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Attacco aereo Usa su Falluja

BAGHDAD - Aerei statunitensi hanno sferrato un attacco contro postazioni ribelli nella città sunnita di Falluja, mentre sta per scadere l'ultimatum che riguarda i due americani e il britannico rapiti a Baghdad da una formazione legate al terrorista al Zarqawi, il giordano capo della rete di Bin Laden in Iraq.
Almeno tre persone, secondo un primo bilancio del tutto provvisorio, sono state uccise e numerose altre ferite durante l'attacco aereo. Il raid, secondo quanto riferiscono testimoni, è avvenuto in due tempi. Un missile ha colpito alcune vetture all'ingresso nord dell'abitato, provocando la morte di una persona e il ferimento di altre cinque. Un secondo missile è caduto poi sulla folla che nel frattempo si era radunata per vedere quanto successo: altre due persone sono morte in questo episodio.

La sorte dei 18 della Guardia Nazionale

Preoccupa anche la sorte dei 18 membri della Guardia Nazionale, rapiti ieri dal gruppo armato iracheno delle «Brigate di Mohamed Ben Abdallah», il quale ha minacciato la loro esecuzione se non sarà liberato Hazem al-Araji, un dirigente del movimento del leader radicale sciita Moqtada Sadr. Lo stesso Sadr ha denunciato oggi il sequestro ed ha chiesto la loro liberazione immediata.
Proseguono intanto le violenze sul terreno ed anche stamani a Baghdad una bomba è esplosa al passaggio di un convoglio militare Usa nella zona occidentale della capitale, provocando una densa colonna di fumo, ma senza fare vittime. L'esplosione, che ha scosso tutto il quartiere di Bab el-Mouazam, è avvenuta alle 9 ora locale (le 7 in Italia).
Dell'appello lanciato dal capo radicale sciita ha dato notizia un suo portavoce, lo sceicco Hassan Al-Zarqani, dagli schermi della Tv satellitare qatariota Al-Jazira che ieri aveva diffuso un video degli ostaggi. «Moqtada Sadr chiede ai sequestratori di rilasciare immediatamente gli ostaggi», ha detto Zarqani, che è il responsabile delle relazioni esterne del gruppo di Sadr ed è di base a Beirut.
Da parte sua, Muthanna Harith al Dari, portavoce del sunnita Comitato degli ulema (religiosi) musulmani, ha annunciato oggi che un religioso sunnita, lo sceicco Hazem al-Zaida, anch'egli membro del Comitato, è stato rapito e assassinato nel quartiere sciita di Sadr City a Baghdad.

Ucciso uno sceicco

«Lo sceicco Zaidi è stato rapito ieri sera con due suoi amici a Sadr City. Questi ultimi sono stati liberati ma il corpo dello sceicco è stato ritrovato stamani davanti alla moschea sunnita al Sajjad di Sadr City», ha detto al Dari. Secondo il portavoce, Zaidi era incaricato del coordinamento tra gli ulema musulmani, principale movimento religioso sunnita, e le altre confessioni religiose in Iraq e svolgeva anche la funzione di imam della moschea di al Sajjad, una delle rare moschee sunnite di Sadr City.
Intanto, la polizia di Baiji (200 km a Nord di Baghdad), ha reso noto che due iracheni, che lavoravano per la base aerea Usa di Baiji, sono stati trovati oggi assassinati a colpi di pistola in città. Nella stessa località un civile iracheno è morto, sua moglie e il suo bambino sono rimasti feriti in modo grave quando la loro vettura è saltata in aria per l'esplosione di una bomba collocata sulla strada probabilmente per colpire un convoglio americano diretto alla vicina base aerea.
Durante la notte tre uomini della Guardia nazionale irachena erano stati feriti per errore dagli americani, nei pressi della stessa base, e sempre nella stessa zona, tre agenti iracheni di una ditta di sicurezza sono stati attaccati e feriti gravemente da un gruppo di guerriglieri.
Tre ufficiali della guardia nazionale irachena sono stati invece uccisi ieri sera nella località di Baladruz, nei pressi di Latifiyah, 60 km a Sud di Baghdad, da un razzo che ha colpito il veicolo sul quale viaggiavano.

Si vota a Nassiriya

A Nassiriya, oggi si vota per il rinnovo del Consiglio comunale. A votare sono chiamati oltre 100.000 cittadini di Nassiriya che, in mancanza di un'anagrafe e di altri validi documenti di identità, vengono identificati grazie alle tessere annonarie. Finora, hanno reso noto fonti del comando del contingente militare italiano in Iraq, l'affluenza alle urne è normale e non si sono registrati incidenti.
La sicurezza delle elezioni, già rinviate tre volte in passato, anche per motivi di ordine pubblico legati alle iniziative della guerriglia, è affidata principalmente alla polizia irachena, che presidia i seggi. I militari italiani si limitano ad una «presenza discreta» e, ovviamente, ad intervenire in caso di necessità e sempre su richiesta delle autorità locali.

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