Mercoledì 19 Dicembre 2018 | 10:54

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I militari della Guarda Repubblicana, temutissimi al tempo di Saddam

IL CAIRO - I sequestratori non hanno più remore: dopo la decapitazione di tre curdi di stamane ed il sequestro ieri di dieci operai turchi, sono arrivati alla Guardia Nazionale irachena - al tempo di Saddam Hussein temutissima (era la Guardia Repubblicana) - della quale oggi hanno sequestrato 15 elementi, che minacciano di uccidere entro 48 ore.
La tv del Qatar Al Jazira ha trasmesso poco dopo le 20.00 (ora del Cairo) le immagini di un video ricevuto dal gruppo «Le Brigate di Mohamed Ibn Abdallah», che chiede la liberazione di un membro dell'ufficio del leader sciita Muqtada Sadr, Hazem Al Araji, altrimenti ucciderà i 15 soldati. La scelta di sequestrare uomini proprio di quel corpo non è casuale. Al Araji e suo fratello sono stati arrestati oggi proprio da soldati della Guardia Nazionale, nel quartiere di Kazimiya, nella parte nord occidentale di Baghdad.
All'arresto avrebbero partecipato - hanno raccontato testimoni - anche militari americani, che hanno lanciato granate paralizzanti ed hanno forzato le porte delle case dei due fratelli.
Le immagini dei video sono sempre più drammatiche: stasera appaiono prima i documenti dei 15 ostaggi, stesi sul pavimento uno accanto all' altro. Seguono quindi le inquadrature della stanza nella quale i rapitori, tre con il volto incappucciato, indossano tute mimetiche e imbracciano kalashnikov. Poi si vedono gli ostaggi seduti, più che inginocchiati, a terra: alcuni di essi vestono tute mimetiche, altri abiti forse civili, e tutti hanno le mani legate dietro la schiena e la testa rivolta verso il basso. Alcuni si appoggiano a chi sta accanto, come se non riuscissero a rimanere dritti.
A differenza di altri video, nessuno legge proclami, ma il comunicato, si capisce, è stato inviato ad Al Jazira insieme con il video, ed il giornalista lo legge mentre scorrono le immagini.
Un portavoce di Moqtada Sadr, raggiunto nel quartiere di Sadr City, ha dichiarato che «la sola colpa dei due arrestati (Hazem Al Araji e suo fratello ndr) era quella di appartenere al movimento di Moqtada Sadr». «Ogni qualvolta il negoziato con il governo sembra procedere più speditamente - ha aggiunto con tono polemico - alcuni decidono di intralciarlo».
Un riferimento a intralci programmati per bloccare trattative era stato usato ieri dall' Esercito Islamico in Iraq - nessuno sa quanto sia attendibile l' attribuzione - annunciando in un sito Internet, che i due giornalisti francesi Georges Malbrunot e Christian Chesnot erano praticamente liberi perchè avevano accettato di collaborare per «raccontare la verità dell' Iraq». «I giornalisti hanno visto con i propri occhi - scriveva l' estensore del messaggio in web - che quando l' Esercito prometteva di metterli in libertà, dopo accordi con i mediatori, le forze di occupazione attaccavano le posizioni dell' Esercito e dei combattenti iracheni».
In tarda serata un rappresentante di Moqtada Sadr a Baghdad, interpellato dalla Afp, ha negato che ci siano rapporti tra il movimento radicale sciita e i sequestratori: «Non conosciamo il gruppo che ha rivendicato il sequestro e non abbiamo alcuna relazione con esso, ma si può capire la sua reazione», ha detto Naim Al Qaabi.
Remigio Benni

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