Venerdì 22 Gennaio 2021 | 21:17

Il Biancorosso

Serie C
Calcio Bari, Maita: «Ho passato brutte giornate con il Covid 19»

Calcio Bari, Maita: «Ho passato brutte giornate con il Covid 19»

 

i più visti della sezione

NEWS DALLE PROVINCE

BariIl caso
Senegalese trovato morto a bordo del treno Bari-Lecce: indaga la Polfer

Uomo trovato morto a bordo del treno Bari-Lecce: si tratta di un senegalese, indaga la Polfer

 
BrindisiIl caso
Blitz dei Nas in due case di riposo a Brindisi e Potenza: chiuse per carenze igieniche

Blitz dei Nas in due case di riposo a Brindisi e Potenza: chiuse per carenze igieniche

 
TarantoIl virus
Covid 19 a Grottaglie, dipendenti comunali positivi: chiusi gli uffici

Covid 19 a Grottaglie, dipendenti comunali positivi: chiusi gli uffici

 
PotenzaIl caso
Melfi, in auto con 4 quintali di cavi di rame: denunciato

Melfi, in auto con 4 quintali di cavi di rame: denunciato

 
FoggiaLa novità
Policlinico di Foggia, nasce il primo reparto di Andrologia in Puglia

Policlinico di Foggia, nasce il primo reparto di Andrologia in Puglia

 
LecceLa convenzione
Lecce, nasce il 'Parco della Giustizia' su terreno confiscato alla mafia

Lecce, nasce il 'Parco della Giustizia' su terreno confiscato alla mafia

 
MateraNel Materano
Mafia, sequestrati beni a capoclan lucano: case, mezzi e contanti

Mafia, sequestrati beni a capoclan lucano: case, mezzi e contanti

 
BatNella Bat
Droga, condanne definitive per sette trafficanti di Andria

Droga, condanne definitive per sette trafficanti di Andria

 

i più letti

Un video in tre lingue per le ragazze rapite

ROMA - Un video in tre lingue, italiano, inglese a arabo, per smuovere i cuori dei sequestratori, per ricordare chi sono i quattro operatori umanitari sequestrati il 7 settembre, un video che è non solo un appello per la loro liberazione ma anche una dichiarazione d'amore nei confronti dell'Iraq. 'Un ponte per...', l'ong che da 13 giorni dedica tutte le sue energie al tentativo di sapere dove sono Simona Torretta, Simona Pari, Mahnaz Bassam e Raad Ali Abdulaziz, chi li tiene prigionieri e come fare per riportarli a casa, sceglie lo stesso sistema utilizzato in molti sequestri in Iraq, non ultimo dai rapitori dei due americani e del britannico, per lanciare un messaggio di pace e di speranza.
Quattro minuti di immagini, rilanciate da Al Jazira e Al Arabiya, per tracciare i profili dei quattro volontari attraverso le loro parole. I loro volti si alternano alle immagini dell'Iraq, dalle centrali di purificazione delle acque ai volti sofferenti dei malati a cui vengono distribuiti i medicinali, fino ai bambini nelle scuole a cui è stato restituito il sorriso grazie al lavoro dell'organizzazione umanitaria. Le due italiane e i due iracheni si presentano, si raccontano: Raad: «Nel nome di Allah, clemente e misericordioso. Mi chiamo Raad Alì Abdulaziz, ho 35 anni, sono di Baghdad. Lavoro per l'Organizzazione umanitaria Un ponte per Baghdad. Mi occupo della distribuzione di acqua pulita, della manutenzione degli impianti di depurazione, della ristrutturazione delle scuole».
Manhaz: «Nel nome di Allah, clemente e misericordioso. Il mio nome è Manhaz Bassam, ho ventinove anni e lavoro in alcune scuole di Baghdad con una organizzazione umanitaria italiana. Organizzo attività ricreative per i ragazzi delle scuole elementari come corsi di pittura, scultura, calligrafia».
Simona Torretta: «Mi chiamo Simona Torretta, sono di Roma e ho ventinove anni. Sono venuta in Iraq per occuparmi dei progetti sanitari di Un ponte per Baghdad, distribuzione di medicine, assistenza ai bambini malati iracheni».
Simona Pari: «Sono Simona Pari, ho ventinove anni, sono italiana. Sono da un anno a Baghdad per seguire il progetto scolastico Farah di Un ponte per Baghdad, progetto che parte dalla ristrutturazione delle scuole per arrivare all'ascolto dei bisogni dei bambini iracheni».
Raad: «Sono un ingegnere civile, non ho mai voluto abbandonare il mio paese e soprattutto ora che la guerra e l'occupazione lo hanno devastato c'è bisogno di restare. Amo la mia patria e cerco di servirla con quello che so fare. Questo ho imparato dai miei genitori e questo è quello che insegnerò a mio figlio Ahmed».
Manhaz: «Quasi la metà delle scuole ha subito gravi danni per i bombardamenti e i saccheggi e molte famiglie sono in difficoltà perchè non hanno lavoro. I bambini sono coloro che maggiormente soffrono questa situazione. Per questo voglio aiutarli a sorridere e a superare le loro paure».
Simona Torretta: «Ci sono moltissimi bambini che hanno malattie gravi e malformazioni, affezioni gastrointestinali, respiratorie dovute anche alla mancanza di acqua ed elettricità. Distribuire farmaci e stare vicino a questa gente, lo sento come un dovere nei loro confronti. Io amo l'Iraq».
Simona Pari: «Questi bambini hanno vissuto cose più grandi di loro, la scuola deve essere un luogo protetto e sicuro, che garantisce il diritto allo studio e al futuro. Il mio desiderio è di poter essere utile per aiutare questi bambini a vivere e studiare in un ambiente migliore».
Nel video si aggiunge poi che Raad, Manhaz, Simona, e Simona sono stati rapiti mentre lavoravano. «Con il loro impegno hanno: curato 70.000 bambini, ristrutturato 25 scuole, portato acqua potabile a 250.000 persone, medicinali, ossigeno e acqua agli ospedali, dato un contributo alla salvaguardia del patrimonio storico della Mesopotamia». Infine l'appello: «Liberate la pace».
La versione italiana del video è stata messa in onda da Rai News 24 a partire dalle prime ore di oggi, quella inglese è disponibile per tutti i media del mondo su Reuters e Ap. Il video in arabo verrà, inoltre, trasmesso da Rai Med alle 22.00 di questa sera.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400