Domenica 16 Dicembre 2018 | 22:08

GDM.TV

Troppo pericoloso fare informazione da Baghdad, la principale tv privata francese non manderà più giornalisti

PARIGI - La principale tv privata francese rinuncia a informare dall'Iraq con i propri giornalisti: troppo pericoloso. Tf1 non rimpiazzerà la troupe in rientro da Baghdad a fine settimana. Il mancato rilascio di Christian Chesnot e Georges Malbrunot, i due malcapitati reporter rapiti 34 giorni fa dall'Esercito islamico in Iraq, fa scuola.
Fino ad un mese fa parecchi giornalisti americani e inglesi catapultati in Iraq si spacciavano per francesi nella convinzione che l'appartenenza al paese capofila del «fronte anti-guerra» fosse un cruciale salvacondotto. L'illusione è caduta con il sequestro di Chesnot e Malbrunot, e adesso anche Tf1 corre ai ripari.
«Seguire la guerra - ha spiegato stamattina Robert Namias, direttore delle News nella più importante tv di Francia - significa assumersi un certo numero di rischi, ma i giornalisti possono essere esclusivamente testimoni e non attori della guerra».
Namias mette in chiaro che la ritirata è soltanto provvisoria: «Abbiamo scelto di non rinnovare le squadre che vanno a Baghdad. Quando quella attualmente sul posto rientrerà lasceremo passare un po' di tempo prima di mandarne un'altra».
Anche gli altri media francesi stanno adesso valutando l' opportunità della grande fuga da Baghdad in reazione al calvario di Chesnot e Malbrunot, così da non incappare nella trappola dei rapimenti.
A più riprese il rilascio dei due reporter - invocato a gran voce nel mondo arabo-musulmano come riconoscimento della posizione «speciale» della Francia in Iraq - è sembrato dietro l'angolo, ma finora non c'è stato.
La speranza di un rapido "happy end" ha comunque ripreso il sopravvento sabato scorso, quando con un comunicato su Internet l'Esercito islamico in Iraq ha annunciato che i due giornalisti sono stati rimessi in libertà, ma, «di loro spontanea volontà», hanno deciso di rimanere a fianco dei rapitori, così da raccontare al mondo le gesta della «resistenza».
E' un annuncio attendibile? Il governo francese non si sbilancia più di tanto. «Studiamo quest'ultimo comunicato con molta attenzione e molto interesse», ha dichiarato ieri sera a New York il ministro degli Esteri francese Michel Barnier e ha aggiunto: «Al di là di quest'attenzione e di quest'interesse, nulla mi farà deviare dall'atteggiamento adottato dall'inizio del rapimento, un atteggiamento di prudenza e precauzione».
Anche il ministro degli Interni Dominique de Villepin ha ripetuto oggi il suo solito "refrain" delle ultime due settimane: «Tutte le informazioni in nostro possesso sembrano indicare che i due ostaggi sono vivi e in buona salute». Ma, ha aggiunto, le trattative sono «un lavoro difficile» e ci vogliono «molta prudenza, molta pazienza».
Da parte sua Robert Menard, segretario generale di Reporters sans Frontieres, l'associazione in prima fila nella difesa della libertà di stampa nel mondo, sottolinea che Malbrunot e Chesnot vanno salvati «non perchè sono francesi e la Francia non ha partecipato alla guerra», ma semplicemente «perchè sono giornalisti e quindi soltanto dei testimoni».
«Senza dubbio - scrive Menard sulle pagine di "Le Monde" - abbiamo avuto torto a evidenziare la loro nazionalità, la loro appartenenza ad uno Stato che disapprova la politica di George w. Bush in Iraq. Senza dubbio abbiamo avuto torto a insistere sulle posizioni pacifiste di Enzo Baldoni. Francesi, americani, australiani, italiani o giapponesi che siano, i giornalisti non devono essere bersaglio di alcun belligerante».

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

MULTIMEDIA

Nuovo video per BandAdriatica, Elisa canta con Calcutta, il progetto Party Hard racconta Taranto

Nuovo video per BandAdriatica, Elisa canta con Calcutta, il progetto Party Hard racconta Taranto

 
Rotonda - Bari:  il punto con La Voce Biancorossa, segui la diretta

Rotonda - Bari: il punto con La Voce Biancorossa Rivedi la diretta

 
Torre Guaceto: masseria rurale trasformata in resort, sequestri

Torre Guaceto: masseria rurale trasformata in resort, sequestri

 
Decennale della Regia Aeronauticail Re passa in rassegna 4mila piloti

Decennale della Regia Aeronautica
il Re passa in rassegna 4mila piloti

 
Il bimotore Savoia Marchetti S 55uno dei simboli del progresso italiano

Il bimotore Savoia Marchetti S 55
uno dei simboli del progresso italiano

 
Inaugurazione aeroporto di Bariintitolato a Umberto di Savoia

Inaugurazione aeroporto di Bari
intitolato a Umberto di Savoia

 
Kosovo, l'attività del 5° Reggimento alpini

Kosovo, l'attività del 5° Reggimento alpini

 
Calendario, l'uomo e la tecnologia

Calendario, l'uomo e la tecnologia