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A Nassiriya elezioni senza alcun incidente

ROMA - Le elezioni del "city council", il consiglio comunale di Nassiriya, finalmente si sono svolte e non ci sono stati incidenti. Per la polizia locale e i militari italiani - rimasti defilati, ma pronti ad intervenire in caso di necessità - è stata una giornata «tranquilla».
Rinviate più volte - il 9 agosto perchè mancavano le condizioni di sicurezza, dopo i violenti scontri dei giorni precedenti, il 15 e il 17 settembre per non meglio precisati motivi tecnici - le prime elezioni del dopo Saddam hanno visto una buona affluenza, anche di donne. «In tarda mattinata davanti al seggio 11, in pieno centro città - racconta un testimone - c'era la fila. Soprattutto uomini, certo, ma anche diverse donne».
Le persone chiamate a votare erano 110.000, su un totale di 600.000 cittadini. Due, al massimo, per ogni nucleo familiare: un uomo e una donna. Centoventi i candidati, per 20 posti in Consiglio, 5 dei quali al femminile. Dodici i seggi, aperti dalle 8 alle 17. Il documento necessario per esprimere il voto - in mancanza di un'anagrafe aggiornata e di affidabili documenti d'identità - era la tessera annonaria, che tutti gli iracheni da anni possiedono. Un modo sperimentato già altrove con successo, utile anche per evitare brogli, cioè che la stessa persona potesse votare più volte: la tessera, a voto avvenuto, è stata infatti annullata con un timbro, blu per gli uomini e rosso per le donne.
Il dispositivo di sicurezza è stato garantito essenzialmente dalle forze di sicurezza irachene, in particolare dagli uomini della polizia locale, ma anche da quelli della Guardia nazionale. L'ingresso di ogni seggio è stato presidiato da almeno 3 o 4 poliziotti armati, mentre all'interno c'erano delle specie di guardie private addestrate proprio per questo compito. Militari iracheni con fucili di precisione sono stati visti anche sui tetti.
Dopo i ripetuti rinvii, in effetti, il timore che l'appuntamento elettorale potesse nuovamente saltare esisteva e il governatore della provincia, Sabri Hamid al Rumayad, ha messo in campo un dispositivo imponente per contrastare eventuali turbative e minacce. Ma agli italiani ha chiesto di restare defilati, sia con gli uomini che con i mezzi, e così è stato. I militari della brigata aeromobile "Friuli" si sono limitati ad una presenza "discreta", pronti ovviamente ad intervenire in caso di necessità, sempre su richiesta delle autorità locali. A questo scopo un ufficiale è stato distaccato presso la sala operativa interforze di Nassiriya, dove però non sono arrivate segnalazioni di incidenti, neppure di tafferugli.
I risultati delle elezioni del consiglio comunale, che sarà l'organo consultivo del governatore, si conosceranno nei prossimi giorni: «probabilmente non prima di una settimana», ipotizzano al comando del contingente italiano, basandosi su esperienze precedenti. A Bassora, ad esempio, non si è saputo niente prima di dieci giorni.

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