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Un appello al presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, viene fatto dalla "Fondazione onlus Popoli e Costituzioni" perchè insignisca, alla memoria, Elisa Springer di una medaglia al valore civile

BARI - Un appello al presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, viene fatto dalla "Fondazione onlus Popoli e Costituzioni" perchè insignisca, alla memoria, Elisa Springer di una medaglia al valore civile, per l'opera svolta perchè i giovani non dimentichino gli orrori della storia più recente.
La Fondazione il 28 maggio scorso ha promosso a Bari, nel Teatro Abeliano, una serata in onore di Elisa Springer per rendere omaggio «ad una lucida e profonda protagonista della più truce pagina della storia contemporanea». L'iniziativa fu assunta dal presidente della Fondazione, Nicola Magrone, autore di recente del "Codice breve del razzismo fascista", che ha appunto una prefazione di Elisa Springer. A conclusione della manifestazione, cui parteciparono l'attore Vito Signorile e il sassofonista Roberto Ottaviano, Magrone - ricorda la Fondazione - consegnò a Elisa Springer «un "attestato di gratitudine": un foglio semplice, con la scritta "A Elisa, con la gratitudine di tutti noi", e con le firme di tutti coloro che erano in sala». «A uno a uno, ciascuno delle centinaia di persone che parteciparono a quella serata - sottolinea la Fondazione - firmarono in quel foglio, e in altri che a quello si aggiunsero, per dire a Elisa il proprio grazie».
«Il tratto di distinzione della lezione di Elisa Springer - rileva la Fondazione - stava nella sua scelta del perdono per i suoi carnefici, allora ed oggi, come strumento indispensabile per un avvenire di pace e nel suo sentirsi e definirsi, con un'espressione che ben può dirsi inedita, "cattolica ebrea" e "ebrea cattolica"». «Il suo insegnamento, il suo spendersi, anche nelle sue ultime giornate di vita perchè i giovani riuscissero a trarre profitto dalla sua testimonianza non possono - secondo "Popoli & Costituzioni" - non ricevere da Ciampi un giusto riconoscimento, quel riconoscimento che nessuno in vita ha pensato di dare a lei e a tutti coloro che come lei hanno vissuto e vivono nella loro carne i segni del potere degli uomini». «Un riconoscimento - continua la Fondazione - che Elisa non ha mai chiesto, ma che noi siamo stati i soli il 28 maggio scorso a darle: un riconoscimento povero, del quale Elisa apprezzò la ricchezza umana».
«Elisa - aggiunge la Fondazione - era mite, ma ferma nelle sue denunce: lo testimonia la prefazione che scrisse al "Codice breve". «A distanza di più di cinquant'anni dalla "Dichiarazione dei diritti umani" - scrisse Elisa - la storia non ha ancora reso giustizia alla sofferenza e al sacrificio di milioni di innocenti. Ancora oggi, la testimonianza di aggressioni sociali, la violazione dei diritti fondamentali dell'uomo, gli odi etnici, ci fanno rimeditare sul senso vero di quei diritti pure affermati e propagandati con tanta solennità. L'insensibilità, che nei lager era figlia della paura, della miseria, dell'abitudine anche, oggi si nasconde nella vacuità dei dibattiti culturali sui diritti dell'uomo. Questa umanità lacerata vuole, invece, un messaggio di speranza e un progetto fatto di certezze».
«Il presidente della Repubblica - conclude Popoli & Costituzioni- non può lasciare che la voce di Elisa, esile ma forte quando era in vita, torni nel silenzio che l'ha fatta tacere per cinquant'anni».

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