Giovedì 28 Maggio 2020 | 04:20

Il Biancorosso

calcio
Bari, il difensore Perrotta: «Chiediamo chiarezza sul prosieguo del torneo»

Bari, il difensore Perrotta: «Chiediamo chiarezza sul prosieguo del torneo»

 

NEWS DALLE PROVINCE

BrindisiLutto
Brindisi piange la scomparsa si «Mestru Roc», tra i primi meccanici della provincia

Brindisi piange la scomparsa si «Mestru Roc», tra i primi meccanici della provincia

 
Battragedia sfiorata
Barletta, misterioso agguato, 30enne ferito a colpi di pistola alla coscia e braccio

Barletta, misterioso agguato, 30enne ferito a colpi di pistola alla coscia e braccio

 
Potenzafase 2
Basilicata economia, 53 milioni per microimprese e turismo

Basilicata economia, 53 milioni per microimprese e turismo

 
BariLa decisione
Salvataggio Popolare Bari, via libera del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi con 1,17 miliardi

Salvataggio PopBari, via libera del Fondo interbancario con 1,17 miliardi

 
MateraLavori pubblici
Matera, sicurezza stradale: nuovo intervento Anas sulla «Basentana»

Matera, sicurezza stradale: nuovo intervento Anas sulla «Basentana»

 
Tarantofase 2
Taranto, più controlli anti-assembramento: vertice in prefettura con le forze dell'ordine

Taranto, più controlli anti-assembramento: vertice in prefettura con le forze dell'ordine

 
Foggiafase 2
Foggia, vietato mangiare e bere all'aperto: arriva ordinanza anti-assembramenti

Foggia, vietato mangiare e bere all'aperto: arriva ordinanza anti-assembramenti

 
LecceLa tragedia
Il cantiere del gasdotto

Pisignano, operaio 35enne muore schiacciato da tubo in gasdotto: cantiere sequestrato

 

i più letti

Liberati giornalisti francesi: per gli esperti messaggio credibile

PARIGI - Davvero i due giornalisti francesi spariti un mese fa tra Baghdad e Najaf sono stati rimessi in libertà ma rimarranno ancora per qualche tempo con i rapitori così da raccontare al meglio le gesta della «eroica resistenza irachena», come ha annunciato ieri un messaggio attribuito all'Esercito islamico in Iraq? Anche oggi il governo Raffarin ha evitato di rispondere a questo cruciale interrogativo. A Parigi si insiste nella strategia adottata: massima prudenza e massima discrezione.
«Tecnicamente è troppo difficile avere una convinzione assoluta», ha indicato stamattina il ministro degli Interni Dominique de Villepin.
A giudizio degli esperti quel messaggio spuntato su Internet ha però «un certo grado di credibilità». Non foss'altro perchè rappresenta «una onorevole via d'uscita» per i fantomatici e contraddittori rapitori, che in un primo tempo volevano ammazzare i due reporters se la Francia non avesse abrogato la legge contro il velo islamico a scuola e poi - una volta lasciato cadere l'ultimatum - hanno minacciato di metterli sotto processo (non si sa bene con quali accuse).
Vero o falso che sia, l'annuncio di fine prigionia attribuito all'Esercito islamico in Iraq ha avuto il merito di far ritornare un po' di ottimismo a Parigi sulla sorte di Christian Chesnot e Georges Malbrunot. «Le indicazioni che abbiamo vanno tutte nello stesso senso: sono vivi. Noi - ha detto Villepin - vogliamo credere che i nostri due compatrioti sono in vita e speriamo che il loro rilascio possa avvenire presto».
Questa speranza è almeno in parte fondata sugli unanimi attestati di solidarietà incassati all'unisono nel mondo arabo e non a caso oggi anche il capo storico dell'organizzazione islamista armata della Jihad, Abbud al-Zomor, si è unito al coro e ha chiesto l'immediato rilascio dei due giornalisti francesi, che «è nell'interesse della resistenza irachena» in quanto «la posizione della Francia sull'Iraq è totalmente diversa da tutti gli altri paesi».
Ma è davvero possibile che i due reporter abbiano accettato «di loro spontanea volontà « di rimanere «per un periodo limitato» con la banda che si è già macchiata le mani con il sangue di Enzo Baldoni? «Si tratta di grandi professionisti.
Quando saranno di ritorno potremo ascoltare la loro testimonianza e sapere la realtà delle cose», ha tagliato corto il ministro degli Interni nel corso di un'intervista radiofonica e ha ripetuto la linea alla quale il governo Raffarin vuole attenersi a tutti i costi: «Niente polemiche.
Niente dibattiti. La nostra forza è l'unità».
Nel timore che il calvario di Chesnot e Malbrunot non è affatto finito, Reporters sans Frontieres - l'associazione in prima fina nella difesa della libertà di stampa nel mondo - ha intanto lanciato oggi un nuovo appello a favore dei due giornalisti e del loro chauffeur siriano, che secondo l'ultimo messaggio dei rapitori è sotto processo per spionaggio davanti ad un «un tribunale islamico».
«Chiediamo a tutti - questo l'appello di Rsf - di rimanere mobilitati. L'unico torto di Malbrunot e Chesnot è di aver cercato di fare coraggiosamente e liberamente il loro mestiere andando a raccogliere informazioni sul terreno».

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400