Domenica 16 Dicembre 2018 | 10:20

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Attentato kamikaze a Gerusalemme: due morti

«Poteva essere una carneficina: così il capo della polizia ha commentato l'esito del nuovo attentato suicida palestinese, compiuto da una donna, che è costato oggi la vita a due israeliani, un agente e un civile. 17 feriti. Rivendicazione dalle Brigate dei martiri di al-Aqsa (al Fatah)
GERUSALEMME - «Poteva essere una carneficina: così il capo della polizia di Gerusalemme Ilan Franco ha commentato l'esito del nuovo attentato suicida palestinese che è costato oggi la vita a due israeliani, un agente e un civile. «Se non le fosse stata sbarrata la strada e avesse percorso ancora una ventina di metri, la kamikaze sarebbe esplosa fra decine di persone in attesa di un autobus», ha detto Franco. Nella deflagrazione - rivendicata dalle Brigate dei martiri di al-Aqsa (al Fatah), con una telefonata alla televisione dei guerriglieri libanesi Hezbollah - l'attentatrice è morta e sono rimasti feriti 17 passanti, la maggior parte in modo leggero. «Si tratta di un attentato estremamente grave» ha detto il premier Ariel Sharon che ancora poche ore prima aveva espresso minacce all'indirizzo del presidente palestinese (e leader di al- Fatah) Yasser Arafat. «Continueremo a lottare contro il terrorismo senza compromessi».
Altrettanto drastico il sindaco di Gerusalemme Uri Lupoliansky secondo cui la terrorista palestinese ha potuto raggiungere facilmente il rione arabo di Shuafat perché attorno alla città la costruzione della Barriera di separazione è stata per ora bloccata da ricorsi alla Corte Suprema. «Occorre completare al più presto la Barriera, perché salva la nostre vite», ha affermato il sindaco.
L'esplosione è avvenuta a French Hill, un quartiere all'interno della parte orientale e araba di Gerusalemme, occupato da Israele nel 1967.
UNA GIOVANE DONNA AVVENENTE - Alle 15.45 la signora Debbie Segal, una infermiera dell'ospedale Hadassah, era in attesa del suo autobus quando il suo sguardo si è soffermato su «una giovane donna araba, molto avvenente, vestita in modo elegante, con la testa coperta da un velo e con una borsa alla spalla» «Non che fosse sospetta» ha aggiunto Segal. «Tuttavia sembrava strano che aggirasse la postazione della Guardia di frontiera e attraversasse la strada, nella direzione della fermata dove mi trovavo». «Ma poi un agente l'ha chiamata. Lei ha fatto un gesto della testa, come a significare che non capiva cosa si volesse da lei. Poi si è arresa e si è avvicinata all'agente, mentre fra di loro passava un civile. In quel momento preciso - ha spiegato Segal - si è verificata l'esplosione». Secondo la polizia, nella borsa la kamikaze - originaria di un villaggio vicino a Betlemme - aveva nascosto un ordigno di tre chili di esplosivo, potenziato da chiodi e biglie.
37 ATTENTATI IN PREPARAZIONE - L'imminenza di un attentato a Gerusalemme era stata avvertita ieri dalla polizia israeliana che aveva subito rafforzato le misure di sicurezza. Le forze armate avevano anche isolato la città di Ramallah (Cisgiordania). Sempre ieri la polizia aveva setacciato una vasta zona a nord di Tel Aviv, alla ricerca di un altro kamikaze.
Oggi, poco prima della esplosione a Gerusalemme, soldati israeliani sono penetrati nel centro di Ramallah per compiere arresti. Sempre oggi la valle del Giordano settentrionale è stata bloccata perché era stata segnalata la presenza di un altro kamikaze. Malgrado l'apparente tranquillità nelle città israeliane, dietro le quinte la situazione è convulsa e anche stasera i servizi di sicurezza israeliani sono a conoscenza di almeno 37 attentati in fase avanzata di preparazione.
LE DONNE-KAMIKAZE - Una particolare attenzione viene riservata dai servizi di sicurezza al fenomeno delle donne- kamikaze: una questione su cui in passato si era spaccata la direzione della intifada. Dopo due clamorosi attentati suicidi compiuti da donne un anno fa (al valico di Erez e in un ristorante di Haifa) il fenomeno sembrava essersi estinto per la contrarietà di vasti strati della popolazione palestinese. Poi, la settimana scorsa, due aspiranti kamikaze sono state fermate a Nablus, mentre aspettavano gli ordigni destinati a loro. Pochi giorni dopo, in un campo profughi di Betlemme, è stata bloccata una adolescente che secondo i servizi era pronta ad immolarsi. Oggi, infine, la quarta aspirante kamikaze dall' inizio del mese è riuscita nei propri micidiali intenti.

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