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Appello a Blair del figlio del britannico rapito: «salvate mio padre, accogliete le richieste dei sequestratori»

LONDRA - Il figlio dell'ostaggio britannico Kenneth Bigley, rapito giovedì scorso a Baghdad assieme a due americani dal gruppo di Abu Musab al Zarqawi, ha lanciato un appello al primo ministro Tony Blair chiedendogli di accogliere le richieste dei sequestratori, che hanno decapitato l'americano Eugene Armstrong.
In un video diffuso in serata su Internet, il gruppo di Zarqawi, Tawhid wal Jihad (Unificazione e guerra santa), ha mostrato la decapitazione di Armstrong, rinnovando la richiesta di liberare entro 24 ore le donne detenute in Iraq, pena l'esecuzione di un altro ostaggio. «Chiedo a Tony Blair personalmente di considerare la quantità di sangue già versata», ha dichiarato alla televisione Bbc Craig Bigley, figlio dell'ostaggio.
«Per piacere, accetti le richieste (dei sequestratori) e liberi mio padre, due uomini contro due donne», ha aggiunto Bigley, in riferimento alle due esponenti del passato regime di Saddam Hussein detenute nelle carceri di Abu Ghraib e Umm Qasr.
«Solo Lei adesso può salvarle. Lei ha figli e può capire quello che provo io in questo momento», ha proseguito il figlio dell'ostaggio rivolto al premier.

Prima dell'annuncio della decapitazione di Arnstrong, e della conferma da parte di Washington, Blair aveva manifestato la sua determinazione a «restare fermo» di fronte al deteriorarsi della sitazione in Iraq e alla minaccia di uccidere gli ostaggi occidentali.
«Certamente, queste situazioni sono terribili a causa della volontà di questa gente di uccidere chiunque tenti di aiutare a rendere questo Paese (l'iraq, ndr) migliore», aveva detto il premier. «Ma la nostra risposta non dev'essere mostrarsi deboli. La nostra risposta dev'essere restare fermi, per dire - quali che siano le differenze sul conflitto iracheno - che in questo campo c'è chiaramente il bene e il male, che bisogna essere con i democratici e contro i terroristi», aveva aggiunto. Blair non aveva fornito indicazioni sulle azioni intraprese dal governo di Londra per tentare di salvare Bigley, limitandosi a dire che faceva «quel che poteva». In serata, il ministero degli Esteri britannico - che domenica, da una televisione satellitare araba, aveva invitato gli iracheni a contribuire alla liberazione di Bigley - ha definito la decapitazione di Armstrong «un crimine spaventoso».
Ciò «rafforza la nostra determinazione a lavorare assieme al governo e al popolo iracheni per portare la sicurezza, la stabilità e la democrazia in Iraq», ha detto il Foreign Office in un comunicato.
A sua volta, Philip Bigley, fratello dell'ostaggio, ha affermato che Kenneth lavora nel mondo arabo come ingegnere civile da dieci anni e «ha numerosi amici arabi», oltre a «comprendere e apprezzare la cultura islamica».
«Il suo amore per la regione è quello che lo ha fatto restare là per tanti anni ed è la ragione per cui era ad aiutare a Baghdad là dove molti altri avrebbero pensato solo alla propria sicurezza», ha aggiunto Philip Bigley.

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