Lunedì 17 Dicembre 2018 | 00:52

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Federturismo, a rischio 6mila posti di lavoro

GENOVA - Al termine di una stagione estiva che ha confermato tutte le debolezze del turismo nazionale ed in occasione della Conferenza del Turismo Italiano di Genova, le Associazioni delle agenzie di viaggi e tour operator di Federturismo Confindustria, dichiarano improcrastinabile un intervento concreto del Governo e delle Regioni per il rilancio del settore. «A rischio, infatti, 6.000 posti di lavoro e la prospettiva del prolungamento di una crisi che rischia di diventare permanente. Il solo turismo organizzato nel nostro Paese - sottolinea la federazione - ha perso in questi ultimi 4 mesi poco meno di 90.000 arrivi dall'Italia e registrato un calo medio del 15%-20% dalla Germania. In un sistema che riceve da questi due flussi tre quarti del suo intero movimento turistico, si tratta di un segnale d'allarme che non lascia spazio ad interpretazioni. L'Italia ha perso forza competitiva sia sulla domanda europea, che da sola copre il 95% degli arrivi turistici stranieri, sia su quella intercontinentale, passata negli ultimi 3 anni dal 7% al 5% degli arrivi e dal 24% al 13% della spesa turistica».
Sono molteplici le motivazioni, secondo la Federturismo. «La debolezza del rapporto prezzo/qualità dell'offerta italiana trova radici profonde in provvedimenti mai presi: la modifica delle aliquote e regole dell'Iva sul turismo. Il passaggio delle competenze dallo Stato alle Regioni, che viene vissuto non tanto come l'inizio di un nuovo ciclo quanto come un motivo dal primo, per non occuparsi più di turismo, dalle seconde per non iniziare ad occuparsene».
«Le continue incertezze sulla riforma dell'Enit, che vede le categorie imprenditoriali costrette a rincorrere vere o presunte bozze di Disegni di Legge anzichè essere coinvolte di diritto nella progettazione del loro Ente di riferimento.
Il risultato - aggiunge Federturismo - è che le imprese italiane del Turismo si trovano sole ad affrontare una concorrenza agguerrita e altamente coordinata di tutti i principali competitor, che al contrario esercitano una pressione lobbistica molto efficace anche in sede comunitaria. Manca un programma-progetto sul settore che nasca dalla cooperazione tra istituzioni e imprese». Per Federturismo, quindi, «avviare oggi a Genova un processo serio e coerente che dia una risposta a queste esigenze vuole dire porre le basi per la possibile inversione di tendenza a partire dal 2006. Al contrario, perdere quest'occasione significa moltiplicare il vantaggio già accumulato dai sistemi concorrenti spostando di almeno un quinquennio tutti gli obiettivi di recupero».

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