia americana nella base di Gardez.
VERSO CORTE MARZIALE SOLDATESSA GUINZAGLIO
La giustizia militare Usa continua a fare il suo corso nello scandalo degli abusi sui prigionieri di guerra in Iraq e in Afghanistan, ma finora a restare impigliati nelle maglie delle corti marziali sono solo i pesci più piccoli.
Un giudice militare ha raccomandato che Lynndie England, la riservista della polizia militare fotografata mentre tiene un iracheno nudo al guinzaglio nella prigione di Abu Ghraib vicino a Baghdad, venga deferita al tribunale delle forze armate.
Lynndie è incinta di otto mesi. Se condannata dalla Corte Marziale rischia fino a 38 anni di carcere. Il padre del bambino è l'ex fidanzato, il sergente Charles Graner, anche lui sotto inchiesta per gli abusi di Abu Ghraib.
Oggi poi a Baghdad il comando americano ha annunciato l'incriminazione di due militari dell'Esercito Usa per l'omicidio premeditato di tre civili iracheni.
SOTTO PROCESSO SOLO POCHE MELE MARCE - Gli episodi di violazioni del codice di condotta militare previsto dalla Convenzione di Ginevra emergono dunque a macchia d'olio da quando lo scorso aprile è venuto in luce lo scandalo di Abu Ghraib ma finora il quadro degli abusi non ha trovato una cornice unificante. Solo poche "mele marce", come le hanno chiamate i vertici del Pentagono, sono andate finora incontro alla giustizia.
L'ultima in ordine di tempo è la "mela" più famosa: la soldatessa England che ieri un'altra donna, il colonnello della riserva Denise Arn ha raccomandato che sia deferita alla Corte Marziale per abuso e atti osceni più altri 15 capi d'imputazione.
LYNNDIE FACILMENTE INFLUENZABILE - L'ultima parola spetta al generale John Vines, il comandante della base di Fort Bragg in North Carolina dove Lynndie è stata confinata da mesi dietro una scrivania in attesa di partorire e di conoscere la sua sorte.
Nel raccomandare che la soldatessa sia consegnata ai giudici militari il colonnello Arn non ha potuto però fare a meno di notare che Lynndie ha solo 21 anni: «Era una delle più giovani partecipanti agli abusi, se non la più giovane, facilmente guidata e pesantemente influenzata» da Graner, «un individuo dominante ed egoista di almeno 12 anni più vecchio di lei».
Alessandra Baldini

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