Giovedì 13 Dicembre 2018 | 05:57

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Ucciso anche il secondo ostaggio americano

IL CAIRO - Anche il secondo dei tre ostaggi occidentali rapiti giovedì scorso a Baghdad - l'americano Jack Hensley, che domani avrebbe compiuto 49 anni - è stato ucciso dai sequestratori di "Tawhid wal Jihad" (Unificazione e Guerra Santa), alla scadenza delle 24 ore concesse nel nuovo ultimatum che ieri sera aveva accompagnato l'annuncio della decapitazione di Eugene "Jack" Armstrong. Lo ha detto stasera la tv del Qatar Al Jazira, mostrando il breve comunicato apparso sul sito Internet "ansarnet.ws", nel Forum "Montada al Ansar al Islami", per annunciare il nuovo video con la seconda esecuzione.
«Grazie a Dio, la pace sia con il Profeta nel nome di Allah - è detto nel testo - i figli della nostra Nazione hanno massacrato il secondo ostaggio americano dopo la scadenza dell' ultimatum. Noi metteremo in rete un filmato per mostrare il massacro molto presto». E' enorme, quindi, l'ansia e si assottigliano in modo esponenziale le speranze per la liberazione del terzo sequestrato, il britannico Kenneth Bigley, per il quale la moglie ha rivolto oggi nuovi appelli attraverso la Cnn.
Non ha alcuna possibilità di essere soddisfatta, è ormai evidente, la richiesta del gruppo terroristico - che probabilmente lo sapeva fin dall' inizio - di ottenere il rilascio delle donne irachene detenute nelle prigioni di Umm Qasr e di Abu Ghraib. In quest'ultimo carcere, divenuto tristemente famoso per gli atti di atrocità commessi dai soldati Usa sui detenuti iracheni, le fonti americane ammettono che sono detenute soltanto due irachene, le biologhe Huda Saleh Mehdi Amash e Rihab Taha, soprannominate rispettivamente "dottor Antrace" e "dottor Germe". Sono state rese celebri, e ricercate dalle forze della Coalizione, per i loro studi sulle armi biologiche durante il regime di Saddam Hussein.
E data la spietatezza dimostrata dai rapitori, presumibilmente guidati dall'uomo di Al Qaida in Iraq, il giordano-palestinese Abu Musab Al Zarqawi - esperti della Cia avrebbero riconosciuto la sua voce in quella del lettore del comunicato ed esecutore della condanna a morte di Armstrong - quasi inesistenti sembrano le possibilità di un atto di clemenza nei confronti dell'ultimo ostaggio in vita.
Uno dei suoi figli, Craig, oggi ha anche indirizzato, forse con tono polemico, un energico sollecito al primo ministro britannico Tony Blair, perchè si dia da fare per salvare la vita del padre. Ma l' appello è coinciso con una nuova dichiarazione di estrema decisione di Blair - che peraltro ha parlato per telefono con la famiglia Bigley - per riaffermare che «la situazione è difficile». Nella stessa giornata il presidente americano George W. Bush ha ripetuto ancora una volta all' Onu che la risposta da dare al terrorismo «non è di ritirarsi (dall'Iraq, ndr), ma di vincere».
Le immagini della decapitazione di Eugene Armstrong diffuse in vari siti Internet - un piccolo "giallo" in mattinata ha riguardato un annuncio di un video per l'esecuzione di Hensley, poi smentito dal portavoce di Al Jazira e stasera purtroppo, invece, riconfermato - rafforzano l'idea di un' organizzazione estremamente determinata nel perpetrare atti di violenza contro gli ostaggi.
La telecamera che riprende per oltre cinque minuti il lettore del comunicato in cui si spiegano le ragioni dell' esecuzione («i massacri compiuti dai miscredenti, che non distinguono tra bambini in fasce e adulti», «lo sgozzamento dei miscredenti è un' applicazione dell' ordine di Dio», «come potete dormire tranquilli, quando le vostre sorelle vengono stuprate in carcere», «rispondiamo due occhi per occhio»), inquadra insieme altri quattro rapitori armati di fucili mitragliatori Kalashnikov. Vestono tute nere, con scarponi militari ed i loro volti sono coperti con cappucci che hanno buchi per gli occhi. Il lettore - probabilmente lo stesso Zarqawi, secondo fonti Usa e internauti dialoganti su siti di integralisti - più volte controlla se il cappuccio è aderente al petto, forse temendo di poter essere riconosciuto, e verso la fine della lettura alza due o tre volte la mano sinistra con l'indice minaccioso verso l' alto. Quindi estrae da una tasca il coltello e compie l' esecuzione. L'elemento in apparenza più naturale della lunga sequenza è una tenda, che si muove e si gonfia al vento che proviene da una finestra sul lato destro della stanza. E in alcuni momenti l'ondulamento della stoffa bianca sembra ritmato con alcuni movimenti che Armstrong fa, nella posizione estremamente scomoda, probabilmente perchè capisce quello che gli accadrà nei momenti successivi.
Remigio Benni

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